COME RUBARE UN QUINTALE DI DIAMANTI IN RUSSIA

ITALIA - 1967
COME RUBARE UN QUINTALE DI DIAMANTI IN RUSSIA
Deciso ad impadronirsi di un formidabile lotto di pietre preziose grezze dei Russi, il direttore della Fantomas, signor Zak, invia a Mosca due suoi diversi gruppi: quello diretto da Groeber nella veste di esperti di una banca di Amsterdam, e quello del professor Iggins che si presenta come comitiva di turisti. Secondo i piani, mentre Groeber ed i suoi collaboratori, accolti con comprensibile prudenza dai Russi conteggiano e valutano le pietre, Iggins si introduce nel sottosuolo della Banca Nazionale di Mosca e al momento prefissato s'impossessa del tesoro che viene spedito in Austria su di un treno merci. La fisionomia, però di uno dei delegati olandesi, mette in allarme il generale Poniatowski, che tuttavia si lascia soffiare la documentazione dal capitano dei cosacchi, signorina Tamara. Questa, approfittando della situazione per scegliere la libertà, costringe i lestofanti ad aggregarla al gruppo ed a condurla oltrecortina. Ma una volta in Austria, l'intervento del comm. Krakenbaun porta all'arresto della comitiva e al sequestro della refurtiva. Iggins e Tamara riescono a superare l'ostacolo e tutti si mettono in salvo in un paese orientale, dove si dedicano allo studio di un altro audace piano ai danni del governo di Pechino.
  • Durata: 86'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Produzione: MIRO CIN.CA (ROMA) CENTAURO FILM (MADRID)
  • Distribuzione: REGIONALE

CRITICA

"E' una pellicola che sfrutta alcune diavolerie inventate per James Bond e si rifà ai "Sette uomini d'oro" senza però la fantasia, l'aggressività e, perchè no, l'humour dei film imitati. [...] E' uscito un pasticciaccio che non diverte nemmeno. Approssivamente anche alcune caratteristiche del costume e della vita dei sovietici [...] e tante altre cose dovute all'imperizia del regista James Reed che ha diretto gli attori con troppa disinvoltura". (Anonimo, "Corriere della Sera", agosto 1967).
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