City Island

USA - 2009
City Island
City Island, un angolo molto bello e sconosciuto di New York. Qui vivono i Rizzo, una incasinatissima famiglia - in cui nessuno è perfetto e tutti mentono - il cui patriarca è Vince, una guardia carceraria sull'orlo di una crisi di nervi per il lavoro che non lo soddisfa, le preoccupazioni familiari e le sue frustrate ambizioni d'attore...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: RAYMOND DE FELITTA, ANDY GARCIA, ZACHARY MATZ LAUREN VERSEL PER CINESON PRODUCTIONS, MEDICI ENTERTAINMENT IN ASSOCIAZIONE CON LUCKY MONKEY PICTURES, GREMI FILM PRODUCTION, FILMSMITH PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MIKADO (2010)
  • Data uscita 25 Giugno 2010

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CRITICA

"Una di quelle famiglie americane che fa pensare a Frank Capra e ai suoi 'picchiatelli', che abita in un luogo altrettanto stravagante: appunto 'City Island', ex proprietà privata nel Seicento dei Peli e dei Palmer, divenuta parte di New York nella zona del Bronx, sede di cantieri navali e borgo marinaro ospitante una comunità molto solidale, posto d'invenzione e di sogno. Naturalmente esistono molti altri film americani su famiglie e personaggi bizzarri, ma questo è speciale: non soltanto per l'aura di segreti che lo avvolge, anche per il suo atteggiamento. La stravaganza non viene come al solito irrisa, i tanti segreti non risultano affatto vergognosi. Verso i suoi interpreti, verso il loro comportamento che ricorre al verso di fronteggiare la vita, il film mostra affettuosa comprensione. Il compromesso viene considerato un'arma naturale nel mondo in cui ci troviamo, un aiuto per vivere meglio e lasciar vivere gli altri secondo i loro desideri, un modo per non fare del male al prossimo e neppure a se stessi." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 giugno 2010)

"Se questa fosse una pochade a sfondo parigino, tutto sarebbe più credibile. Invece a New York, dove la gente è più disincantata che nel resto degli Stati Uniti, la propensione a rincorrere i sogni in età matura pare poco verosimile. E poi la parte allusiva alla locale cinematografia e al Tribeca Film Festival è particolarmente desolante per un film girato nel 2008, che mirava a esservi ammesso e che in effetti vi ha poi ottenuto, in mancanza di meglio, il 'premio del pubblico' nel 2009. Un 'omaggio', un 'gioco di specchi' che risulta solo una meschina adulazione. Ma in questo fine di stagione cinematografica - salvo 'Il tempo che ci rimane' di Elia Suleiman, non c'è quasi nulla, da vedere - l'adulatore De Felitta ha il pregio di lasciar fare a Garcia - qui nell'ennesimo ruolo di italo-americano, stavolta di nome Rizzo - e di valorizzare la Margulies. Dunque carenza di idee nel soggetto ed eccesso d'astuzia della sceneggiatura sono bilanciati dalla professionalità degli attori." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 25 giugno 2010)
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