Ci vediamo domani

ITALIA - 2013
2/5
Ci vediamo domani
Marcello Santilli, quarantenne buono ma irrequieto, ha una moglie che lo ha lasciato perché stufa di fargli da madre e una figlia undicenne che ha poca stima di lui, soprattutto per la sua continua ricerca di grandi idee, fallimentari, per arricchirsi in modo facile e dare una svolta alla sua vita. Stavolta, però, Marcello sembra aver trovato l'idea giusta: aprire l'unica agenzia di pompe funebri in uno sperduto paesino, situato tra le montagne della Puglia e popolato solo da ultranovantenni. Grazie a un'ipoteca sulla casa della nonna, Marcello ottiene il finanziamento dalla banca e si trasferisce in una piccola stalla appartenente a Palagonia - un vecchietto dagli occhi vivaci e dal passato misterioso - trasformandola nell'agenzia funebre. Trascorso un po' di tempo, però, Marcello scopre suo malgrado che in quel paese non si muore...
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: GIUSEPPE PEDERSOLI PER MOVIEMAX MEDIA GROUP, SMILE PRODUCTION
  • Distribuzione: MOVIEMAX
  • Data uscita 11 Aprile 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Dopo l'esperienza televisiva de Le Iene, Enrico Brignano torna sul grande schermo nei panni di Marcello Santilli, un quarantenne indebitato che, per combattere la crisi, decide di aprirsi un negozio di pompe funebri in un paesino pugliese, noto per essere abitato da tantissimi anziani.
Ci vediamo domani è il titolo della commedia diretta da Andrea Zaccariello, che vede protagonista assoluto il comico romano. Con un matrimonio fallito alle spalle (la moglie è interpretata da Francesca Inaudi) e costretto a ipotecare la casa della nonna (Liliana Vallasciani) dopo aver chiesto un finanziamento a un direttore di banca (Ricky Tognazzi), Santilli al volante di un carro funebre anni '80 si dirigerà alla volta del paese più vecchio d'Italia. Peccato che in quel paese non muore proprio nessuno! Anzi, i vecchietti centenari sembra che abbiano fatto un patto con il diavolo. Così è più probabile che muoia Santilli nell'attesa.
Una black comedy stile anglosassone, che da uno spunto simile a quello del becchino Pinuccio Lovero di Pippo Mezzapesa, anche lui impantanato nell'attesa di un decesso che gli facesse svolgere il proprio lavoro, punta tutto (forse troppo, recita per il 98% della durata della pellicola) sulla verve comica di Enrico Brignano.
Al centro del film, oltre al tema dell'immortalità, un dilemma contemporaneo: da una parte i vecchietti, che hanno una casa e una pensione, e che proprio per questo non hanno paura della vita, “non hanno più nulla da perdere” e  sono quindi liberi di poter essere coraggiosi, dall'altra gli attuali quarantenni, attaccati ai loro smartphone, privi di sicurezze economiche e lavorative e per questo pieni di inceretezze e di paure. Da lì poi anche un discorso sulla libertà, “oggi per essere veramente liberi non bisogna possedere niente” e sul senso della vita e della morte che tende ad essere un po' generico e banale nella contrapposizione tra il moderno e l'antico, tra il bene e il male, e nel troppo netto contrasto tra il comico Enrico Brignano e gli anziani vecchietti del villaggio interpretati per la maggior parte da attori non professionisti, quasi a volersi rifare al neorealismo.
Nel cast anche l'attore italo-americano Burt Young, conosciuto per il ruolo di Paulie nella saga di Rocky al fianco di Sylvester Stallone, qui nella parte di un anziano che soffre di diabete.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELL'APULIA FILM COMMISSION.

CRITICA

"Andrea Zaccariello, autore di corti e spot, prova con la finzione e sceglie una commedia amara in cui Enrico Brignano sfodera una carica di malinconia. (...) resta distante dal dramma, dal comico, privilegiando il patetico del perdente." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 aprile 2013)

"Parte con un'idea originale, ma poi si arena per mancanza di idee 'Ci vediamo domani' di Andrea Zaccariello con Enrico Brignano nei panni di un quarantenne spiantato che decide di aprire un'agenzia di pompe funebri in un paesino abitato da ultracentenari. Al film va riconosciuto il merito però di tenersi alla larga da una comicità volgare e sguaiata." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 11 aprile 2013)

"Asmatica, semidivertente commediola, che poggia sulle spalle di Enrico Brignano. (...) Il comico romano se la cava benissimo nei soliloqui, però affonda tra le barzellette di un copione scontato. Non ci sono volgarità, vero, ma è troppo poco." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 11 aprile 2013)
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