Chato

Chato's Land

USA - 1972
New Messico, 1873. Chato, un pellerossa, si vede costretto a fuggire dopo aver ucciso, per legittima difesa, uno sceriffo bianco che lo aveva provocato. Al suo inseguimento si mettono alcuni uomini capeggiati prima da Quincey Whitmore, un ex-ufficiale sudista, e poi dal feroce Jubal Hooker che uccide Quincey non ritenendolo abbastanza spietato. Al principio Chato si limita a lasciare tracce evidenti in modo da condurre i suoi inseguitori in una zona inospitale. Poi comincia a decimare le loro risorse d'acqua e a far fuggire i loro cavalli. Ma quando i bianchi violentano sua moglie, il pellerossa, per vendicarsi, comincia ad ucciderli ad uno ad uno, mentre gli altri si eliminano a vicenda perché divisi da violenti contrasti tra di loro.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, WESTERN
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Produzione: SCIMITAR FILMS
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS EUROPA
  • Vietato 14

CRITICA

"Un racconto non del tutto inedito, ma drammatico e amaro, in un ambiente selvaggio e aspro, sottolineato da una valida fotografia. Lasciato piuttosto in ombra il personaggio del 'giustiziere di colore' (con opportune pause; pregnanti i dialoghi quando l'indiano è in campo), il regista delinea i protagonisti della feroce caccia, distinguendo nettamente quelli animati da spirito di avventura, da coloro che intendono la caccia all'uomo come sport venatorio, e infine da quelli animati da un bieco razzismo. Se la base del racconto è costituita dallo spirito vendicativo e implacabile dei pellerossa, c'è da rilevare che i personaggi messi costantemente a fuoco sono i bianchi, con i loro sensi di colpa, le loro biasimevoli tendenze all'odio." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 73, 1972)

"Un western dalla parte degli indiani? Errore. L'unico punto di vista che adotta è quello della violenza, con Bronson che anticipa le sue future imprese da giustiziere. Lo spettacolo è vigoroso e i caratteristi sono di prim'ordine. Peccato per il punto di vista." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

"Film drammatico e amaro con una sceneggiatura interessante soprattutto per lo studio psicologico dei vari personaggi e dei sentimenti che li animano. Dialoghi pregnanti. Bronson è eccezionale." (Laura e Morando Morandini, Telesette)
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