Charlie Bartlett

USA - 2007
Charlie Bartlett
Il giovane Charlie Bartlett è stato cacciato da tutti gli istituti privati in cui la sua famiglia benestante lo aveva mandato a studiare. Per cercare di calmare il suo carattere esuberante, lo hanno affidato alle cure di uno psichiatra e ora lo hanno iscritto ad una scuola pubblica. Charlie, dopo il difficile impatto con i nuovi compagni, si guadagna ben presto la popolarità grazie ad un'attenta osservazione e ad un ingegnoso espediente: resosi conto del disagio che dilaga tra i suoi compagni, tutti affetti da qualche disturbo della psiche tipico dei giovani moderni, si improvvisa a sua volta psicologo e trasforma il bagno dei maschi nel suo studio dove ricevere i 'pazienti', ma soprattutto inizia a spacciare le 'pillole miracolose' che di volta in volta si fa prescrivere dal suo medico curante. Tuttavia, il brillante e intraprendente Charlie non ha fatto i conti con l'astuto e inflessibile preside.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT, EVERYMAN PICTURES, TEXON ENTERTAINMENT, PERMUT PRESENTATIONS, GRANITE ROCK FILMS, MADACY ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: DNC ENTERTAINMENT (2008)
  • Data uscita 30 Maggio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Ne Il visconte dimezzato, Calvino scrive: "Uno si crede incompleto ed è soltanto giovane. Ecce Charlie Bartlett. Genio e sregolatezza, e la tipica protesta della sua età: l'ossessione di piacere contro la coscienza dei propri limiti. Perché smerciare il prozac ai compagni di scuola? "Voglio piacere", risponde il protagonista al preside - Yelchin e Downey Jr. fanno a gara di bravura - . E se questi lo mette alle corde, Charlie così si giustifica: "Ho 17 anni. Sono un ragazzo". Il tema del "visconte dimezzato", dell'uomo diviso in due, è il tarlo dei personaggi - grandi compresi - nell'esordio di Jon Poll. Coltivano aspirazioni che impattano contro umane vulnerabilità. Essere riconosciuti, barare se è necessario. Charlie confonde la droga con la filantropia, il preside maschera i desideri di rivalsa con il rispetto delle regole. Colpevoli entrambi, ma minore indulgenza per l'attempato signore. La regia non nasconde le simpatie e confeziona un'opera sbilanciata, delicata e irriverente, basata sul meccanismo dello scambio: adulti come ragazzini, bulli dal cuore tenero, dramma che volge in commedia. Tocco leggero. Un merito quando si bada allo spettacolo. Un rischio se hai qualcosa d'importante da dire.

CRITICA

"In questa frizzante commedia nera alla Wes Anderson negli Usa vietata i minori, diritto alla felicità e alla diversità s'abbracciano lungo la via d'una crescita dolorosa." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 30 maggio 2008)

"Esordio registico nella commedia sofisticata con adolescenti da parte di un esperto montatore hollywoodiano, 'Charlie Bartlett' cita a piene mani sia da 'Harold e Maude' che dai più recenti Rushmore ed Election. Quello che non ha rispetto ai grandi film di Hal Ashby, Wes Anderson e Alexander Payne è cattiveria, coraggio e imprevedibilità. Nonostante Charlie sia un amorale egocentrico, il regista lo tratta come una vittima dall'animo sensibile traumatizzato dal papà carcerato. Cinepresa troppo accondiscendente nei suoi confronti. Fantastico invece il preside pre-'Iron Man' di Robert Downey Jr, eccellente nel lasciarsi andare alla frustrazione più cupa. Brava anche la madre strafatta della Davis." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 6 giugno 2008)
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