Cavalli

ITALIA - 2011
Cavalli
Italia, fine Ottocento. Alessandro e Pietro, due fratelli diversi ma legatissimi tra loro vivono in un paesino degli Appennini. Alla morte della madre, i due ragazzi ricevono in dono due cavalli - Sauro e Baio - che determineranno il destino di entrambi: il primo userà il suo per andare e venire dalla città vivendo esperienze e avventure; l'altro resterà col laborioso intento di mettere su un allevamento. Tuttavia, i due fratelli scopriranno che per realizzare i propri sogni c'è un prezzo molto caro da pagare...
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: racconto omonimo di Pietro Grossi inserito nel libro "Pugni" (ed. Sellerio)
  • Produzione: PRODOTTO DA GIANLUCA ARCOPINTO, MARCO LEDDA, EMANUELE NESPECA PER SETTEMBRINI FILM, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: LUCKY RED
  • Data uscita 21 Ottobre 2011

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI REGIONE TOSCANA E CON IL SUPPORTO DI TOSCANA FILM COMMISSION.

- IN CONCORSO ALLA 68. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2011) NELLA SEZIONE 'CONTROCAMPO ITALIANO'.

- VINICIO MARCHIONI E' STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2012 COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (ANCHE PER "SULLA STRADA DI CASA" DI EMILIANO CORAPI).

CRITICA

"L'opera prima appenninica di Michele Rho ambientata a fine dell'800 mostra due fratelli legatissimi e diversi, due enfant sauvage che dovranno domare due puledri di razza. Come in un western italiano, il film ha una scorza dura e mostra due comportamenti avversi sul contesto di un rude paesaggio. Vengono in mente i film di De Santis quando non c'era pace tra gli ulivi, ma è anche l'anatomia di un' amicizia fraterna viscerale che deve adeguarsi a montagne difficili da scalare. Metafora facile ma espressiva." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 21 ottobre 2011)

"Il finale evoca la saggia massima secondo cui, se ami davvero qualcuno, devi sapere lasciarlo andare. Tratto dal racconto di Pietro Grossi e presentato a Venezia nella sezione Controcampo Italiano, 'Cavalli' è un'opera prima accurata e ben diretta, distesa nei tempi e con inquadrature che respirano. Il contrario dei film 'di cassetta', insomma; e tuttavia sarebbe cosa buona e giusta se trovasse l'attenzione che merita. Bello, soprattutto, il modo in cui sa alternare scene di realismo (sembra un po' di respirare il letame dei cavalli) con altre più simboliche. E giusta la scelta di una rappresentazione tutt'altro che bucolica; anzi, di mettere in scena un'umanità dura e quasi barbarica." (Roberto Nepoti, 'Repubblica', 21 ottobre 2011)

"Un'opera prima italiana. La firma Michele Rho, già noto per alcuni documentari. Un' azione quasi fuori dallo spazio, anche se siamo con ogni evidenza in montagna, e quasi fuori dal tempo, anche se dai costumi dei personaggi si potrebbe collocare tutto intorno alla metà dell'Ottocento. (...) Per un verso con un piglio realista nella rappresentazione di cose e persone, per un altro con un respiro che si fa più ampio e quasi lirico quando si avvicina alla natura, boschi, vallate e cime coperte di neve. Si può consentire. Forse qualcosa, specie nei temi più privati, rimane inespresso e qualche dettaglio di contorno risulta un po' superfluo, ma si sente la mano di un autore che in futuro potrà dare di più e non solo opere piuttosto insolite nel panorama del cinema italiano, destinate a restare isolate. Nella parte di Alessandro c'è Vinicio Marchioni già noto sia al cinema, sia in teatro e in TV. Più noti però sono gli interpreti di sfondo che spesso si limitano solo ad apparire, da Asia Argento a Andrea Occhipinti a Pippo Delbono." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 21 ottobre 2011)

"Fine Ottocento, Appennino: due fratelli crescono insieme, legati anche dall'affetto per i cavalli che accompagnano la loro vita. (...) Curioso tentativo di western italiano, non 'all'italiana'. Reduce da Venezia." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 21 ottobre 2011)

"Due fratelli, molti cavalli, un esordiente: Michele Rho. Tratto da un racconto di Pietro Grossi, 'Cavalli' è la lieve epopea del ribelle Alessandro (Vinicio Marchioni) e del gentile Pietro (Michele Alhaique) in un'Italia indefinita (specie nel linguaggio) di fine '800. (...) Film particolare. La confezione è forse troppo patinata e distaccata dall'epoca (mai visto un '800 rurale così pulito) ma molti momenti suscitano sincera emozione: i silenzi gravidi di tensione tra i fratelli e un padre che impara negli anni ad essere più affettuoso; l'interazione credibile tra Alhaique e Marchioni, cavalli di razza sempre più a briglia sciolta. I due attori hanno qualcosa di magico e recitano davvero con ogni parte del corpo (Alhaique che mangia la minestra è uno spettacolo). Apparizione a sorpresa di Andrea Occhipinti nel ruolo di un allevatore severo ma giusto. Non aspettatevi un'impetuosa galoppata quanto piuttosto un trotto sostenuto." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 ottobre 2011)
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