Camorra

ITALIA - 2018
4/5
Camorra
Il film è un suggestivo ritratto storico e socio‐antropologico, concentrato sul periodo tra il 1960 e il 1990, del capoluogo campano e della criminalità organizzata che lo affligge. Frutto di mesi di ricerca tra i tesori degli archivi di Rai Teche, i sorprendenti filmati d'epoca, molti dei quali inediti, trovano un legame viscerale nella musica e nelle canzoni originali
scritte da Meg. "Camorra" scava nell'anima di una città imperscrutabile. Nei filmati delle Teche Rai e nelle fotografie dell'Archivio Riccardo Carbone c'è il racconto, che va dagli anni Sessanta agli anni Novanta, dello svilupparsi del fenomeno camorristico: dal rapporto di subordinazione alla mafia, che gestiva in Campania il contrabbando di sigarette negli anni del dopoguerra attraverso famiglie locali, fino all'avvento di Cutolo che riesce a unificare il proprio potere estorsivo in una sola grande organizzazione militare ed economica fornendo ai suoi membri un'ideologia identitaria di riscatto sociale e territoriale. Il culmine del potere cutoliano coincide con una delle vicende più oscure della storia della Repubblica, quando viene rapito l'assessore Ciro Cirillo dalle Brigate Rosse e i servizi segreti si rivolgono a Cutolo affinché tratti con i terroristi per il rilascio del politico: il boss fa liberare Cirillo, lo Stato gli è debitore.
  • Durata: 70'
  • Colore: C
  • Genere: STORICO
  • Produzione: TODOS CONTENTOS, Y YO TAMBIEN NAPOLI, CON RAI CINEMA, CON RAI TECHE

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Non basterebbero forse cento documentari per “inquadrare” la camorra, dalle sue origini ottocentesche ai giorni nostri. Quello che si può fare è provare a soffermarsi su un periodo – quello cruciale forse – dagli anni ’60 alla fine degli ’80, per tentare di rendere leggibile un fenomeno così ramificato e al tempo stesso mutevole.

È quello che fa Francesco Patierno, che dopo mesi di ricerche tra gli archivi di Rai Teche e con l’apporto delle fotografie dell’Archivio Riccardo Carbone realizza Camorra: dal contrabbando delle sigarette dei primi anni ’60, periodo in cui la mafia siciliana gestiva il grosso dei traffici, all’arrivo del boss Raffaele Cutolo, l’ideatore della NCO (la Nuova Camorra Organizzata), Patierno riesce a comporre un affresco storico e socio-antropologico di un intero territorio e del male, ormai atavico, che lo affligge.

Ma non è semplicemente un documentario di montaggio, Camorra: i filmati d’epoca, molti dei quali inediti e sorprendenti, si sovrappongono infatti alla voce narrante e alle musiche originali di Meg, creando un flusso inquietante e ipnotico, capace di mescolare interviste dei primi anni ’70 con scugnizzi di nemmeno 10 anni che raccontano delle loro prime rapine al fascino sinistro di un uomo, Cutolo, che da dietro le sbarre pontifica con il piglio del mecenate.


[caption id="attachment_118549" align="aligncenter" width="225"] Francesco Patierno[/caption]

L’obiettivo dichiarato di Patierno (dopo i già notevoli La guerra dei vulcani e Naples ’44) è proprio questo, trattare cioè la materia a disposizione non tanto attraverso le logiche del documentario storico o del reportage, ma con il ritmo e lo stile propri del cinema: le immagini d’archivio prendono il posto della finzione, l’effetto è straniante e dirompente.

E il risultato è quello di provare a tracciare una sorta di sentiero cronologico che attraversa le varie fasi della malavita, percorso che non può comunque prescindere dalla perfetta sintesi che – attraverso la voce di Meg – racchiude il senso di un fenomeno così nettamente frastagliato:

"Napoli non è una città ribelle. Napoli è assuefazione delle classi popolari e plebee rispetto alle loro miserabili condizioni di vita. Napoli è assuefazione che consente alla città il mantenimento di uno stato di equilibrio rispetto agli equilibri profondissimi presenti tra le classi sociali”.

E ancora: “A Napoli non c'è stata nessuna rivoluzione sociale-popolare: le classi pericolose non si sono rivoltate contro il potere costituito. La ribellione sociale è stata contenuta e rivolta all'interno, è implosa in comportamenti, atteggiamenti e organizzazioni che hanno disciplinato il disordine impedendone la deflagrazione contro le classi dominanti".

Evolvendosi nel corso degli anni, dal contrabbando alla droga, dal tentativo (poi fallito) di Cutolo di organizzarne la struttura sulla falsariga della mafia siciliana, con una gerarchia verticistica e un vero e proprio apparato ideologico e militare (il tutto dalle varie carceri in cui il boss è detenuto ormai dal 1963), fino al definitivo salto politico (la collaborazione con i servizi segreti per liberare l’assessore democristiano Ciro Cirillo dalla prigionia delle BR) e imprenditoriale (con l’accaparrarsi di tutti gli appalti, o quasi, destinati alla ricostruzione dopo il tremendo e devastante terremoto in Irpinia), la camorra ha saputo diversificarsi pur rimanendo sempre se stessa.


[caption id="attachment_118550" align="aligncenter" width="300"] Raffaele Cutolo[/caption]

E provarne a comprenderne le logiche – ci dice il lavoro di Patierno – potrebbe servire a gettare le basi per sperare in un cambiamento.

Camorra sarà trasmesso da Rai3 martedì 4 settembre, in seconda serata.

NOTE

- CON LA VOCE E LE MUSICHE DI MEG.

- IN CONCORSO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018) NELLA SEZIONE 'SCONFINI'.

CRITICA

"Interamente costruito sul materiale d'archivio messo a disposizione da Rai Teche e sulle fotografie dell'Archivio Riccardo Carbone, 'Camorra' ripercorre quegli anni nel tentativo di decifrare la genesi delle strutture di potere camorristiche, seguendo un testo scritto per il film - insieme allo stesso Patierno - da Isaia Sales, e affidato alla voce narrante della musicista Meg. L'ascesa al potere di Raffaele Cutolo, la nascita della nuova camorra organizzata che compatta la criminalità locale con un sogno di potere e ricchezza, appare allora come la logica conseguenza di quei fatti, anche se ancora oggi (o forse oggi ancor di più per come risuonano nel presente) impressionano le vette raggiunte dalla sua popolarità, tutta giocata sulla rivendicazione dei diritti dei dimenticati. Una popolarità destinata anch'essa a declinare con la feroce lotta per il potere dei clan camorristi che ancora oggi si spartiscono il potere a Napoli. Materiale di una storia sanguinaria con radici antiche e che continua senza tregua nel presente." (Giovanna Branca, 'Il Manifesto', 2 settembre 2018)

"Più piccolo, di solo repertorio e irrefutabilmente documentario è 'Camorra' di Francesco Patierno, un potente ritratto socioantropico tra '60 e '90, quando non era ancora 'Gomorra' ma don Raffaè (Cutolo): passa su RaiTre domani in seconda serata." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 3 settembre 2018)
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