Butterfly

ITALIA - 2018
3,5/5
Butterfly
Irma ha solo 18 anni, ma è già una campionessa di boxe. Il suo successo è un risultato notevole per una ragazza cresciuta in uno dei paesi più violenti del napoletano. Tuttavia più Irma riesce nel suo percorso sportivo, più si rivela fragile nel suo percorso interiore. Trascorre mesi nei ritiri di allenamento lontano da casa, sotto pressione e con enormi aspettative nei suoi confronti. Inizia ad insinuarsi in lei il dubbio se valga la pena o meno di rinunciare alla sua gioventù per i propri obiettivi. Il maestro Lucio ha 78 anni, è stato il primo allenatore e l'unica vera figura paterna per Irma e conosce meglio di altri la natura distruttiva delle aspettative nei confronti della giovane campionessa. Maestro di vita oltre che maestro di boxe, dal momento in cui l'arbitro alza il braccio di Irma in segno di vittoria alle qualificazioni olimpiche, sa che la sua vita non sarà più la stessa. Prima pugile donna italiana della storia a qualificarsi alle Olimpiadi, Irma si ritrova con i media incessantemente addosso. In poco tempo la ragazza diventa una notizia, un volto in tv, addirittura la protagonista di un libro sulla sua vita. L'immagine confezionata dai media è semplicemente troppo bella per essere vera: una ragazza del "ghetto" che vince le Olimpiadi e scrive la storia. Irma, invece, torna in Italia senza una medaglia. La delusione è troppo grande, le sue certezze sono crollate. La boxe è davvero qualcosa che fa per lei? Adesso che è lontana dai riflettori può finalmente guardarsi dentro e cercare la sua strada.
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: MICHELE FORNASERO PER INDYCA, CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: CINECITTÀ LUCE (2019)
  • Data uscita 4 Aprile 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Cinema e pugilato è un connubio che dura da tempo. Certo, non sono molti i film con donne che indossano i guantoni. Sicuramente il più celebre è Million dollar baby di Clint Eastwood che vedeva protagonista Hilary Swank. Rimanendo però all’interno dei confini nostrani c’è una ragazza italiana, precisamente di Torre Annunziata, che in breve tempo divenne una stella del ring.


E’ Irma Testa e si qualificò nel 2016 alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. I due registi Alessandro Cassignoli e Casey Kauffmann (reporter per Al Jazeera), al loro secondo lungometraggio dopo The Things We Keep, ci raccontano nel doc Butterfly questa giovane promessa mondiale del pugilato femminile che aveva tutte le carte in regola per vincere l’oro anche se alla fine fu sconfitta ai quarti di finale. 



E’ un delicato viaggio nella testa e nei sentimenti di una giovane, che in virtù dei suoi risultati è considerata la pugile under 20 più forte del mondo. Una forza che però si accompagna a un’estrema fragilità. 


 

Indirettamente, o meglio attraverso i suoi rapporti con la madre, con il fratello Ugo e con il suo maestro Lucio “suo salvatore” ci viene così consegnato un ritratto umano e autentico di una ragazza che da Torre Annunziata arrivò fino a Rio per poi appendere, delusa, i guantoni al chiodo, diventando preda delle sue paure, delle sue debolezze e dei suoi rimpianti. 


Ma questa storia ci insegna soprattutto che dopo una sconfitta bisogna sempre avere il coraggio e la forza di rialzarsi. E’ questa la lezione di Irma ed è questa la sua medaglia d’oro.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA DIREZIONE GENERALE CINEMA-MIBACT, PROGRAMMA CREATIVE EUROPA MEDIA, REGIONE CAMPANIA, POC CAMPANIA 14-20, FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA, PIEMONTE DOC FILM FUND-FONDO REGIONALE PER IL DOCUMENTARIO, FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE, REGIONE PIEMONTE.

- PROGETTO REALIZZATO NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA SENSI CONTEMPORANEI TOSCANA PER IL CINEMA.

- IN CONCORSO ALLA XVI EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2018), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.

CRITICA

"(...) Allenamenti e match, la famiglia e la solitudine, reperti e rappresentazione è un'indistricabile vicenda umana che deve molto alla sensibilità di Irma interprete, diretta da un duo di cineasti con solide fondamenta nel documentario. Curioso destino del cosiddetto "cinema del reale" in questo film, perché mentre pesca immagini di realtà si allontana nel sogno del cinema." (Silvio Danese, 'Giorno', 11 aprile 2019)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy