Burro

ITALIA, SPAGNA - 1989
Burro, un giovanotto molto semplice ed ingenuo, vive in un paesino della Romagna con la madre ed ha pochissimi amici che non lo prendono sul serio per le sua manie. Uomo di fatica nel cinema della zona, è tenacemente infatuato di un'attrice, Katarina; non si perde un film in cui lei è protagonista e ha la casa piena di suoi manifesti. Quando rimane deluso da come la donna nell'ultimo film cede alla corte di un fotografo, sembra guarito da quell'attaccamento assurdo. Ma non è così, poiché nella sua mente c'è sempre lei. La vede in una giovane contadina che si reca a pregare ai piedi di una croce e la segue. Questa, prima di sparire, gli racconta una strana storia su una ragazza e un gatto rosso che sconcerta il giovanotto. Poi Burro rivede Katarina in una zingara che gli predice che incontrerà suo padre nelle sembianze di un cane e gli promette un incontro d'amore in riva al fiume per il giorno dopo. Per procurarsi i soldi da dare alla zingara osa rubare un'ostia consacrata e ricatta il prete. Ma ad attendere all'appuntamento il sempliciotto c'è invece un minaccioso ed ambiguo zingaro che lo umilia e lo terrorizza. Deluso, Burro cerca di cambiare lavoro e va a fare il barbiere prima e poi il tassista, ma non riesce mai a combinare nulla di buono. Appreso dalla madre che l'uomo che lui credeva suo padre, un carabiniere, era invece un buffone costretto in seguito ad un episodio grottesco a lasciare l'Arma, scopre che il suo vero padre era un norcino e ricorda pure i giorni spensierati di ragazzino in cui si divertiva sulla spiaggia portando a spasso un maiale. Incontrato il cane che dovrebbe reincarnare l'anima del padre, si allontana dal paese.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA - EASTMANCOLOR
  • Produzione: ACHILLE MANZOTTI PER GURPPO BEMA (ROMA), RETEITALIA (MILANO), CALIGARI FILM (SIVIGLIA)
  • Distribuzione: MEDUSA - MANZOTTI HOME VIDEO

CRITICA

"Su un'idea, che poi non è per niente originale, Sanchez ha cucito una serie di avventurette del povero sempliciotto Burro (che in spagnolo vuol dire asino) interpretato da un Pozzetto non più in parte. Buona la fotografia." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')

"C'è una grande frammentarietà a livello narrativo con molte scene immotivate e gratuite senza alcun nesso logico. Pozzetto poi è patetico nella sua interpretazione di questo personaggio demenziale con quel suo faccione sgradevolmente paffuto ed irritante." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 107, 1989)
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