Buone notizie

ITALIA - 1979
Buone notizie
Un anonimo funzionario di una società televisiva romana, sposato con l'insegnante Fedora, trascorre le sue ore di lavoro guardando i sei televisori installati nel suo ufficio, che trasmettono soltanto notizie di attentati e disgrazie varie, e affliggendosi per il suo scarso successo con le donne. Un giorno ritrova, dopo quindici anni, un vecchio amico, Gualtiero Milano. L'uomo è convinto di avere alle calcagna nemici misteriosi decisi ad ucciderlo. Dopo un incontro con Ada, la moglie di Gualtiero, l'uomo a malincuore convince l'amico a farsi ricoverare in una clinica per la cura delle malattie nervose, ed è proprio lì dentro che Gualtiero viene ucciso. Al ritorno dal cimitero, in cui s'è sciolto in lacrime sulla bara dell'amico, il Nostro apprende che Fedora è incinta di Gualtiero. Infine, si ritrova, solo, in un parco coperto d'immondizie, dove apre una busta lasciatagli dall'amico morto, sulla quale c'è scritto: "'Da non aprire", e che è piena di foglietti che ripetono questa frase.
  • Altri titoli:
    La personalità della vittima
    Prima di morire
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: EASTMANCOLOR, PANORAMICO
  • Produzione: ELIO PETRI E GIANCARLO GIANNINI PER MEDUSA DISTRIBUZIONE
  • Distribuzione: MEDUSA DISTR.
  • Vietato 14

NOTE

- ORANIZZATORE: STEFANO PEGORARO.

CRITICA

"Ecco un film, scritto, diretto e coprodotto da Elio Petri, che lascia di stucco. Non tanto perché insolito nella struttura e nella recitazione (che sarebbe un merito) quanto perché pesta acqua nel mortaio senza che si sappia bene dove vuole andare a parare. [...] Sarà, ma ci sembra un po' azzardato definire 'Buone notizie' una 'commedia sofisticata di sinistra', come propone il suo autore. La diremmo piuttosto l'equivalente di 'Quintet', un capriccio, ieri per Altman, oggi per Petri. Anche memori della 'Decima vittima', qualcosa tra le righe d'intravede: l'intenzione di esprimere, ricorrendo all'umor nero, la condizione assurda in cui tutti ci troviamo, simbolizzata dalla nevrosi sessuale, nell'assuefazione alla violenza, nei comportamenti infantili, cui fanno da cornice mucchi di sporcizia, l'urlo delle sirene e aggressivi cani lupo. La messa in scena è assai efficace ma il film stenta a assumere la logica aerea e stringente della parabola surreale." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera')

"[...] Culminante in un episodio di ambiguo sapore bunueliano, ed ambientato in una Roma sinistra, dilaniata da continue esplosioni di violenza e sommersa da cumuli di mondezza, il film [...] si esprime con un linguaggio teso, frantumato, un po' nevrotico, che rappresenta uno sforzo di rinnovamento particolarmente apprezzabile, anche per la sua schietta coerenza con la materia trattata. 'Buone notizie' aggredisce il suo drammatico tema con impeto trascinante: acuto nell'analisi, amaro nella riflessione, aspro nella polemica, veemente nel sarcasmo" (Dario Zanelli, "Il Resto del Carlino", 6 dicembre 1979).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy