Brick Mansions

FRANCIA, CANADA - 2014
3/5
Brick Mansions
Brick Mansions è un quartiere popolare di Detroit, occupato dai criminali più pericolosi della città, desolato e semi-apocalittico. Impotenti di fronte al crimine imperante, infatti, le autorità hanno deciso di erigere delle spesse mura attorno alla zona, così da proteggere il resto della città. I criminali violenti, degeneri e sprezzanti della legge che abitano Brick Mansions vivono secondo le leggi del branco, guidati Tremaine, padrone e signore del traffico di droga. Quando Damien Collier, un poliziotto che lotta contro il crimine e la corruzione, arriva sotto copertura a Brick Mansions , inaspettatamente riesce a trovare un alleato: Lino, che stretto nelle maglie dell'imprevedibile e pericolosa giungla di cemento del quartiere, lotta ogni giorno per vivere onestamente e combatte per il bene di tutta la comunità. Damien e Lino provengono da mondi totalmente diversi e apparentemente inconciliabili, ma il rapimento della ragazza di Lino da parte di Tremaine scatenerà una spirale di eventi che costringeranno i due a fidarsi l'uno dell'altro. Il rispetto reciproco si trasformerà in un'amicizia che porterà i due uomini a scoprire il vero mondo che ruota dentro e fuori Brick Mansions...
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Produzione: LUC BESSON, CLAUDE LÉGER, JONATHAN VANGER PER EUROPACORP, TRANNSFILM INTERNATIONAL, CON LA PARTECIPAZIONE DI CANAL+, D8, CINÉ+
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 1 Maggio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

In una Detroit distopica, l’integerrimo poliziotto Damien (interpretato dal compianto Paul Walker di Fast and Furious, qui all’ultimo film girato prima di morire) deve infiltrarsi nel quartiere-ghetto di Brick Mansions per recuperare una bomba caduta nelle mani sbagliate e disinnescarla prima che esploda. Ad affiancarlo nella missione ci sarà un carcerato dalle straordinarie doti acrobatiche (David Belle, co-fondatore in Francia della disciplina metropolitana del parkour). Il colpo di scena, tuttavia, è in agguato e non tutto ciò che Damien crede risponde esattamente alla verità… D’accordo, lo spunto ricorda cult del rango di 1997: Fuga da New York (ah, la nostalgia…), ma la genesi è ben altra. Remake di Banlieue 13, successo francese del 2004, e scritto, come il suo originale, da quel mattacchione di Luc Besson (un nome, una garanzia), ecco qui con questo Brick Mansions il modello perfetto di commistione fra buddy movie e action-movie nell’era dei nativi digitali. Deus ex machina del più spericolato e iperbolico cinema d’azione concepito nel Vecchio Continente, Besson consegna alla regia dell’esordiente Camille Delamarre (alle spalle un passato da video-editor di tutto rispetto), un soggetto già collaudato, stringandone al massimo la messinscena (ne fanno spese i dialoghi, come si dice tagliati con l’accetta), a metà fra videoclip e fumettone digitale. Frenetico, incalzante sino al delirio, stupendamente coreografato, del tutto indifferente dinanzi a questioni come coerenza di sceneggiatura, caratterizzazione del personaggio e (persino!) leggi della fisica, Brick Mansions si lascia pertanto guardare senza chiedere troppo allo spettatore, offrendo in cambio un’ora e mezza di pura adrenalina e una voglia irresistibile di iscriversi a un corso di parkour per scaricare la tensione.

NOTE

- REMAKE DEL FILM "BANLIEUE 13" DIRETTO NEL 2003 DA PIERRE MOREL.

CRITICA

"Risulta essere un omaggio postumo al giovane protagonista, l'attore Paul Walker, morto appena quarantenne a causa di un incidente stradale il 30 novembre 2013. Walker è stato reso celebre dai film della saga 'Fast and Furious' dove interpreta il ruolo del detective dell'Fbi Brian O'Conner infiltrate nella banda che gestisce gare di auto clandestine capeggiata da Dominic Toretto (Vin Diesel) con il quale però finisce per simpatizzare e per unire le forze contro i veri cattivi al vertice. Congegno narrativo largamente riprodotto in questo 'Brick Mansions'. Ma stando ai dati biografici reperibili Walker non era solo questo. Figlio e nipote di pugili e di combattenti della seconda guerra mondiale, appassionato di biologia marina e ammiratore del mitico Jacques Cousteau, atleta versato in diverse discipline, attivo in opere di volontariato: l'incidente fatale (a bordo di una Porsche, proprio come James Dean cinquantotto anni e due mesi prima) sarebbe avvenuto proprio mentre si dirigeva a portare il suo contributo a un evento benefico. Personalità insomma più articolata e ricca di quanto lasci supporre una carriera cinematografica un po' monocorde. (...) Il film, elementare fino ai limiti di un'ingenuità che intenerisce, non si fa mancare neanche un luogo comune: ogni singolo elemento prevedibile risponde all'appello puntuale come il destino. Ciononostante, o forse proprio per questo (è come essere tornati al tifo infantile nel cinemino parrocchiale di quartiere) fa una certa simpatia l'impianto generale da produzione di serie B. Comprese le battutine genuinamente qualunquiste tipo «E poi ci si domanda come mai la gente non ha fiducia nello Stato» pronunciata dal supercriminale allibito dalla scoperta che le 'autorità' cittadine sono di gran lunga peggiori di lui." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 1 maggio 2014)

"Piacerà ai fans di Paul Walker, qui probabilmente alla sua ultima interpretazione, prima della tragica morte, non sa quanto ha partecipato, se ha partecipato, al 'Fast and Furious' numero sette. E a quelli dell'action movie, molto trucido, molto americaneggiante, non di rado molto razzista, targato Luc Besson ('Io vi troverò' è il suo titolo più famoso, o famigerato secondo le anime belle). 'Brick Mansions' è difatti un remake di 'Banlieu B13' uscito due o tre anni fa e da noi passato prontamente sui canali digitali. Besson produsse (e coscrisse) e non fece troppo per confutare le solite accuse di razzismo. La Banlieu B13 è inventata, suggeriva Luc, ma non troppo. Praticamente la periferia parigina, dominata dalle gang extracomunitarie, è già così. Io ci ho messo solo il muro di mattoni (a giudicare dalle reazioni ai suoi film, buona parte del pubblico francese i mattoni ce li metterebbe domani mattina). II remake americano invece tira chiaramente al fantasy. II ghetto di Detroit è favola come la Manhattan piratesca di 'Fuga da New York' di John Carpenter (uscito più di 30 anni fa). D'accordo il cattivo principale è nero (...) ma nell'economia della vicenda potrebbe essere giallo o portoricano. La storia, adagiata su una convenzione molto hollywoodiana, perde ogni aggancio realistico e sul menù offre piatti decisamente tradizionali: l'azione a ruota libera e i bisticci della strana coppia di eroi. Piatti cucinati bene però. Gli addetti al lavoro sono tutti vecchie volpi. I ritmi sono forsennati (la storia d'amore è puro pretesto per la messa in moto dell'azione). E per il francese salterino David Belle può aprirsi una carriera internazionale. Primo film in programma, naturalmente il seguito di 'Brick Mansions' naturalmente remake di un apro film uscito già in Francia 'Banlieu ultimatum'" (Giorgio Carbone, 'Libero', 1 maggio 2014)

"Divertimento allo stato puro e aria da action movie anni '80 (più humour che truculenza) per 'Brick Mansions', prodotto da Luc Besson, diretto con incredibile verve dal giovane Delamarre e interpretato da un duo iperaffiatato: il biondo Paul Walker di 'Fast & Furious' (sempre più bravo come attore; un vero peccato ci abbia lasciato a soli 40 anni) e l'acrobatico Belle, mix di Dustin Hoffman (viso) e Bruce Lee (corpo). Divertente il rapper collaboratore di Tarantino Robert Diggs (in arte Rza) come re del crimine dall'insospettabile codice morale. «Non importa essere uno scienziato di missili. Basta possederne uno» è la sua battuta migliore." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 maggio 2014)

"(...) remake del francese 'Banlieu 13' (che era stato scritto e prodotto da Besson), non è certo un commiato all'altezza della carriera dello scomparso attore. Non per colpa sua, sia chiaro. Sono sceneggiatura e regia che non reggono i novanta minuti (tirati per i capelli) di una storia surreale. (...) Insomma, il meglio del peggio. Almeno, si può godere delle evoluzioni parkour di David Belle e, emotivamente, soffrire perché il viso d'angelo di Walker (che il film omaggia dopo la fine) non sarà più tra noi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 1 maggio 2014)
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