Breakfast on Pluto

IRLANDA - 2005
Irlanda. Patrick Brady viene al mondo come frutto di una relazione tra un prete di un paesino di campagna e la sua cameriera e, vista la compromettente situazione, viene dato in adozione ad una vedova in cambio di un sostanzioso vitalizio. Fin da bambino, Patrick si sente diverso dagli altri coetanei. E' dotato di una forte sensibilità e ama travestirsi da donna. Diventato adulto, Patrick prende il nome 'Kitten' e dopo una delusione d'amore decide di lasciare l'Irlanda e di andare a Londra per cercare sua madre. Nella capitale inglese, Patrick finalmente riesce ad esprimere se stesso anche se una serie di incontri sfortunati e l'ombra oscura dell'IRA non gli permettono di trovare quello spiraglio di felicità che tanto desidera. Finché, un giorno, riceve una visita inaspettata.

CAST

CRITICA

"Tratto dall'omonimo romanzo di Patrick McCabe, best seller in Irlanda e nominato per il 'Book Prize' nel 1998, 'Breakfast in Pluto', dice, con una leggerezza e un'ironia spesso poetiche, le ragioni dell'io e quelle dell'identità, che presto si fa metafora politica. Jordan aveva già collaborato con lo scrittore irlandese in 'The Butcher boy' e adesso vi torna, avendo perseguito questa sceneggiatura sin dal 1999. Sotto la pressione dei giovane attore Murphy, che si era totalmente identificato con il protagonista, Jordan ha messo a punto un film come fiaba, piccola commedia a tratti melodrammatica e certo musicale. A metà tra 'Velvet Goldmine' e 'La moglie del soldato', con un cast perfetto da Liam Neeson a Stephen Rea, da Brendan Gleeson a Bryan Ferry. In mezzo a tanti filmoni americani da tre ore ciascuno (stretti intorno ai loro effetti e infinite battaglie), potete respirare un po' d'aria e di intelligenza con un film europeo, e d'autore." (Dario Zonta, 'L'Unità', 25 maggio 2007)

"Nell'insieme il film è interessante, piacevole: naturalmente, se non si pensa a quanto erano più forti e belli 'La moglie del soldato', 'Intervista col vampiro', 'Michael Collins' e altri film di Neil Jordan, che ora ha 57 anni e non ha più voglia di nulla, come capita a molti registi di quella generazione." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 maggio 2007)

"L'eccentricità del titolo è la stessa di cui è permeata questa vicenda inutile. Quanto a Pluto non si tratta del simpatico cane disneyano ma del pianeta Plutone. (...) Il film si dirige in numerose direzioni senza arrivare a nessuna, persino il dramma dell'Ira, siamo in Irlanda, sembra appiccicato solo per incrementare le sofferenze del giovane travestito, cui il pigolante Murphy offre un'impressionante aderenza fisica all'androginia del personaggio. Un esercizio stilistico dalle buone maniere, privo dello stile sanguigno del miglior film di Jordan: 'La moglie del soldato'. Un tema analogo, reiterato qui con diverse modalità e minor coinvolgimento." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 25 maggio 2007)
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