Blue Valentine

USA - 2010
4/5
Blue Valentine
Ripercorrendo momenti passati e presenti si racconta la storia di un amore ormai giunto al capolinea: quello di Dean e Cindy. Ricordando i bei momenti della loro storia e del loro romantico corteggiamento, i due proveranno a darsi un'altra possibilità cercando di salvare un matrimonio in crisi. Un onesto ritratto di una coppia in difficoltà.
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: RED EXHIBITED ON HDCAM, SUPER 16MM
  • Produzione: HUNTING LANE FILMS, SILVERWOOD FILMS IN ASSOCIAZIONE CON CHRYSLER, SHADE PICTURES, MOTEL MOVIES, COTTAGE INDUSTRIES
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED (2013)
  • Vietato 14
  • Data uscita 14 Febbraio 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Davide Turrini
Lo spazio americano è lo spazio del cinema. Affermazione di cui ci assumiamo tutte le responsabilità etiche ed estetiche. Così quando Blue Valentine, opera prima di Derek Cianfrance con i soldini benedetti di un semi indipendente come Harvey Weinstein, si apre su una di quelle strade statali contornate da alberi, arbusti e verde spiovente, una strada solitaria, ondulata, con l'obiettivo che ne esplora la profondità di campo, ecco che ci sentiamo a casa. Dentro questa casa, però, c'è qualche problemino di coppia. Sposini giovani, poco meno che trentenni, investiti dalla vita e dalle responsabilità, umili ma non stupidi, semplici ma non volgari. Lui è Dean (Ryan Gosling), mani sporche di vernice, t-shirt un po' slabbrate, il traino in positivo della coppia. Lei è Cindy (Michelle Williams), all'apparenza più pratica e cinica, il punto debole della coppia, quella che sta mollando tutto. La struttura narrativa di Blue Valentine si attorciglia come un'edera attorno a questa via di fuga dal magone, dal dramma della separazione, infilandosi nel tunnel di un flashback temporalmente progressivo ma spezzettato da un altrettanto presente temporalmente progressivo. Così al distacco che sta per avvenire si pone il contraltare della nascita dell'amore. Poi il turning point narrativo che taglia a metà presente e passato e che, nella finzione drammaturgica, segnerà il futuro. La bambina che Dean, più di Cindy, si sta spupazzando all'inizio della pellicola, presente indicativo di Blue Valentine, nel passato prossimo si scopre essere di un altro uomo. Cianfrance utilizza focali lunghe per ottenere le inquadrature più asfissianti e ridare visceralità al travaglio amoroso. Si stringe vicino ai visi di Gosling e della Williams ed entra nella storia con il suo sguardo fino a fonderlo con l'ambiente circostante. Impossibile non percepire l'affannosa carnalità di questi due esseri umani qualunque, tanto spiritualmente perduti quanto immortali nella loro espressione dei sentimenti. Cinema osmotico, pulsante, vivo. Scene di matrimonio dall'America del ventesimo secolo.

NOTE

- RYAN GOSLING E MICHELLE WILLIAMS FIGURANO ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- IN CONCORSO AL 63. FESTIVAL DI CANNES (2010) NELLA SEZIONE 'UN CERTAIN REGARD'.

- RYAN GOSLING E MICHELLE WILLIAMS SONO STATI CANDIDATI AL GOLDEN GLOBE 2011 COME MIGLIORI ATTORI PROTAGONISTI DI FILM DRAMMATICO.

- MICHELLE WILLIAMS E' STATA CANDIDATA ANCHE ALL'OSCAR 2011 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"La domanda è giusta e corretta per San Valentino: come finisce un amore, a che velocità e perché? Nessuno nei secoli ha mai provato a dare una risposta e non Io tenta neppure Derek Clanfrance, premiato documentarista che debutta nella fiction radiografando un ménage in crisi e naturalmente tornando avanti e indietro nella registrazione della vita per dimostrare il bilancio in dare e avere degli affetti e la disperazione dell'incostanza. 'Blue Valentine' è un film di due anni fa che esce soltanto ora in Italia e disordinatamente, per merito della Movie Inspired cui si deve il recupero di 'Take shelter', quindi il cinema indipendente Usa. Modificando la tecnica e i tempi della storia d'amore (16 mm per il passato e digitale per oggi) il regista dimostra uno stile quasi documentario anche nel riprendere l'innamoramento e amore, il deficit sentimentale, osservando in modo scientifico i mutamenti non solo interiori ma anche del fisico, dato che il corpo è gran protagonista del film. Non solo in senso erotico, anche se due amplessi sono molto intensi, ma anche come metamorfosi degli affetti nascosti. Ryan Gosling ('Driver', 'Le idi di marzo' e fra poco in 'Gangster Squad'), trentadue anni, uno dei migliori attori della nuova generazione con Bradley Cooper, James Franco, Joseph Gordon-Levitt, si trasforma incredibilmente compostamente nevrotico: dapprima sorride e corteggia, poi strapazza, maltratta e sopporta la brava Michelle Williams l'ex Marilyn che per questo film ebbe una giusta nomination agli Oscar. Il film, applaudito al Sundance, a Cannes e a Toronto, è il racconto naturalistico (la sintesi spetta a noi nel finale aperto) di un famiglia dove se ne specchiano milioni di altre, vista nel quotidiano rapporto con la vecchiaia, coi parenti, col lavoro, col cane che scappa e nel tentativo illusorio di tornare indietro nel tempo solo prenotando la stanza del futuro in un hotel particolare. Impossibile il replay, ogni minuto non passa invano e il quesito sull'amore che si spegne poco alla volta, resta inevaso. Qui, nel dubbio che uccide, che sta il fascino dell'opera che ha stile nell'accostamento dei piani spazio temporali e coccola la memoria già filtrata dal cuore, oltre che nella comunicativa bravura dei due protagonisti. Che si amano e si odiano con uguale intensità, anche per colpa di un terzo e manesco incomodo, amoreggiano per terra e in doccia, struggendosi nel corso del tempo e al pensiero della loro figlioletta, il cui sguardo ci mette alla prova." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 14 febbraio 2013)

"Ricorda il superlativo '5X2' di Ozon questa meravigliosa opera seconda dell' indipendente Derek Cianfrance: 'Blue Valentine', nel presente vediamo il disfacimento girato con fredda Red digitale mentre nel passato, ripreso con un nostalgico 16mm, l'innamoramento è miracolo visivo. La follia è distribuirlo ora, dopo che non pochi cinefili italiani ne intercettarono il successo già nel lontano 2010. Ryan Gosling e Michelle Williams disegnano due personaggi indimenticabili, nelle gioie e dolori dell'amore nel tempo (struggente la ricerca di una complicità sessuale ormai perduta). Effetti simili al capolavoro di Ozon: così doloroso, così necessario. Ne vale la pena. Sempre." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 febbraio 2013)

"Piacerà a chi ama Michelle Williams (che per 'Blue Valentine' è stata candidata due anni fa all'Oscar e al Golden Globe). Ryan Gosling qui è una vera patata bollita. Ma se il film è stato ripescato con tre anni di ritardo il merito è senz'altro suo, della sua montante popolarità." (Giorgio Carbone, 'Libero', 14 febbraio 2013)

"Era ora, è il caso di dire. A distanza di tre anni, esce nelle sale questo bel film, ottimamente recitato, che fa un po' a pugni con il giorno di San Valentino. E' la storia di una coppia sposata che sta andando a rotoli, raccontata su due piani temporali. L'inizio e la fine, l'Alfa e l'Omega, la parabola di un rapporto che sembrava perfetto ma che ritroviamo logorato. Le conseguenze dell'amore incarnate da due strepitosi protagonisti. Non vederlo, sarebbe un delitto." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 14 febbraio 2013)

"Da quell'infinita profondità di campo che è lo spazio nel cinema americano, sbuca il film colpo di fulmine di Cannes 63. 'Blue Valentine', opera prima di Derek Cianfrance, sezione Certain Regard. Pellicola sul sentimento amoroso e sulle micidiali responsabilità di una vita di coppia. Un po' come quel 'Two Lovers', capolavoro di James Gray che due anni fa sempre a Cannes venne snobbato e scartato da qualsiasi riconoscimento ufficiale. (...) La struttura narrativa di 'Blue Valentine' si attorciglia come un rampicante attorno a questa via di fuga dal dramma della separazione, infilandosi nel ricordo gentile di un flashback temporalmente progressivo ma spezzettato da un altrettanto presente progressivo. Così al distacco che sta per avvenire si pone il contraltare della nascita dell'amore. (...) La macchina da presa di Cianfrance si appiccica sui visi e suoi corpi dei due protagonisti senza lasciarli mai, facendo penetrare, in quella storia sullo schermo, sicuri brandelli di vissuto dello spettatore che osserva. Impossibile non amare questo cinema osmotico, pulsante, vivo. Scene da un matrimonio in America, oggi." (Davide Turrini, 'Liberazione', 20 maggio 2010)

"Indipendenti, ancora. Del tipo che fa venire voglia di un bel film da studio: macchina da presa ferma, attori sotto controllo, dialoghi ben scanditi, una storia magari vecchia ma con un plot. Nessun peggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria ammonisce il regista, consentendo a Michelle Williams e a Ryan Gosling di dare sfogo ai rispettivi manierismi. In ordine sparso, scene dal primo incontro (casa di riposo, lei è lì per la nonna lui per un trasloco di vecchietto), dal corteggiamento, dall'ultimo litigio conosciuto." ('Il Foglio', 20 maggio 2010)
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