Benvenuti... ma non troppo

Le grand partage

FRANCIA - 2014
3/5
Benvenuti... ma non troppo
A causa di un inverno particolarmente rigido, il governo francese indice misure speciali che obbligano i cittadini proprietari di appartamenti con stanze libere ad accogliere le persone più disagiate che non possono permettersi un alloggio. Un vento di panico si scatena in tutta la Francia, soprattutto al civico 86 di rue du Cherche Midi, dove sorge un lussuoso palazzo dell'area più esclusiva del centro parigino. Qui abitano la famiglia Dubreuil, d'estrazione borghese e conservatrice, e i coniugi Bretzel, intellettuali e radical chic. La monotonia del condominio verrà messa a soqquadro da questa coabitazione forzata, e nel confronto con i nuovi arrivati gli inquilini benestanti scopriranno la loro vera indole.
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: (1:1.85)
  • Produzione: PAN-EUROPÉENNE, WILD BUNCH, FRANCE 2 CINÉMA
  • Distribuzione: OFFICINE UBU (2016)
  • Data uscita 28 Aprile 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
In una Francia colpita da un’ondata di gelo, il governo obbliga i cittadini proprietari di appartamenti con stanze libere ad accogliere i senza tetto. L’emendamento suscita clamore, soprattutto al civico 86 di rue du Cherche Midi, dove sorge un lussuoso palazzo dell'area più esclusiva della Parigi bene.

Qui abitano la famiglia Dubreuil (Karin Viard e Didier Bourdon), di matrice borghese e conservatrice, e i coniugi Bretzel (Valérie Bonneton e Michel Vuillermoz), di ideali sinistroidi e radical chic. La monotonia del condominio verrà messa in discussione da questa obbligata coabitazione, e rapportandosi con gli ospiti gli inquilini benestanti scopriranno la loro vera indole.

Un film che diverte e al contempo induce a riflettere. Lo spettatore viene portato a immedesimarsi nel ruolo dei protagonisti, domandandosi come reagirebbe in una simile situazione. La sceneggiatura, sempre della stessa Lèclere, tiene alta la concentrazione pur essendo un film prettamente incentrato sui dialoghi tra i differenti personaggi. Non mancano i riferimenti alle appartenenze politiche, dimensione attraverso la quale la regista palesa la vera indole dei suoi personaggi, diversi per bandiera o ideali ma tutti mossi dagli stessi dubbi in una condizione che li vede, ciascuno a proprio modo, dover affrontare le proprie paure. Perché la paura è un’emozione sulla quale Benvenuti…ma non troppo parla allo spettatore, presentando i personaggi sotto molteplici e imprevedibili aspetti: vedremo quindi i comunisti pronti a scendere in piazza per manifestare, rivelarsi meno ospitali nei confronti dei senzatetto rispetto ai conservatori, più aperti e caritatevoli.

Una trama impegnata, ma messa in scena in maniera volutamente leggera. Gli attori si prestano bene e, tra una casa e l’altra, Alexandra Lèclere non perde occasione per strizzare l’occhio al suo cinema concentrandosi sui rapporti di coppia e sugli equilibri coniugali, qui messi in discussione da una situazione tanto complicata quanto divertente. Perché in questo la regista riesce appieno: diverte affrontando un argomento delicato e di assoluta attualità.

 

 

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL +, CINÉ +, D8, FRANCE TÉLÉVISIONS; IN ASSOCIAZIONE CON A PLUS IMAGE 5.

CRITICA

"E se il governo francese obbligasse i cittadini abbienti a dividere i mq. della propria casa con i sans papier? La regista Alexandra Leclére prende sul serio la proposta e ci imbastisce una commedia (...). Urla, confusione e il piccolo cabotaggio della pochade per aver sempre ragione: un campionario noto con attori esperti in isterie, fra cui l'irriconoscibile Balasko. La sensazione è di uno scherzo intempestivo, scorretto anche se i distributori si alleano con la Croce Rossa." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 aprile 2016)

"Come dicevano gli insegnanti del tempo che fu: tema stimolante, svolgimento insufficiente. Se ogni variante nazionale di commedia ha le sue regole, quella 'alla francese' vuole che i personaggi siano immersi in un'esperienza che li rigenera. Così i protagonisti di 'Benvenuti... ma non troppo', alla fine, si ritrovano migliori di prima; ma ciò solo per partito preso, dato che le situazioni sono inerti e la satira non viene neppure sfiorata. Tutto funziona per stereotipi, che rappresentano in chiave comica (si fa per dire...) gli schieramenti della politica d'Oltralpe (...). E, quel che è peggio, il film cade nella trappola del razzismo involontario finendo per sfruttare, anch'esso, i poveri." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 aprile 2016)

"Lotta e sperequazione di classe, conflitti destra-sinistra e ricchi-poveri, spettri d'Occupazione nazista (le delazioni sugli ebrei) e, morettianamente, pâté de bourgeois: 'Benvenuti... ma non troppo' è raffinata commedia di costume, buona a scoperchiare i sepolcri imbiancati del politicamente corretto." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 28 aprile 2016)

"Attraverso le vicissitudini di due famiglie rivali, la sceneggiatrice e regista Leclère mette in piedi una commedia di classe sulle classi dall'inizio leggermente grossolano per poi diventare assai vivace e maliziosa come sanno fare bene i nostri cugini. Cast esuberante con sugli scudi le divine Viard (moglie vacua del destrorso), Bonneton (sinistrorsa egoista) e Balasko (portiera lepeniana con gatto imbalsamato di nome Jean-Marie)." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 aprile 2016)

"Fantafarsa ma non troppo. (...) Piacerà anche da noi, anche se non quanto in Francia dove il film ha avuto un grosso successo per via di trasparenti (per i parigini) allusioni ai loro radical. Andrà bene pure da noi. Perché certe boldrinate non sono impossibili. E per certi attori d'oltralpe (Bourdon, la Balasko) che son sempre i benvenuti." (Giorgio Carbone, 'Libero', 28 aprile 2016)

"Piacevole, paradossale commedia umoristica francese, che rivela come la grettezza prevalga sulla generosità sbandierata gratis. (...) Qualche battuta spiritosa in un film spassoso... ma non troppo." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 28 aprile 2016)
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