Benvenuti a casa mia

À bras ouverts

FRANCIA, BELGIO - 2017
1,5/5
Benvenuti a casa mia
Jean-Etienne Fougerole è una figura di spicco della scena letteraria e mediatica francese. E' uno scrittore intellettuale, sposato con una ricca ereditiera che vive totalmente distaccata dalla realtà. Durante un dibattito televisivo nel quale Fougerole promuove il suo nuovo romanzo, intitolato 'Benvenuti a Casa Mia', lo scrittore invita i ricchi e i benestanti ad accogliere nelle loro case i più bisognosi. Ma a un certo punto, il suo avversario lo sfida a mettere in pratica quello che suggerisce ai suoi lettori. In evidente imbarazzo, Fougerole accetta la sfida per non perdere la faccia. Ma quella stessa sera qualcuno bussa alla porta della sua suntuosa abitazione a Marnes-la Coquette... Da quel momento in poi le convinzioni della famiglia Fougerole saranno messe a dura prova!
  • Altri titoli:
    With Open Arms
    Con los brazos abiertos
    Hereinspaziert!
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP (1:1.85)
  • Produzione: CAMERA ONE, OUILLE PRODUCTIONS, PULSAR PRODUCTIONS, SND, NEXUS FACTORY, UMEDIA, M6 FILMS
  • Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT
  • Data uscita 8 Marzo 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
La commedia francese targata Philippe De Chauveron cerca sempre di giocare con il razzismo, il problema dell’integrazione, che affligge l’Italia e i nostri cugini d’Oltralpe. In Non sposate le mie figlie! aveva messo in scena una sorta di rivisitazione di Indovina chi viene a cena?, dove una famiglia gollista e conservatrice doveva confrontarsi con il fidanzato, e futuro marito, di colore della figlia. “Incubi” che non accennano a tramontare.

Il nuovo Benvenuti a casa mia segue il ritornello del “Volemose bene” e butta in caciara un problema che tutti i giorni riempie le prime pagine dei quotidiani. Jean – Etienne Fougerole è un intellettuale di sinistra, a tratti reazionario, che in gioventù aveva fatto dell’impegno politico la sua bandiera. Oggi si culla in una vita borghese, scrive libri di successo e insegna all’università, mentre la moglie s’improvvisa grande esteta e cultrice dell’arte moderna.


 

Per lanciare la sua ultima opera, Fougerole accetta di partecipare a un dibattito televisivo, e di sfidare a colpi di grandi riflessioni un giovane scrittore dall’indole leghista, anche se siamo in Francia. L’avversario gli lancia una provocazione: accogliere a casa sua una famiglia rom per dimostrare le sue “ampie vedute”. Incautamente Fougerole accetta, e la sera stessa i suoi nuovi inquilini gli bussano alla porta.

La roulotte accampata in giardino può strappare qualche sorriso, come anche il maiale che si fa il bagno nel laghetto con i pesci giapponesi (dal prezzo esorbitante), o il cugino svitato che acchiappa le talpe alla velocità di un’auto sportiva. Ma dopo la curiosità iniziale, i continui intellettualismi trascinano la storia in una dimensione forzata, sopra le righe, tutta di testa.

L’ottimismo superficiale è un marchio di fabbrica del regista e, anche nei momenti più difficili, ogni disputa si può risolvere con una risata. I rom, capitanati dallo strambo Babik, sono un trionfo di luoghi comuni. Cantano e ballano dal mattino alla sera, hanno una mentalità retrograda, rubano a man bassa e mettono in cima ai loro pensieri la verginità della figlia più piccola. Sono macchiette lontane dalla realtà, da un mondo che dovrebbe essere guardato con più rispetto.


 

De Chauveron è ben lontano dai colleghi Olivier Nakache ed Eric Toledano, che con leggerezza avvicinano un ragazzo delle banlieue a un ricco tetraplegico (Quasi amici), per poi abbracciare il caos di una società che organizza matrimoni (C’est la vie – Prendila come viene). Benvenuti a casa mia usa invece lo spunto sociale per semplificare questioni complesse con la furbizia di chi vuole solo attirare in sala il pubblico più facile. L’unico spunto interessante, specialmente con le elezioni alle porte, è il monito che il film lancia ai politici: attenti a cosa promettete, perché potreste essere costretti a concederlo.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, CINE+, M6, W9, LA WALLONIE; IN ASSOCIAZIONE CON UFUND; CON IL SOSTEGNO DI: TAX SHELTER DU GOUVERNEMENT FEDERAL DE BELGIQUE E DI INVESTITORI TAX SHELTER.

CRITICA

"Divertente commedia francese, che ironizza, tirando spesso la corda, sull'accoglienza ai migranti. (...) Anche se è tutto piuttosto prevedibile, è innegabile che si rida di gusto alle spalle di intellettuali spocchiosi e maleducatissimi ospiti." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 8 marzo 2018)

"(...) mediocre commedia francese intenzionata a replicare il successo di 'Non sposate le mie figlie!', diretta dallo stesso regista, Philippe de Chauveron, e interpretata dallo stesso protagonista, Christian Clavier. (...) Che dietro il pretesto del messaggio di tolleranza sonnecchi una dose di razzismo (involontario?) è sottolineato anche dal domestico indiano." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 8 marzo 2018)

"(...) commediola svelta e avvitata quanto prevedibile e onesta (...). Al popolare Clavier (...) il compito di farci sorvolare lo standard comico spesso incline alla 'comica finale' sulle contraddizioni tra il dire e il fare." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 8 marzo 2018)

"Una mezza sciagura (...) che la regia di Philippe de Chauveron risolve in una commedia politicamente (molto) scorretta e caricaturale (...)." (Claudio Trionfera, 'Panorama', 8 marzo 2018)
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