Barocco

ITALIA - 1991
Barocco
In un appartamento della vecchia Roma, la giovane studentessa straniera Valeria fa precipitosamente le valigie: è decisa a lasciare il suo compagno Luca, che conduce una rubrica culturale di una radio locale. E' un addio per sempre e Valeria trova rifugio presso una coppia gay, David concertista di arciliuto e Marco, che abitano nei paraggi. Poi incontra Attilio, un architetto specializzatosi nella video-arte, amante di Sandra Flores, sua insegnante di storia dell'arte. Durante un lungo week-end trascorso non lontano dal Circeo, Valeria accetta il corteggiamento di Attilio, sempre però nel ricordo di Luca, che continua a cercarla, con domande e messaggi, registrati dalla segretaria telefonica, sul perché di quell'abbandono. Isolata in una città che ora le appare ostile, rallegrata da amicizie insolite e bizzarre, illudendosi di una riconquistata libertà, Valeria finisce tuttavia con il ritornare da Terracina a Roma. Chiama più volte al telefono Luca, riattaccando sempre, infine gli parla, rientrando nella vecchia casa. E qui Luca la ritrova ad attenderlo per ricominciare.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO A COLORI
  • Produzione: PIETRO INNOCENZI PER GLOBE FILMS, PIER FRANCESCO AIELLO PER P.F.A. FILMS, IN COLLABORAZIONE CON ISTITUTO LUCE, ITALNOLEGGIO CINEMATOGRAFICO, RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE ITALNOLEGGIO CINEMATOGRAFICO

CRITICA

"E' un film che denuncia la vacuità dei tentativi di cambiamento come falsi movimenti dell'animo. Il disagio esistenziale impera nell'era del neobarocco ma, forse, c'è ancora uno spiraglio di luce." (Segnocinema).

"Secondo un'odierna teoria, se Barocco significa dubbio, frammentazione, molteplicità di punti di vista, la nostra è un'epoca neobarocca. E neobarocco è il nostro modo di vivere i sentimenti, aggiunge Sestrieri, che tra una disquisizione e l'altra sull'amore, sul bello e sull'arte, tenta vanamente di ricostruire un paesaggio dell'anima. La pur graziosa Cristina Marsillach è impari al compito di esprimere insondabili tormenti esistenziali. Nel coro degli interpreti emergono la brava Ottavia Piccolo, sacrificata nei limiti di una partecipazione, e Carlo Lizzani, simpaticissimo nel ruolo di uno scrittore narcisista." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 29 settembre 1991)
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