Ballare per un sogno

Make It Happen

USA - 2008
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Ballare per un sogno
Lauryn è una ragazza di provincia che parte alla volta di Chicago per realizzare il suo sogno: entrare nella "Chicago School of Music and Dance", una delle più prestigiose scuole di danza. La scoperta di una nuova forma di ballo la porterà a conoscere un nuovo mondo e se stessa, ma la strada per realizzare i suoi sogni sarà dura.
  • Altri titoli:
    Ballare per un sogno - Il momento di crederci è adesso
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: THE MAYHEM PROJECT
  • Distribuzione: MEDUSA (2009)
  • Data uscita 3 Aprile 2009

RECENSIONE

di Michela Greco


Una ragazza di un piccolo paese della provincia americana alle prese con tanti problemi – rimasta orfana, deve badare, con il fratello, all’officina meccanica lasciata dal padre – ha la danza nel sangue e sogna da sempre di calcare il palcoscenico. Tra tanti dubbi e mille sacrifici affronta il provino di una prestigiosa scuola di danza, ma non ce la fa, e rischia di rinunciare al suo sogno e accontentarsi di ballare in un club della città o, peggio, tornare al paesino.
Vi ricorda qualcosa? Certo, praticamente tutti i film che ruotano attorno al sogno della danza, da Billy Elliot a Flashdance, da Step Up a Save the Last Dance. E non a caso, tra gli sceneggiatori e i produttori di Ballare per un sogno, diretto dal videoclipparo Darren Grant, ci sono gli artefici degli ultimi due titoli citati. Ma qui, oltre a mancare totalmente lo spessore di un romanzo di formazione, mancano anche dei protagonisti affascinanti – Mary Elizabeth Winstead è completamente incolore -, delle scene di ballo davvero coinvolgenti e qualche spunto minimamente originale. Ballare per un sogno è una pellicola terribilmente banale, che mescola mediocremente degli ingredienti ordinari in una storia vista e rivista.

CRITICA

"Quasi inutile aggiungere che Lauryn, assunta in prova come ragioniera, presto spicca il salto, non solo virtuale, sul palcoscenico, scalzando la sensuale divetta Carmen. Volete scommettere che per lei ci sarà un secondo, trionfale provino? Senza scordare un casto flirt con il biondo dj Russ (Riley Smith). Se le teenager, meglio se sotto i quindici anni, si appassioneranno, gli altri troveranno i sorridenti protagonisti più simpatici, e meno maleducati, degli insopportabili mostriciattoli di Maria De Filippi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 3 aprile 2009)

"Dalla penna ballerina di Duane Adler, sceneggiatore dei superiori 'Step Up' e 'Save the Last Dance', ennesimo film del filone: 'Baila che ti passa'. Anche se questi 90 minuti passano a fatica. E la Winstead, senza Tarantino, è molto meno sexy. Ennesima prova che al cinema gli attori fanno del loro meglio. Ma i registi fanno sempre la differenza." (Francesco Alò, Il Messaggero', 3 aprile 2009)

"Diseducazione a parte, il film è mediocre, la protagonista è molto carina." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 3 aprile 2009)
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