Attila flagello di Dio

ITALIA - 1982
A Segrate, nel milanese, al tempo dei Romani si sono insediati dei barbari che vivono di caccia, mentre le loro donne coltivano riso. Sopraggiungo i Romani, rubano il bestiame e le donne. Da qui la decisione degli uomini di partire per Roma e saccheggiarla. Il loro capo è Ardarico, che ascoltando da una maga la predizione della venuta di un grande invasore barbaro di nome Attila, il quale avrebbe lasciato dietro di sé il deserto, decide di cambiare il suo nome in quello di Attila. Frattanto Urilia, diventata schiava di Fusco, il capo romano riesce a fuggire e a ricongiungersi ai barbari di Attila. Questi hanno deciso di seguire la via del mare, per maggior sicurezza, ma naufragano e sono salvati da un Ligure che esige come compenso la cessione di Urilia. Attila acconsente. Quindi assedia Saturnia e, con uno stratagemma, riesce a conquistarla. I barbari si abbandonano alle orge. Urilia riesce di nuovo a fuggire, raggiunge Saturnia e sprona i barbari a marciare su Roma. Qui si scontrano con l'esercito romano e sono sconfitti. Si salvano solo Attila e Urilia che hanno scoperto di amarsi.

CAST

NOTE

- L'ATTORE TONY KENDALL E' ACCREDITATO COME LUCIANO STELLA.

CRITICA

Abatantuono può reggere uno sketch, non un film. Siamo sempre alle solite smorfie e deformazioni verbali; a ripetizioni continue che suscitano un fastidioso senso di sazietà (Segnalazioni Cinematografiche).
La premiata ditta Castellano & Pipolo nella polvere. Il buco commerciale più nero del ricco Natale 1982. Abatantuno flagello di se stesso. Ben gli sta. (Segnocinema).
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