Asso

ITALIA - 1981
Al momento di sposare la bellissima Silvia, Asso promette a se stesso e alla moglie di rinunciare per sempre alla sua passione, quella delle carte, dove si è conquistato una grande fama ed anche quel soprannome come riconoscimento della sua indubbia abilità. La prima notte di nozze, però, i buoni propositi svaniscono: Asso si reca al solito bar, dove riesce a vincere una grossa somma battendo uno dei suoi più pericolosi rivali, il "Marsigliese". Purtroppo per lui, tornando all'alba verso casa, incontra il Sicario, che lo uccide freddamente, per ordine di Bretella, il proprietario del bar, invidioso della fortuna di Asso sia al gioco che con Silvia. Ma una fine così improvvisa non può rimanere senza seguito: anche se morto, Asso ottiene il permesso di tornare dalla moglie, e dopo averla convinta di essere ormai niente più che un fantasma, promette di cercarle un marito facoltoso per assicurarle un futuro. Dopo lunghe ricerche; lo trova nel banchiere Luigi Morgan, anch'egli vedovo, il quale, accogliendo ben volentieri queste seconde nozze; incappa però nell'ira di Bretella più che mai deciso a conquistare Silvia. Il piano per eliminare Morgan però fallisce, ottenendo soltanto il risultato di far giurare all'atterrito banchiere di rimanere per sempre fedele alla moglie scomparsa. A questo punto ad Asso, fermo nel suo proposito di far risposare Silvia, non rimane che una soluzione: trasmigrare nel corpo di un altro che naturalmente ha le sue stesse fattezze ed è come lui un incallito e insuperabile giocatore di poker. Ottenuto il suo scopo, il vero Asso può tornare in cielo e magari, tanto per non perdere l'abitudine, sfidare anche lassù qualcuno ad una partitina ...

CAST

CRITICA

"Allegro fantasma, il Celentano al quale Castellano & Pipolo, reduci da un'altra spedizione nelle cineteche brillanti di Hollywood, affidano battute e situazioni da favola surreale, dà casti baci sulla bocca di Edwige Fenech e, rivolgendosi provocatoriamente allo spettatore, gli chiede se gli piacerebbe essere al suo posto... Insomma recita da Celentano, coi vezzi e i guizzi a lui cari, e con spalle adeguate al suo estro: non soltanto le belle e le brave, ma vecchie glorie come Renato Salvatori e buffi da palio come Pippo Santonastaso e Gianni Magni." (Giovanni Grazzini, Cinema '81)
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