Assassins

USA - 1995
Assassins
Robert Rath, un killer professionista desideroso di ritirarsi, cede all'ultima offerta di un misterioso committente con cui dialoga via modem e accetta di uccidere al cimitero il suo "bersaglio umano" che assiste ai funerali del fratello. Ma questi viene invece ucciso da Miguel Bain, che viene arrestato dalla polizia. Liberatosi, Bain tenta di espatriare ma sale sul taxi rubato da Rath per adescarlo. Il giovane Miguel vuole soppiantare Robert, suo idolo, e lo segue in un'altra impresa: recuperare un dischetto rubato dalla pirata informatica Electra, dopo aver eliminato gli acquirenti olandesi. La gara tra i due killer provoca la morte non solo degli olandesi, ma anche di due amici di Electra, che Robert salva da Miguel, guadagnandone la fiducia. I due riescono a vendere il dischetto, e poi scampano all'esplosione della valigia col denaro. Poiché Electra ha previsto la mossa e consegnato un falso dischetto, Rath si fa versare in una banca ai Caraibi 20 milioni di dollari per consegnare i dati mentre il misterioso committente incarica contemporaneamente Miguel di ucciderlo. Il luogo è lo stesso dove 15 anni prima Rath ebbe l'incarico di sparare ad un amico-nemico dello spionaggio sovietico, Nicolai, e Miguel sceglie la stessa finestra dello stesso ormai fatiscente albergo per il colpo. Rath tuttavia gioca d'astuzia, aspettando oltre l'orario di chiusura, fino a che Bain spazientito non scende in banca a controllare. Electra può così salire per togliere l'arma a Bain, ma non riesce a rimuoverla e cade incastrandosi nel pavimento marcito. Miguel tornato all'albergo si appresta a sparare a Robert, costretto ad uscire, ma la donna gli spara con un revolver, ferendolo. Rath riesce a ferire mortalmente Bain, ma riappare a sorpresa Nicolai, che ha finto di farsi uccidere per manovrare a suo piacimento l'ex-rivale: è lui il committente. Bain lo uccide ma, dopo aver tentato di uccidere Rath, viene eliminato da questi. Finalmente tranquilli Robert ed Electra potranno godersi il "malloppo".
  • Durata: 133'
  • Colore: C
  • Genere: NOIR
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: JOEL SILVER E RICHARD DONNER
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA

NOTE

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1996

CRITICA

Sostenuto da tecnici di prim'ordine (Vilmes Zsigmond, quattro Oscar alla fotografia; Tom Senders, scenografo dell'ultimo Dracula e di Braveheart), Assassins è una sagra di stereotipi che propone tre motivi d'interesse. Il conflitto tra il vecchio (Stallone) e il nuovo (Antonio Banderas) si risolve anche in un confronto tra due stili di recitazione: Stallone recita sotto le righe come le "stars" del cinema classico; Banderas capellone ha sempre il piede sul pedale dell'isteria da Actors' Studio. C'è poi il vecchio albergo abbandonato e fatiscente che fa contenitore alla parte finale. Infine, spunto eccellente anche se sprecato, c'è l'interminabile attesa del giovane sicario che deve passare otto ore alla finestra nella calura di Portorico per colpire il rivale all'uscita dalla banca con il suo bottino di 16 milioni di dollari. (Il Giorno, Morando Morandini, 6/1/96) Il film andava asciugato, l'elemento western e nero del ricordo ossessivo è un po' ridicolizzato, il doppio e triplo finale per giustificare il ritorno di Nikolai è fastidioso e la stessa efficace sequenza della banca (Robert deve prelevare il denaro mentre Miguel aspetta che esca per ucciderlo), carica di suspense, è eccessivamente dilatata, forse per dare più spazio a Banderas che prende fiato, trepida, suda, fa smorfie di rabbia. E l'attore dovrebbe cominciare a imparare a disciplinare il suo sex appeal. (Il Mattino, Alberto Castellano, 8/1/96) Se il regista ha ancora un ruolo nel sempre più managerializzato cinema Usa, il veterano Richard Donner è pronto per l'Oscar dello spreco. In questo turgido Assassins difatti il "director" del primo Superman e dei tre Arma letale sperpera non solo il suo talento (Arma letale 2 era memorabile nel suo genere) ma tutto il resto. (Il Messaggero, Fabio Ferzetti, 14/1/96)
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