Arca russa

Russkiy kovcheg

RUSSIA, GERMANIA - 2001
Arca russa
Invisibile agli altri, un cineasta contemporaneo si trova magicamente proiettato nel 1700 dentro il Palazzo dell'Hermitage a San Pietroburgo. Incontra un cinico aristocratico straniero del 19mo secolo e i due diventano compagni di uno straordinario viaggio nel tempo, dal turbolento passato della Russia ai giorni nostri. Vagabondando attraverso gli splendidi corridoi e saloni del palazzo, il Marchese ed il cineasta sono testimoni di incredibili scene dell'epoca degli Zar: Pietro il Grande che frusta un suo generale; Caterina la Grande che corre a riposarsi durante la rappresentazione della sua pièce; la famiglia dell'ultimo zar che cena tranquillamente senza rendersi conto dell'imminente Rivoluzione. Assistono inoltre all'ultimo Gran Ballo Reale del 1913, con centinaia di ballerini di valzer. La fine di un'epoca è vicina. Quando si conclude il loro viaggio nel tempo persorso in un lungo piano sequenza con steadycam, i due uomini iniziano un'appassionata e divertente disputa verbale: il Marchese ha un rapporto di amore-odio con la Russia, laddove il cineasta polemizza sul difficile rapporto della sua patria con il passato e con l'Europa di oggi. E' come se l'Hermitage fosse l'arca dell'anima russa, che custodisce con affetto in attesa di tempi migliori.
  • Altri titoli:
    Russian Ark
    The Hermitage
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: STORICO, FANTASY
  • Produzione: THE HERMITAGE BRIDGE STUDIO - EGOLI TOSSELL FILM AG - FORA FILM
  • Distribuzione: MIKADO (2002)
  • Data uscita 8 Novembre 2002

NOTE

- SONO ENTRATI IN SCENA CONTEMPORANEAMENTE, DOPO MESI DI PROVE, 867 ATTORI, 3 ORCHESTRE, 22 ASSISTENTI ALLA REGIA E UNA COLOSSALE TROUPE TECNICA.

- PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2002.

- IDEAZIONE VISIVA E FOTOGRAFIA: ALEXANDER SOKUROV.

- CONSULENTE CREATIVO E IMMAGINI DIGITALI: SERGEY IVANOV.

- COREOGRAFIE DI GALY ABAIDULOV.

CRITICA

"Un piano sequenza lungo tre secoli tutto girato nell'Hermitage di San Pietroburgo. Un kolossal in digitale composto da una sola infinita ripresa che segue un misterioso straniero e un'ironica voce narrante fra tele, saloni, corridoi e migliaia di comparse in costume. Il gran teatro della Storia, che 'Arca russa' di Alexander Sokurov percorre su e giù, fra '700 e '900. L'arte, la politica, gli Zar, la Rivoluzione, un valzer che oscura quello del 'Gattopardo'. Arduo, mai visto, molto sofisticato. E a suo modo travolgente". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 novembre 2002)

"'L'arca russa' è un kolossal con mille personaggi che si aggirano nelle auguste sale dell'Hermitage di San Pietroburgo. Sarà un genio o un pazzo questo Alexander Sokurov che grazie a incredibili acrobazie tecnologiche è riuscito a imbastire nel tempo reale di un'ora e quaranta, senza stacchi né interruzioni, una cavalcata di tre secoli? (...) Nel sua aspetto di grande sogno questo strabiliante non film avrebbe deliziato C.G. Jung e Fellini. Da non mancare". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 9 novembre 2002)

"Se vi abbandonate, sentirete come è possibile che il cinema sia una musica visiva e la mobilità dello sguardo il regno insospettato del trascorrere. Come in Resnais e Antonioni, in Tarkovsky e Visconti. Finale fulminante. La sincronia come emozione. Come si dice sui flani dei giornali? Bellissimo. Grande. Che emozione!" (Silvio Danese, 'La Nazione', 22 novembre 2002)

"Dal regista di 'Moloch', un fluviale viaggio lungo le stanze dell'Hermitage di San Pietroburgo e nella Storia di Mamma Russia. Un piano sequenza oceanico (la macchina che non stacca mai); persone e personaggi di ogni epoca a galla tra discorsi, malinconie, scale e sottoscala; sciabordano la gloria dell'arte, il compiacimento estetico, la tentazione del documentario (filosofico). Monologo incessante che avvolge con spire seducenti e/o respinge con insistita ruota di pavone. Dategli una chance". (Alessio Guzzano, 'City', 2 dicembre 2002)
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