Anime veloci

ITALIA - 2003
Anime veloci
Francesca, un transgender di Napoli, si trasferisce a Berlino dopo aver perso il suo posto di lavoro. Qui incontra Giada, una sua coetanea, e insieme a lei entra nel mondo della prostituzione. La storia di Francesca e Giada si intreccia con quella di Suzanne, una direttrice d'orchestra tedesca, ex detenuta politica, che attraverso i dossier della Stasi è alla ricerca del suo passato e delle spie la cui denuncia l'aveva portata all'arresto...
  • Altri titoli:
    Fast Souls
    Le anime veloci
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: N.O.I.
  • Distribuzione: PINK MOVIE A DIFFERENT MOVIE
  • Vietato 14
  • Data uscita 7 Luglio 2006

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Berlino e l'Italia, due protagonisti ventenni, Giada (Elisabetta D'Arco) e il transgender Francesca (Giovanni Brignola). Entrambi si prostituiscono, adescando i clienti in supermercati, biblioteche e scale mobili. La Berlino orfana del Muro li accoglie e insieme li respinge, mostra i propri luoghi oscuri e occulta la luce diffusa, si fa violentare e contemporaneamente stupra, sulla lama sottile della memoria. Dallo schermo risuona cupo l'eco del passato regime comunista, con le voci secretate delle spie ridotte a caratteri sconnessi su faldoni ingialliti. Se per Francesca le coordinate cartesiane sono sconvolte dall'esprit de finesse di Andreas, cliente non-cliente, è la quarantenne Susanne in fuga da sé lo zenith del racconto, la catalisi esistenziale e drammaturgica del terzo lungometraggio del napoletano Pasquale Marrazzo, la più rapida tra le Anime veloci. Coro a una voce da tragedia greca, silenziata dalla contemporaneità non-tragica, Susanne (l'ottima Gabrielle Scharnitzky) incarna la simbiosi vittima-carnefice sottesa al tradimento, su cui Marrazzo, co-sceneggiatore con Lorenzo Loris, impernia la poetica di questo idiosincratico spy-thriller. Una poetica che vira in masochismo, minimo comune denominatore della ricerca spazio-affettiva di Giada, Francesca e Susanne. Saranno accontentati da una regia sadica, che blocca queste anime veloci in un fotogramma senza speranza, immagine-tempo orfana di movimento. Distribuito da Pink Movie A Different Movie (dal 7 luglio a Napoli, dal 14 a Roma, Milano e Torino), Anime veloci conferma il talento visivo di Marrazzo, già apprezzato regista di Male mare e A sud del sole. Con un surplus di senso (attoriale): il cammeo di Arnoldo Foà, nei panni del padre di Susanne. Sono anime veloci, non lasciamole fuggire.

CRITICA

"A volte si premiano le buone intenzioni: questo melò in rotta tra Germania e Italia somiglia a 'Mater natura'. (...) Materiale umano che serve al verace regista di 'Malemare', Pasquale Marrazzo, a incastrare, ma con lo scotch, due lati della vita, lo spionistico e il romantico, il sogno di una cosa politica coinvolta col regime comunista e il sogno d'un amore assoluto coinvolto col regime dei sogni gay. Anime veloci, sempre in corsa, dice metaforicamente e un po' approssimativamente l'autore che tiene il racconto con un margine di tensione folk, attori appassionati e il buon vecchio Foà in rimpianto & rimorso." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 luglio 2006)
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