Amore e inganni

Love & Friendship

IRLANDA, FRANCIA, OLANDA, GRAN BRETAGNA - 2016
3/5
Amore e inganni
Inghilterra, fine XVIII secolo. L'affascinante giovane vedova Lady Susan Vernon si reca in vacanza a Churcill per scoprire gli ultimi pettegolezzi che circolano nella buona società. Il suo soggiorno a Churcill potrebbe rivelarsi molto utile per assicurare un buon partito a sé e uno alla sua giovane figlia, Frederica in età da marito. Ma la situazione si complica. Le sue maniere seducenti attirano l'attenzione del ricchissimo pretendente alla mano di sua figlia Sir James Martin, con il suo comportamento nei confronti di Mr Manwaring rende gelosa e infelice la moglie e con le attenzioni dedicate a Reginald DeCourcy, priva la sorella di Mr Manwaring, un'amabile fanciulla, del suo innamorato. Le donne della famiglia sono unite contro di me - dichiara Lady Vernon - che sarà costretta, complice la sua più cara amica e confidente Alicia, a cambiare strategia.
  • Altri titoli:
    Love and Friendship
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP (1:1.85)
  • Tratto da: ispirato al romanzo "Lady Susan" di Jane Austen (ed. Robin, coll. La biblioteca)
  • Produzione: WHIT STILLMAN, KATIE HOLLY, LAURANNE BOURRACHOT PER WESTERLY FILMS, BLINDER FILMS, CHIC FILMS IN CO-PRODUZIONE CON REVOLVER AMSTERDAM, ARTE FRANCE CINÉMA
  • Distribuzione: ACADEMY TWO
  • Data uscita 1 Dicembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
C’è poco da fare: tra le migliori e più feconde autrici di soggetti per il cinema non possiamo che annoverare Jane Austen, la grande scrittrice inglese settecentesca vissuta a cavallo tra le ultime istanze del buon gusto e del buon senso illuminista e i primi sussulti dell’impeto romantico. Soltanto a volerci limitare agli ultimi vent’anni, le trasposizioni sul grande schermo dei romanzi austeniani contano l’elegantissimo Ragione e sentimento di Ang Lee, il gradevole Emma di Douglas McGrath con Gwyneth Paltrow e, infine, l’intenso Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright con Keira Knightley e Donald Sutherland.

Stavolta, con Amore e inganni (nella versione originale Love and friendship), la palla passa allo statunitense Whit Stillman, regista della versione cinematografica di uno dei romanzi giovanili e meno noti di Austen, vale a dire Lady Susan. A differenza di tante altre eroine austeniane, giovani e di belle speranze, la Lady Susan di Amore e inganni è una vedova cinica e opportunista, ancora piacente - incarnata alla perfezione da Kate Beckinsale, - e soprattutto intenzionata a sistemare se stessa e la figlia adolescente, l’ingenua Frederica, con un matrimonio vantaggioso.

Vicino, per certi aspetti, più all’impianto ideologico del Barry Lyndon di Kubrick che alle precedenti riduzioni austeniane, tendenti a esaltare l’aspetto “romantico” delle trame, il film di Stillman condivide con il capolavoro kubrickiano la descrizione di una società belluina e feroce, quella dell’Inghilterra di fine settecento, celata sotto i paludamenti di una cortesia tanto splendida e inerte quanto ipocrita. Una società ancora impastoiata nelle convenzioni sociali e nella rigida ripartizione, anche sessuale, dei ruoli, laddove la donna, cui non si addice “andare a lavorare”, può trovare una via di fuga e una parvenza di riscatto unicamente attraverso l’intrigo e la dissimulazione. Amara analisi finale per un film, peraltro, diretto con sicuro mestiere ma privo di picchi emotivi e stilistici, ben sorretto tuttavia dall’ottimo lavoro della fotografia e dalle musiche, in equilibrio tra composizioni originali e brani d’epoca.

NOTE

- REALIZZATO CON LA COLLABORAZIONE DI: PROTAGONIST PICTURES, SOFICINEMA 11, CINEMAGE 10, NETHERLANDS FILM FUND; CON IL SUPPORTO DI BORD SCANNÁN NA HÉIREANN/IRISH FILM BOARD.

CRITICA

"Sceneggiando un giovanile racconto epistolare di Jane Austin, il raffinato regista (...) Whit Stillman continua il suo esame antropologico su società borghesi in dirittura d'arrivo. E bussa nei salotti upper class inglesi dell'adorata scrittrice, fra moine e sospiri. (...) l'autore fa dell'eleganza verbale la ragion stessa di un racconto dove nessuno sta zitto un attimo, ed è un piacere perché verità e menzogne sono serviti in gran confezione. (...) un lavoro registico che conta su attori e costumi di classe (...)." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 1 dicembre 2016)

"(...) Lady Susan resta un personaggio dominante e il libro manca della fine dialettica psicologica delle opere mature della Austen. Un difetto che si riflette anche nel film, elegante, ironico ma un po' monotono per via di caratteri che non acquistano mai un vero sviluppo." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 1 dicembre 2016)

"(...) un ritmato congegno teatrale settecentesco. Tema: le amabili origini dell'inciviltà dell'opportunismo moderno. Difficile l'equilibrio, a volte riuscito, tra l'impostazione quasi di palcoscenico (svelti quadri) e l'ariosa vanità sociale, protagonisti anche i costumi. Occasione per riportare lettori spaesati alla letteratura di geniale precisione d'ambiente al lavoro tra ipocrisie e false virtù, capace di generare idee e penetrare un tempo scoprendone la proiezione nei secoli a venire. Cast ok." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 1 dicembre 2016)

"Raffinato ritrattista del jet set, prima newyorkese e poi internazionale, in 'Amore e inganni', il waspissimo Whit Stillman adatta Jane Austen pensando a Henry James e senza dimenticare Edith Warthon, con questa sua lettura molto americana e pungente del romanzo epistolare della scrittrice inglese, 'Lady Susan'. (...) Forte di una sceneggiatura vivacissima, scritta prendendo a piene mani dal romanzo, Stillman inietta nel film più humor della maggior parte degli adattamenti di Austen. (...) Come la letteratura di Jane Austen, il cinema di Whit Stillman è un cinema di maniere e di rituali del «privilegio» (la gioventù di Park Avenue, la disco life dei tardi anni novanta, le studentesse di un college Ivy League in 'Damsels in Distress', gli americani a Parigi nella sua serie per Amazon, 'The Cosmpolitans'...). Parte della bellezza dei suoi film è la precisione naturale, aggraziata e libera, con cui mette in scena quei rituali e quelle maniere -nel loro fascino, nella crudeltà e nel ridicolo. Parte del genio della sua opera la sua capacità e l'intelligenza di renderli urgenti, contemporanei - quasi questione di vita o di morte." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 1 dicembre 2016)

"Adattamento dello 'short novel' giovanile 'Lady Susan' di Jane Austin 'Amore e inganni' deve all'americano Stillman la capacità di rievocare l'ironia irraggiungibile della scrittrice inglese con un'operetta fresca e pungente come la brezza primaverile. Atmosfera d'epoca perfetta, attori impeccabili e divertimento assicurato da dialoghi irresistibili. Ottimo per una visione pomeridiana dopo il tè." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 1 dicembre 2016)

"Sembra complicato il quinto lungometraggio scritto e diretto da Whit Stillman, ma non lo è affatto. E' una delizia verbale dopo l'altra inquadrata con grande gusto e compostezza, tratta dal romanzo epistolare 'Lady Susan' a firma Jane Austen dove le apparenze ingannano e le parole incantano. (...) L'inglese Kate Beckinsale e l'americana Chloë Sevigny tornano a essere quelle allegre, e impertinenti, comari di Stillman già ammirate in 'The Last Days of Disco' (1998) quando il regista nato a Washington le faceva spettegolare di tutto e tutti nei bagni dei locali dove si ballava Le Freak della band Chic. Qui accade la stessa cosa ma in costume, con donne mature e bellissime (la Beckinsale ha guadagnato parecchio in autorevolezza) e con Beethoven o Handel in colonna sonora. Cast eccellente anche tra i maschi apparentemente dominatori dove spicca l'immensamente idiota Sir James Martin di un magistrale Tom Bennett (...). Il regista (...) dimostra nel 2016 di essere ancora il caro vecchio Whit Stillman: re della chiacchiera, fine umorista, sincero femminista. L'incontro con Jane Austen era semplicemente fisiologico." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 dicembre 2016)

"Piacerà a chi non si perde una traduzione da un romanzo di Jane Austen (...). Stillman inoltre è un traduttore meno accademico della maggior parte dei precedenti. Fa i suoi bravi riferimenti all'attualità e ricicla splendidamente Kate Beckinsale, che pareva entrata faticosamente nella media età." (Giorgio Carbone, 'Libero', 1 dicembre 2016)

"Una gioia per gli occhi. Tra costumi, arredi, giardini, carrozze e paesaggi c'è di che deliziarsi. Un'ora e mezzo di gran classe al seguito di Jane Austen e di una sua opera giovanile. (...) Dialoghi scintillanti e un'incantevole Kate Beckinsale." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 dicembre 2016)
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