Amore con la S maiuscola

Angelo e Gaetano sono due amici d'infanzia molto legati anche se hanno caratteri opposti. Angelo va a Milano per cercare fortuna, non la trova ma si sposa e quando torna al paese sarà sua moglie a mettere a dura prova il legame con Gaetano.

TRAMA LUNGA
Amici fin dall'infanzia, Angelo e Gaetano hanno condiviso per anni gioie e dolori pur avendo caratteri diametralmente opposti: infatti, tanto pacato e riflessivo è il primo quanto esuberante e trasgressivo il secondo. Trasferitosi a Milano, Angelo ha conosciuto e sposato la modella Isabel (che per lui ha abbandonato la carriera), ma ha clamorosamente fallito quando ha cercato di aprire un locale notturno. Anche Gaetano si è sposato (con Carmela, una donna tutta casa e famiglia) ed ha aperto un locale che, in paese, ha avuto un grande successo. Oberato dai debiti Angelo decide di tornare in paese con la moglie al seguito ed è accolto con entusiasmo da Gaetano. Ma la purezza del loro rapporto viene, in breve, messa in crisi dal fatto che Isabel - in crisi per il trasferimento dai 'grandi spazi' della metropoli alla quieta routine del paese - comincia a mostrare una spiccata simpatia per Gaetano.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MARCO RISI E MAURIZIO TEDESCO PER TRIO INTERNATIONAL - RAICINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 15 Marzo 2002

CRITICA

"Il fior fiore della critica italiana, da Tullio Kezich a Steve Della Casa ha sdoganato Boldi e De Sica ma andiamoci piano: non siamo ancora arrivati all'osanna della banalità assoluta. Lo pseudotrash non passerà. Toni vetero? Forse sì, ma di fronte a prodotti come 'L'amore con la S maiuscola' è bene ricordare che non basta usare le armi della risata liberatoria, dell'antielitarismo e di un presunto nazional-popolare per colpire nel segno. Non fosse altro perché qui di risate ce ne sono ben poche, così poche da non arrivare alle dita di una mano. (...) Ha ragione il produttore Marco Risi quando dice, fuori tempo massimo, che il regista Paolo Costella ha ecceduto in autorialità e che il film doveva essere ancora più sgangherato. Così invece è un innocuo prodotto che prova a sollecitare la vena goliardica di un pubblico ormai troppo scafato per cadere nella trappola. Poi, la pretesa di Pasquale Falcone di mostrare l'evoluzione dei costumi sessuali è davvero fuori luogo. Anzi, il solo pensiero della trasgressione ridotta a strusciatine da balera e improbabili scambi di coppia fa venire i brividi. Davvero siamo messi così male?" (Miriam Tola, 'Cinemazip.it', 15 marzo 2002)

"Grande successo a Napoli, una commedia semidialettale imperniata sul nobile argomento delle 'corna' (...) Chiamarlo scacciapensieri è già una lode". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 giugno 2002)
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