Amore 14

ITALIA - 2009
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Amore 14
La 14enne Carolina, detta Caro, impegnata a districarsi tra la scuola, gli amici e il rapporto, spesso conflittuale, con i suoi genitori, si trova improvvisamente alle prese con i turbamenti legati al primo amore che ha il nome e il volto di Massimiliano. Ad aiutarla nel suo cammino verso la scoperta delle gioie e dei dolori sentimentali ci saranno le sue amiche del cuore, Alis e Clod, suo fratello, Rusty James, e due nonni attenti e comprensivi.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Tratto da: romanzo omonimo di Federico Moccia (ed. Feltrinelli)
  • Produzione: MARCO BELARDI PER LOTUS PRODUCTION
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 30 Ottobre 2009

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Amor ch'a nullo amato Amore 14 perdona... Se a Federico Moccia è permesso citare Salinger: "Questo è il mio Giovane Holden al femminile", allora noi scomodiamo Dante. E anche Louisa Alcott, perchè Moccia, regista e adattatore (con Luca Infascelli e Chiara Barzini) del suo romanzo omonimo, sembra riscrivere pure lei: Piccole veline crescono, con i risultati che conosciamo.
Al netto di ogni moralismo, Amore 14 è immorale e pure la censura se ne sarebbe dovuta accorgere: non basta mettere alla gogna un genitore autoritario e un prete impiccione, caro Moccia, per fare il liberale e/o libertario, se poi - ed è grave - si fanno vivere a dei 13enni i "peggio problemi" dei 17enni o giù di lì, dalla verginità di cui liberarsi il prima possibile alla ricerca della felicità, ovvero del punto G, che a quell'età non deve figurare proprio tra le priorità - c'è anche una perdibilissima tassonomia dell'organo maschile... E che dire, soprattutto, del vero Leitmotiv del film, ossia il consumismo (non a caso, il product placement è poco invasivo), variamente e vanamente esaltato quale unica ragione di vita? Non siamo solo noi a dirlo, grazie a Dio, ma gli stessi coetanei della protagonista Caro, che hanno assistito alla proiezione stampa (uscita formativa...) al Cinema Adriano di Roma: "Non siamo così stupidi, né abbiamo questi problemi", riassume per tutti Chiara, dell'Istituto Seraphicum all'EUR.
Costato 4 milioni e mezzo di euro (150.000 solo per la colonna sonora), Amore 14 ci presenta la 13enne Carolina detta Caro (Veronica Olivier, 19 anni e si vede), che passa le - utili - giornate tentando di rincontrare il ragazzo che l'ha conquistata, Massi (il simil Scamarcio Giuseppe Maggio, 19 anni nel film, 16 nella vita). Quando ha un po' di tempo libero, invece, Caro parla di feste, amore e sesso con le migliori amiche Alis (Beatrice Flammini) e Clod (Flavia Roberto), cercando di tenere a bada la preoccupazione per il grande fratello (Raniero Monaco di Lapio, ex della celebre casa televisiva), aspirante scrittore in lite col padre.
Che dire ancora? Per fortuna, papà infermiere e mamma (Pamela Villoresi) che stira garantiscono a Caro comunque un bel tenore di vita, ma quando serve qualcosa in più Alis vede e provvede che alla nostra pulzella nulla abbia a mancare. Che comunque, il fratellone insegna, non serve sbattersi più di tanto per avere un posto al sole: leggi Mercedes cabrio d'antan e houseboat sul Tevere, pagate facendo fotocopie in una casa editrice e servendo birre al pub - niente al confronto del 19enne Massi, che al primo appuntamento compra una stella a Caro e il telescopio per vederla!
Con Moccia tutto è possibile, anche che Amore 14, che esce in 450 copie con Medusa, non sia l'ennesimo teen-blockbuster: noi lo speriamo, perché se è vero che non si può essere seri a 17 anni, nemmeno si può essere presi per i fondelli a 13.

CRITICA

"Moccia è troppo scaltro per aspettarsi il plauso universale. Per non sapere che altro non si può commentare se non che l'adolescenza in circolazione non è tutta così decerebrata come egli racconta. Esprimendo la filosofia dell'autore, a un certo punto Caro alla domanda 'semplice o complesso?' dichiara senza dubbi la sua preferenza: 'semplice'. Ma non tutti la pensano così, neanche tra i teenager. E, abbiate pietà, lasciate perdere i confronti con 'Il giovane Holden'." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 30 ottobre 2009)

"In stile MTV: sogni, shopping, sentimenti e persino un lutto. Nessuna regia, perché Federico Moccia vuole solo stare addosso ai pischelli: prima col libro, poi col film, domani - si dice - componendo frasi per cioccolatini. Ogni tanto cita Petrarca, il grande Bukowski e l'immenso Lebowski, per ricordarci che lui la sa lunga. Anche se impasta una commedia microdotata: postBaglioni e neoVenditti. Gnam, gnam." (Alessio Guzzano, 'City', 30 ottobre 2009)

"L'eclettico Federico Moccia (4 romanzi e 3 pellicole) è un Pinoteau ('Il tempo delle mele', citato con il montaggio serrato della prova vestiti) di oggi con un occhio da spot pubblicitario ma zero spocchia alla 'Come tu mi vuoi' o 'Iago'. Una simpatica quotidianità che ricorda le strisce di Charlie Brown. Curiosità: tra la erre moscia di Carolina (Veronica Olivier), un principio di zeppola di Massi e i1 timbro esageratamente languido del fratello scrittore, 'Amore 14' è buffissimo da ascoltare. Finale a sorpresa." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 ottobre 2009)

"C'è ancora chi crede che basti rinunciare all'happy end per fare cinema d'autore. Moccia firma il solito film sui teenager, indietreggiando nell'età ma aumentando la molestia sociologica, per raccontare i bollori di una 14enne che passa dal coevo ricciolone al ragazzo pasoliniano della pompa di benzina. Una sola battuta felice, quando un fidanzatino l'avverte che ha la R moscia. Fosse solo quella! Veronica Olivier non ha la S, ha problemi con la P e la B, si mangia la M, sbaglia le vocali specie la O. Orgia di telefonini e spot." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 ottobre 2009)

"Il Moccia bestseller man continua la sua personale, e fruttuosa, indagine sul mondo dell'adolescenza e dell'amore, eleggendosi ormai come nuovo Alberoni della sociologia adolescenziale. Piace ai giovani, e a loro si rivolge." (Dario Zonta, 'L'Unità', 30 ottobre 2009)

"'Amore 14' ripropone 'Il tempo delle mele' di Claude Pinoteau, ma Roma non è Parigi, Veronica Olivier (la quattordicenne) non è Sophie Marceau, Pamela Villoresi (la madre) non è Brigitte Fossey e Pietro De Silva (Il padre) non è Claude Brasseur. Sempre come nel 'Tempo delle mele', i genitori capiscono poco dei figli e i nonni (Riccardo Garrone e Emiliana Franzone) capiscono tutto. Il meglio del film è quando lei scambia per l'amato (Giuseppe Maggio) chi gli somiglia; il peggiore è quando lei vuole una rivista porno e compra ... Il pornale." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 6 novembre 2009)
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