Agente 007, dalla Russia con amore

From Russia with Love

GRAN BRETAGNA - 1963
Agente 007, dalla Russia con amore
James Bond viene inviato ad Istanbul dal servizio inglese per sottrarre ai russi il 'lector', un decifratore universale che è ambito anche dalla Spectre, una setta che intende dominare il mondo. Nello stesso tempo una segretaria dell'ambasciata russa, Tatiana, che inconsapevole fa parte della Spectre, viene invata sulle tracce di Bond. Questa però si innamora dell'agente e lo aiuta. L'agente 007, dopo tante peripezie e agguati, riesce a raggiungere il suo scopo portando in salvo sia il 'lector' che Tatiana.
  • Altri titoli:
    Ian Fleming's 'From Russia with Love'
    Bons baisers de Russie
    A 007 dalla Russia con amore
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, SPIONAGGIO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA TECHNICOLOR, 35 MM (1:1.37)
  • Tratto da: ispirato al romanzo omonimo di Ian Fleming.
  • Produzione: HARRY SALTZMAN E ALBERT R. BROCCOLI PER DANJAQ PRODUCTIONS, EON PRODUCTIONS LTD.
  • Distribuzione: DEAR - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI), DVD E BLU-RAY: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2008)

CRITICA

"Una storia di spionaggio, alquanto complicata, ma raccontata con scioltezza, abilità e con dispendio di mezzi. Il regista ha saputo evitare sia il banale che il paradossale indovinando il tono giusto nelle situazioni e nei personaggi, dando al racconto una parvenza di realismo che lo rende talora suggestivo. I continui colpi di scena, il ritmo serrato fanno dimenticare qualche inevitabile forzatura e incongruenza. Misurata e corretta l'interpretazione. Buona la fotografia e il colore." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 55, 1964)

"Capitolo secondo dell'interminabile serie dedicata allo spione più celebre (e sexy) di tutti i tempi. Strepitose, per quei tempi almeno, oggi francamente sono sorpassatissime, trovate tecniche bagnate dall'ironia (e dal Dom Perignon) fanno da contorno ad avventure eccitanti e impossibili. Se non lo si prende troppo sul serio è ancora godibilissimo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 9 luglio 2003)
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