After

SPAGNA - 2009
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After
Dopo gli anni dell'adolescenza le vite di Ana, Manuel e Julio si sono separate. Quando si ritrovano per caso, i tre vecchi amici, ormai alle soglie dei trent'anni, hanno ottenuto tutto quello che avrebbero potuto desiderare, ma non sono riusciti a superare un senso di insoddisfazione e si scoprono accumunati dalla solitudine. Così decidono di trascorrere insieme una notte d'estate all'insegna degli eccessi. In un turbinio di droga, sesso e alcool, Ana, Manuel e Julio partono per un viaggio attraverso la notte, dritti verso il passato e l'adolescenza, in fuga dal presente e dalla realtà. L'After è l'ultimo bar aperto, la loro ultima fermata...
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: LA ZANFOÑA PRODUCCIONES, TESELA PRODUCCIONES CINEMATOGRÁFICAS

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Tre personaggi in cerca di sballo. Il solito: alcol (a litri), droga (a chili) e sesso (ma non per tutti). Inebetudine garantita. E noia. Per loro, ma anche per noi. E’ After dello spagnolo Alberto Rodriguez, in competizione a Roma. Un viaggio al termine della notte di tre amici per la pelle – Manuel (Tristan Ulloa), Julio (Guillermo Toledo) e Ana (Blanca Romero) – che finisce all’alba di una rinnovata solitudine. Ovvero una disperazione senza alibi. Tre figure che sono altrettante declinazioni di un malessere, esistenziale prima che sociale: un padre che non comunica col proprio figlio, un liquidatore erotomane, una donna sola, malata di voluttà e incattivita dall’insoddisfazione. Da un locale a un altro, da un privé a un bagno a luci rosse, letti e corpi disfatti, e un’ipertrofica, satura, tavolozza di colori, pelle e sudore. Rodriguez azzecca qualche carattere, ma il suo sequel non dichiarato di Gioventù bruciata (“Maturità scoppiata”?) è più disturbato che disturbante, tirato per le lunghe (la stessa sera, gli stessi avvenimenti, riproposto mettendo al centro uno dei tre personaggi, senza mai cambiare ottica però), e dai presupposti preistorici: quante volte ancora dovremo sopportare questi insulsi e arricchiti borghesi che tracannano, sniffano, trombano e si sentono infelici? Loro l’hanno intitolato After. Noi l’abbiamo visto “Later”.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009).

CRITICA

"La morale è esplicita: consumare di tutto e qualsiasi esperienza non porta a un bel niente. Anzi porta disperazione. Semmai c'è da soffermarsi sulla modalità. Di uno stile di racconto nervoso, ellittico, tutto a scatti, estremo, forse in qualche misura debitore verso la scuola messicana degli ultimi anni, quella per intenderci dei film di Alejandro Gonzalez Iñarritu e Guillermo Arriaga, quella dei film 'Amores Perros', '21 grammi', 'Babel'. Della serie interessante ma non convincente. Troppo inventario, troppo campionario." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 18 ottobre 2009)
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