Addio Lara

J'ai tué Raspoutine

FRANCIA 1967
Agli inizi del Novecento, nella Russia zarista, il Principe Felix Yussupoff e Lara Golovina si amano teneramente. Ma l'ambizione della madre di Lara di introdursi a corte e la necessità per Felix di recarsi a Parigi per completare gli studi, dividono i due giovani. Al suo ritorno Felix si accorge che Lara è caduta sotto l'influenza nefasta di Rasputin: non solo la giovane donna crede fermamente nelle pretese virtù soprannaturali del ciarlatano, ma è diventata anche un docile strumento dei suoi desideri.
Sconvolto, Felix sposa la Principessa Irina, nipote dello Zar, ma nonostante il matrimonio non riesce a dimenticare Lara. Scoppia la I Guerra Mondiale e l'intera Russia sta andando in rovina per l'incapacità degli uomini che Rasputin ha fatto designare ai posti di comando. Convinto della necessità di eliminare Rasputin, sia per salvare il suo paese sia per vendicare la donna amata, Felix organizza una congiura e dopo molte difficoltà riesce ad uccidere Rasputin, ma nel momento in cui lo uccide si rende conto che nulla potrà rendergli l'amore di Lara.
SCHEDA FILM

Regia: Robert Hossein

Attori: Patrick Balkany, Geraldine Chaplin - Mounia, Umberto D'Orsi, Ivan Desny - Granduca Alexandre, Gert Fröbe - Raspoutine, Ira Fürstenberg - Irina, Robert Hossein - Serge Shoukotine, Roger Pigaut - Pourichkevich, Claude Génia - Madame Golovine, Nicolas Vogel, France Delahalle - Granduchessa Xenia, Peter McEnery - Youssoupoff

Soggetto: Feliks Yusupov

Sceneggiatura: Alain Decaux, Robert Hossein, Claude Desailly

Fotografia: Henri Persin

Musiche: André Hossein

Montaggio: Jacqueline Thiédot

Scenografia: Léon Barsacq

Costumi: Jacques Fonteray

Durata: 100

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Specifiche tecniche: SCOPE

Tratto da: Libro "Avant l'exil" di Feliks Yusupov

Produzione: RAYMOND DANON, COPERNIC (PARIGI) CARLO INFASCELLI (ROMA)

Distribuzione: EXCELSIOR

NOTE
- I DIALOGHI DELLA VERSIONE ITALIANA FURONO CURATI DA VINICIO MARINUCCI.

- ADATTAMENTI: ALAIN DECAUX, CLAUDE DESAILLY, ROBERT HOSSEIN.