Addio fottuti musi verdi

ITALIA - 2017
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Addio fottuti musi verdi
Ciro, super qualificato grafico pubblicitario, specializzato in porte in faccia e collezionista di delusioni, dopo averle provate tutte decide di partecipare a un concorso e mandare il suo curriculum nientedimeno che agli alieni. Tanto quelli figurati se rispondono. E invece...
  • Altri titoli:
    The Jackal - Addio fottuti musi verdi
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: SIMONE RUSSO, FRANCESCA LONGARDI, RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI PER CATTLEYA, THE JACKAL, CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 9 Novembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
“I The Jackal approdano sul grande schermo con un’irresistibile fantacomedy”. Lo vorrebbe il pressbook, ma non è vero: ammesso e concesso il genere, di irresistibile non c’è nulla. Addio fottuti musi verdi, acronimo respingente AFMV, in anteprima ad Alice nella Città di Roma anno XII e poi in sala, non fa che rincarare l’adagio: gli youtuber al cinema non funzionano, e siamo ormai all’accanimento terapeutico.

A farne le spese, ovvio, gli spettatori, almeno, quelli che ancora ci cascano, e non crediamo saranno poi molti: possibile, ed è in primis una considerazione produttiva, che non si sia capito che web e grande schermo non sono nemmeno lontani parenti, che clip e film sono addirittura contrari, che il successo su un supporto spesso equivale all’insuccesso su un altro?

Regia di Francesco Capaldo, alias Ebbasta, Ciro Priello protagonista, nel cast Beatrice Arnera, Ruzzo Simone, Fabio Massimo, Alfredo Felco e Roberto Zibetti, partecipazione speciale dei gomorriani Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito, Addio fottuti musi verdi associa Napoli e alieni, astronavi e precariato, disoccupazione ed effetti speciali, triangolando tra amore, amicizia e fantascienza sul basso continuo del lavoro che non c’è o comunque non è quello che si vorrebbe.

Volendo essere cattivi, la speranza che i giovani oggi in Italia possano trovare la quadra tra sogno e impiego non la dà la diegesi, ma il film: che i The Jackal siano riusciti a farlo dice al di là di ogni dubbio che tutti, nessuno escluso, possono farcela.

Se gli effetti speciali non sono nemmeno male, a lasciare interdetti, sospesi tra incredulità e imbarazzo è tutto il resto: birre alla spina come se piovesse, mamme e parmigiane come se grandinasse, siparietti con gli industriali del pisello Cerlino ed Esposito che non funzionano già la prima volta ma vengono iterati ad libitum, liaison trascendentale  tra Ciro (Priello) e Brandon (Zibetti) che al massimo ha il respiro per un clippino, giammai per un film.

Insomma, un disastro: non si ride pressoché mai, si guarda spesso l’orologio, ci si chiede sempre perché. Ma non c’è una risposta come, ed è più grave, non c’è un film. Né, per tornare al pressbook, è riscontrabile “la carica surreale e lo spirito dissacrante del gruppo creativo”.

Morale della favola, che siano The Jackal o altri, quando degli youtuber sbarcano in sala c’è una sola possibilità di salvezza: scappare. Senza voltarsi indietro.

NOTE

- EVENTO SPECIALE ALLA XV EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2017), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.

- CANDIDATO AL DAVID DONATELLO 2018 PER:MIGLIORI EFFETTI DIGITALI.

CRITICA

"(...) in sala, è banale dirlo ma è assolutamente così, non basta inanellare una serie di gag e di trovate anche brillanti, perché il cinema è un'altra cosa. Ci si sono già sgrugnati altri, non solo di provenienza webbistica, anche televisiva. Alle battute e alle situazioni buffe e paradossali bisogna dare una costruzione drammaturgica che abbia un po' di solidità, anche il demenziale pretende impegno. E qui la strada diventa una salita, se non si è Sacha Baron Coen o Checco Zalone, il fiato comincia a mancare, il respiro si fa corto e il racconto asfittico, col rischio che non si faccia più ridere. Certo, si può trovare un Gigi D'Alessio gustosa parodia di se stesso con tanto di canzone appresso, ma ce ne vorrebbero dieci per sostenere un film. Sarà questione di dimensioni ma l'idea fulminante che esplode e fa scompisciare sul piccolo schermo proposta su quello grande sembra diluirsi lungo tutta la superfice diventando molto meno brillante." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 9 novembre 2017)

"Il conto da saldare per Ciro, e pure l'umanità, arriverà alla fine di 'Addio Fottuti Musi Verdi' ed è una delle gag più geniali dell'ottimo esordio del gruppo esploso su YouTube The Jackal (...). 'Addio Fottuti Musi Verdi' sposa la modernità comica del primo Troisi con la commedia fantascientifica anglosassone di Joe Dante ('Explorers'), Edgar Wright ('La fine del mondo') passando per la letteratura nonsense del sodale dei Monty Python Douglas Adams ovvero il romanziere della saga 'Guida galattica per autostoppisti'. Strepitoso utilizzo di Gigi D'Alessio in chiave extraterrestre. Nessuna star del web ha finora tradotto i milioni di visualizzazioni su YouTube in soldi al botteghino dopo i loro debutti cinematografici. Speriamo che i The Jackal siano i primi perché il loro film non solo fa ridere ma è anche pieno di effetti speciali deliziosamente 'caserecci' senza scadere nel ridicolo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 novembre 2017)

"Bizzarra commedia demenziale (in ogni senso) che sbeffeggia il mondo del precariato. (...) Un film satirico nato sul web, destinato a un pubblico giovanile, che lascerà sconcertata la platea tradizionalista. Che ci capirà poco. O niente." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 9 novembre 2017)
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