Act of Valor

USA - 2012
Una squadra altamente specializzata delle United States Navy Sea, Air & Land forces (SEAL) viene mandata sotto copertura a salvare un agente della CIA sequestrato dai terroristi.

CAST

CRITICA

dalle note di produzione: ""Il prodotto finito è veramente unico" dice il Capitano Duncan Smith, 27 anni di servizio in Marina e ancora attivo nei SEAL "Cattura l'ethos dei SEAL come nessun film prima d'ora. Si spara davvero, si vedono i veri militari - e non solo quelli dei SEAL. I piloti e gli aviatori coinvolti nel film, gli equipaggi dei sottomarini, sono tutti militari autentici. La sceneggiatura è stata scritta e riscritta per riflettere il più accuratamente possibile come le operazioni si svolgono nella realtà. A proposito di realismo, il film va ben oltre quanto il pubblico abbia mai visto. Nessun altro film aveva mai veramente colto il cuore dei SEAL, il lavoro di squadra, la tecnologia avanzata, l'addestramento".

"Un film così, se non lo vedi non ci credi. Diretto a botte di testosterone da due ex-stuntmen benvoluti dal Pentagono, 'Act of Valor' è un articolo di propaganda così smaccato che avrebbe fatto arrossire perfino John Wayne e i suoi Berretti Verdi. Abbiamo capito che si tratta di un promo per l'arruolamento dei (sempre più riluttanti, si suppone) giovani americani; ma le immagini dei soldati con le loro famigliole, il rito per i caduti, le dichiarazioni di patriottismo sembrano presi da un film dei tempi del maccartismo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 6 aprile 2012)

"Iperrealismo? Propaganda? Follia? Di tutto un po'. In 'Act of Valor' non ci sono (solo) attori, ma veri incursori dei Navy Seals e come loro il film ha una missione da compiere. Mostrare di cosa sono capaci le unità speciali dell'esercito Usa in azione. Tecnicamente è un falso documentario (le due missioni raccontate sono finte, malgrado l'estremo realismo). Esteticamente è un centone di scene viste in mille film di guerra, buoni e non (da 'Platoon' e 'Apocalypse Now' in giù). Solo che non ci sono veri personaggi, non c'è quasi drammaturgia, non ci sono sentimenti esclusi quelli patriottici, che comunque conviene portarsi da casa. Inquietante. Nota in margine: fra i candidati all'Oscar quest'anno c'era uno straziante docu (americano) su un sergente dei marines tornato gravemente ferito dall'Afghanistan, 'Hell and Back Again'. Quello però nelle sale italiane non lo distribuisce nessuno." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 aprile 2012)

"Propaganda allo stato puro come non la si vedeva da tempo, con veri soldati chiamati a recitare nella parte di loro stessi. I Navy Seals sono i grandi eroi e più di uno sentirà il richiamo della divisa vedendo le loro missioni chirurgiche, pur ripresi con inquadrature convulse. Sembra un documentario «embedded» che sconfina, molto spesso, nel videogame." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 aprile 2012)
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