Act of Valor

USA - 2012
2/5
Act of Valor
Una squadra altamente specializzata delle United States Navy Sea, Air & Land forces (SEAL) viene mandata sotto copertura a salvare un agente della CIA sequestrato dai terroristi.
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Produzione: MIKE MCCOY E SCOTT WAUGH PER BANDITO BROTHERS
  • Distribuzione: M2 PICTURES
  • Data uscita 4 Aprile 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

“Non so che fare di Act of Valor. E’ come recensire un manifesto di reclutamento”. Non potrebbe aver detto meglio il critico di Rolling Stone Peter Travers, e non c’è molto altro da dire. Scritto dallo sceneggiatore di 300 Kurt Johnstad, diretto da Mike “Mouse” McCoy e Scott Waugh, due ex stuntmen prestati al cinema action-sportivo, Act of Valor ha il merito – lo è? – di reclutare nel cast dei veri Navy Seals, ma tanto le loro azioni sono chirurgiche, ben pianificate e risolutive quanto il film va nella direzione opposta: se c’è adrenalina, manca la storia, se c’è parossismo, manca la testa.
E prendiamo in prestito le parole di un altro critico, Tim Robey del Daily Telegraph, che stigmatizza come il film “sia, quasi senza vergogna, un video per reclutare futuri Seals, ma speriamo che il possesso di una PlayStation 3 non sia l’unico requisito per l’arruolamento”. Insomma, cinema di pura propaganda stelle & strisce: se poi consideriamo che la cattura di Bin Laden è propria avvenuta per mano dei Seals, l’ordine “armatevi e partite” suona ancora più stentoreo.
Eppure, non tutto il male vien per nuocere: a dicembre sugli schermi Usa arriverà il film di Kathryn Bigelow – The Hurt Locker, casualmente, è il “vorrei ma non posso” di Act of Valor – proprio sulla cattura di Bin Laden, e forse vedremo davvero di che pasta sono fatti i Seals. Non che Act of Valor dica poco e male al riguardo, ma l’oleografia militarista incombe e offusca il ritratto, nonostante la fotografia guerrilla-style di Shane Hurlbut (Terminator Salvation), la coreografia dei combattimenti e l’editing action-tamarro di Waugh e Michael Tronick (Mr. & Mrs. Smith) sortiscano qualche buon effetto.
Ma, ammesso interessi a qualcuno, che racconta Act of Valor? Si parte da un team di Seals chiamati a  liberare un agente Cia (Roselyn Sanchez) in Costa Rica e si finisce sullo scacchiere dell’apocalisse: dovranno disinnescare una gigantesca operazione terroristica sul suolo degli Stati Uniti, affidata a kamikaze con giubbotti farciti di esplosivo gel e palline di ceramica. Ce la faranno secondo voi? Il loro motto – It Pays to be a Winner – dice molto, anzi, dice tutto.
PS: le relazioni tra i Seals e le loro foche rimaste a casetta non è solo ispirata dal più bieco e pacifico machismo, ma aggiunge un altro registro ad Act of Valor. Quello comico.

CRITICA

dalle note di produzione: ""Il prodotto finito è veramente unico" dice il Capitano Duncan Smith, 27 anni di servizio in Marina e ancora attivo nei SEAL "Cattura l'ethos dei SEAL come nessun film prima d'ora. Si spara davvero, si vedono i veri militari - e non solo quelli dei SEAL. I piloti e gli aviatori coinvolti nel film, gli equipaggi dei sottomarini, sono tutti militari autentici. La sceneggiatura è stata scritta e riscritta per riflettere il più accuratamente possibile come le operazioni si svolgono nella realtà. A proposito di realismo, il film va ben oltre quanto il pubblico abbia mai visto. Nessun altro film aveva mai veramente colto il cuore dei SEAL, il lavoro di squadra, la tecnologia avanzata, l'addestramento".

"Un film così, se non lo vedi non ci credi. Diretto a botte di testosterone da due ex-stuntmen benvoluti dal Pentagono, 'Act of Valor' è un articolo di propaganda così smaccato che avrebbe fatto arrossire perfino John Wayne e i suoi Berretti Verdi. Abbiamo capito che si tratta di un promo per l'arruolamento dei (sempre più riluttanti, si suppone) giovani americani; ma le immagini dei soldati con le loro famigliole, il rito per i caduti, le dichiarazioni di patriottismo sembrano presi da un film dei tempi del maccartismo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 6 aprile 2012)

"Iperrealismo? Propaganda? Follia? Di tutto un po'. In 'Act of Valor' non ci sono (solo) attori, ma veri incursori dei Navy Seals e come loro il film ha una missione da compiere. Mostrare di cosa sono capaci le unità speciali dell'esercito Usa in azione. Tecnicamente è un falso documentario (le due missioni raccontate sono finte, malgrado l'estremo realismo). Esteticamente è un centone di scene viste in mille film di guerra, buoni e non (da 'Platoon' e 'Apocalypse Now' in giù). Solo che non ci sono veri personaggi, non c'è quasi drammaturgia, non ci sono sentimenti esclusi quelli patriottici, che comunque conviene portarsi da casa. Inquietante. Nota in margine: fra i candidati all'Oscar quest'anno c'era uno straziante docu (americano) su un sergente dei marines tornato gravemente ferito dall'Afghanistan, 'Hell and Back Again'. Quello però nelle sale italiane non lo distribuisce nessuno." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 aprile 2012)

"Propaganda allo stato puro come non la si vedeva da tempo, con veri soldati chiamati a recitare nella parte di loro stessi. I Navy Seals sono i grandi eroi e più di uno sentirà il richiamo della divisa vedendo le loro missioni chirurgiche, pur ripresi con inquadrature convulse. Sembra un documentario «embedded» che sconfina, molto spesso, nel videogame." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 aprile 2012)
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