Abissinia

ITALIA - 1992
Abissinia
Antonio, venticinque anni, fa il cameriere stagionale in un mega ristorante. Licenziato su due piedi, ruba l'intero incasso. Pestato a sangue dai buttafuori del locale, viene abbandonato sul ciglio di una strada di campagna. La mattina dopo si sveglia in una cadente costruzione anni sessanta. Ce l'ha portato Enzo Pagnini, proprietario del "Titano", fatiscente ristorante in riva al mare, in una zona così periferica da meritarsi il nome di Abissinia. Pagnini assume Antonio come cameriere, a fare cosa non si capisce bene, visto che in quel posto non ci va mai nessuno: il "Titano" infatti è popolato solo da chi ci lavora: la cuoca Armida, il lavapiatti Marco e Silvia, la nipote del proprietario. Ma c'è anche un'altra presenza che si aggira per il locale: Francesca, sensuale quarantenne ex cantante di balera, bella donna insoddisfatta che promette guai. A rompere l'atmosfera immobile del "Titano" è l'arrivo di Renato Santalmassi, ex bagnino, bello e strafottente. Pagnini diventa insofferente. Rimanda a casa la nipotina Silvia. Licenzia Armida e non fa nulla per trattenere Marco che, stanco di fare il lavapiatti, ha deciso di andarsene. Le valigie sono pronte, anche Francesca sta per lasciare il "Titano" e tutto il suo passato. Renato la porta via per sempre. Pagnini ha preparato il pranzo d'addio. E' il momento dei chiarimenti, si mangia, si beve, ma la conclusione del banchetto non è quella che si aspettava Francesca. Ora al "Titano" sono rimasti in tre: il vecchio Pagnini, ombroso e impassibile; Francesca disperata e ormai disposta a tutto pur di uscire da quella gabbia e, stretto tra i due, Antonio, sempre più risucchiato in un pericoloso gioco di passioni e menzogne...
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: LAURENTINA GUIDOTTI PER INTERFILM, RAI - RADIOTELEVISIONE ITALIANA (RAI DUE)
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE ITALNOLEGGIO CINEMATOGRAFICO (1993) - VIDEO CLUB LUCE

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1993.

- DAVID DI DONATELLO 1994 PER MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE (FRANCESCO RANIERI MARTINOTTI).

CRITICA

"Martinotti, pur non potendo fare a meno di Visconti ('Ossessione') e di talune atmosfere B-movie, riesce a contornare i personaggi e le atmosfere di un alone poveristicamente pesante. Suggerendo egregiamente le difficoltà del futuro" (Segnocinema).

"Sono ben scelti e ben diretti gli attori, il suono in presa diretta è imperfetto, l'equilibrio della narrazione si rompe nell'ultima parte precipitosa e affastellata. La qualità dell'autore è più che promettente". (Lietta Tornabuoni, "La Stampa", 31 maggio 1993).
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