A prima vista

At First Sight

USA - 1999
A prima vista
Il giovane Virgil Adamson ha perso la vista da bambino. Oggi lavora come massaggiatore in una tranquilla località di villeggiatura a nord di New York, dove vive con la sorella e tutti lo conoscono e lo stimano. Qui un giorno arriva Amy Benic, architetto a Manhattan in preda allo stress. Dopo qualche giorno, Amy fa capire a Virgil di essere innamorata di lui. I due passano un periodo insieme e poi Amy invita Virgil a seguirla a New York per cercare nuove strade per ridargli la vista. Inaspettatamente, Amy non ottiene quell'entusiasmo che sperava: Virgil non vuole coltivare queste speranze. E tuttavia un intervento chirurgico sperimentale gli restituisce in effetti la vista e Virgil si trova catapultato in un mondo di oggetti per lui senza senso, di distanze difficili da misurare, di concetti che non è facile esprimere. Amy cerca di inserire Virgil nella vita quotidiana della città, ma non tutto è così semplice. Una sera vanno insieme alla festa di compleanno di Duncan, socio di lei e suo ex marito. In seguito Amy e Duncan vanno insieme per lavoro ad Atlanta. Al ritorno Virgil chiede spiegazioni, e i due si chiariscono, ma lui da un po' ha momenti di perdita di vista. Si fa visitare: la retina è debole, e lui tornerà cieco. Incontra il padre, che era sparito nell'apprendere della cecità del figlio piccolo, poi con Amy va allo stadio di hockey, quindi torna a casa. Poco dopo torna di nuovo cieco e tiene una conferenza su tutta la sua esperienza. Al parco si sente chiamare: è Amy che torna da lui. Camminano insieme lungo il viale.
  • Altri titoli:
    Sight Unseen
  • Durata: 129'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: Racconto 'To See and Not See' di Oliver Sacks
  • Produzione: IRWIN WINKLER PER METRO GOLDWIN MAYER
  • Distribuzione: MGM - UIP

CRITICA

"Zuccherosa commedia sentimentale, ruffianamente inzuppata nel buonismo, sciropposi dialoghi in testa, che il regista Irvin Winkler conduce in porto dopo due ore e passa di irritanti tiramolla sospesi fra etica e 'Novella 2000'. Mira Sorvino gira orgogliosamente a petto in fuori e ne ha tutti i motivi, ma Val Kilmer ha molte ragioni per concludere che in questo mondo è meglio non vedere. E non sentire". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 19 novembre 2001)
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