A Natale mi sposo

ITALIA - 2010
Il cuoco Gustavo lavora in una tipica trattoria romana, ma il suo sogno è diventare un giorno un grande chef. Quando suo figlio Fabio, che lavora con lui, con uno stratagemma riesce a far affidare al padre l'esclusivo banchetto di nozze della sua ex-fidanzata Chris - figlia di Tony e dell'ereditiera Sara e promessa sposa a Steve, figlio di un banchiere svizzero - il sogno di Gustavo sembra quasi diventare realtà. Insieme a Fabio e ai fidi Cecco, lavapiatti toscano in cerca di avventure con donne sopra i settanta, e Rocky, cameriere romano ed ex-pugile, il cuoco parte alla volta di Saint-Moritz, dove avrà luogo la cerimonia, ma una volta lì, varie bizzarre e ingarbugliate situazioni creeranno scompiglio. Il matrimonio organizzato dalle wedding planner Gina e Paloma si trasformerà in una bomba ad orologeria pronta a saltare in aria e ad approfittare della situazione sarà Fabio che cercherà di riconquistare Chris...

CAST

CRITICA

"Già il fatto che il protagonista si chiami Gustavo Godendo dovrebbe farvi capire tutto: Boldi fa lo chef in una trattoria romana, ma il sospetto che rimpianga i cine-panettoni con De Sica è sempre più forte. Nel cast c'è la Canalis, serve aggiungere altro?" (Alberto Crespi, 'L'Unità', 26 novembre 2010)

"La cinestrenna natalizia si è fatta bina dopo la scissione di De Sica e Boldi, il quale gioca d'anticipo sulle feste presentandosi per la seconda volta in accoppiata nord-sud con Vincenzo Salemme. (...) Corna, cascatori, equivoci boccacceschi, gag a base di peti e puzze, insomma la tipica farsa nostrana con un copione abborracciato. Salvi e Ceccherini vanno a rafforzare il gioco boldiano di farsa. Puntuali la Brilli e la veterana Valeria Valeri, cabarettistica la De Nardis, sul resto scenda il silenzio." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 26 novembre 2010)

"Massimo Boldi lo ha definito 'un film per grandi e piccini', il suo 'A Natale mi sposo', ma certe volte il panettone non si digerisce facilmente, potrebbe anche essere un po' scaduto. (...) Uno specchio incrinato dei tempi passati? La percezione dello squallore contemporaneo ad imitazione di una ricchezza svanita? Come altrimenti collocare la figura di Nancy Brilli abbigliata alla Marta Marzotto o il ristorante della Parolaccia surclassato oggi dalla politica e dalla tv, o il tema classico del cinema italiano anni cinquanta e seguenti 'ammazza la vecchia col flit' che Massimo Ceccherini non ha neanche il tempo di volgere in surreale parabola (e Valeria Valeri che si è prestata con tanta generosità non compare neanche sulla locandina) o Enzo Salvi che cita se stesso senza l'immediatezza dei film di Neri Parenti? Ecco: Boldi stanco delle volgarità dei film di Parenti pensa di essersi immerso in un Gange purificatore (...) Ben presto appare chiaro che non ci sono sottotesti. Ma perché far arrivare sul set nientemeno che Vincenzo Salemme per poi tenerlo a freno nella parte (anche questa citazione tv vecchiotta) di scrittore playboy? forse per la scena clou del film, questa sì molto attuale, in cui si buttano tutti i libri per terra? Ma con una battuta finale di soli pochi secondi si riprende il posto che gli spetta." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 26 novembre 2010)

"Riecco Massimo Boldi con il suo simpatico cine-panettone anticipato, che si srotola da Roma a Saint Moritz, tra giochi di parole e quipropro a raffica. Si ride parecchio, anche se l'umorismo è un poi greve: una per tutte l'irresistibile scena del porcospino nel bidè. (...) L'impeccabile metronomo della comicità guida l'orchestra dei vocianti amici, tra cui Salemme, la Brilli, Ceccherini e la Canalis." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 novembre 2010)

"Boldi a St. Moritz: inutilmente volgare Che vergogna. Il film andrebbe proiettato ai detenuti del carcere duro, giusta pena. Per gli innocenti, tale mole di stupidità e volgarità è troppa per l'umana sopportazione. (...) Preghiera alla Canalis: per carità di patria non faccia vedere il film a Clooney." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 26 novembre 2010)
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