A Napoli non piove mai

ITALIA - 2015
1/5
A Napoli non piove mai
Barnaba soffre della sindrome di Peter Pan. Jacopo è vittima della sindrome dell'abbandono. Sonia soffre della sindrome di Stendhal. Il loro incontro porterà questi tre personaggi a superare le rispettive "sindromi" e affrontare la vita con ottimismo e positività, come se ci fosse sempre il sole, convinti che tanto a Napoli non piove mai...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: LUCILLA DE ROSA E ITALO PISCICELLI PER QUISQUILIE PRODUCTION
  • Distribuzione: MEDITERRANEA PRODUCTIONS/CINEONE DISTRIBUTION
  • Data uscita 1 Ottobre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Barnaba (Sergio Assisi) soffre della sindrome di Peter Pan. Sonia (Valentina Corti) soffre della sindrome di Stendhal. Jacopo (Ernesto Lama) è vittima della sindrome dell’abbandono. E il film? Soffre di tutte e tre le patologie. Della sindrome di Peter Pan per la comicità puerile; di quella di Stendhal per questa sua allergia alle cose belle; di quella dell’abbandono perché l'autentica vitalità partenopea non abita qui.
Ecco A Napoli non piove mai di Sergio Assisi, ennesima mini-produzione italiana senza capo né coda inspiegabilmente sovvenzionata e riconosciuta di interesse culturale da parte dello Stato.
La Napoli del titolo, da titolo, è sì solare ma anche troppo teatrale, folkloristica, pasticciata e posticcia. Le vicende dei tre disperati di cui sopra sono a zero empatia, il loro intreccio meccanico, i personaggi costantemente nascosti dietro il loro cartonato. Tutto sembra apparecchiato alla buona, con avanzi e portate insipide, servite un po' a casaccio. Il clima compiacente e disteso, da recita parrocchiale, non si sopporta. E non aiuta nemmeno la fiducia esagerata nel calembour e nell'equivoco linguistico ("Il caffè? no, voi c'avete la logorrea t'avesse fa male", oppure, “Qui a Napoli abbiamo un talento speciale per le copie originali”), perché non basta essere della stessa città di Totò ed Eduardo per dirsi concittadini nella comicità. E poi quel mandolino ovunque è uno strazio. E lo stereotipo resta stereotipo e basta: mai un ribaltamento, un paradosso, un utilizzo in chiave beffarda.
Va bene esprimere l'amore per la propria città, ma perché farlo con così tanta pochezza? Assisi/Barnaba chiede a San Gennaro di fargli la grazia di un bancomat pieno di soldi. Se avesse chiesto idee sarebbe stato meglio. Questo posto al sole fa quasi rimpiangere quello televisivo.
Poi si possono trovare tutte le attenuanti del caso (l'inesperienza del debuttante, il coraggio di provarci, la fatica nel mettere su un'impresa come questa, il ricorso al crowfunding pur di riuscirci, ecc...). Nessuna di queste però cambia il film. Capiamo tutto, ma ccà nisciuno è fesso.

 

NOTE

- REALIZZATO CON: MIBAC, FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA, COMUNE DI NAPOLI.

CRITICA

"Allegra e moderatamente spiritosa commediola, scritta, diretta e anche interpretata dall'esordiente regista Sergio Assisi, che gioca saggiamente in casa. (...) Una storiella esile, con qualche battuta azzeccata e un coro di attori molto ben intonato." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 ottobre 2015)
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