A Christmas Carol

USA - 2009
3/5
A Christmas Carol
È la viglia di Natale e in ogni famiglia fervono i preparativi. L'unico che sembra essere insensibile allo spirito del Natale è il vecchio Ebenezer Scrooge, un uomo ricchissimo, collerico e senza cuore. Anzi, l'approssimarsi della festività rende Scrooge anche più iracondo, soprattutto nei confronti di suo nipote Fred, passato in ufficio per gli auguri, e del suo fedele contabile Bob Cratchit, un uomo sempre allegro e gentile che, a causa del risibile stipendio che riceve, è costretto a tirare la cinghia anche a Natale. Tuttavia, durante la notte Scrooge riceverà le visite degli Spiriti del Natale passato, presente e futuro e, quando si sveglierà, la sua vita non sarà più la stessa...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, LIVE-ACTION
  • Specifiche tecniche: DISNEY DIGITAL 3-D
  • Tratto da: racconto "Il canto di Natale" di Charles Dickens
  • Produzione: JACK RAPKE, STEVE STARKEY, ROBERT ZEMECKIS PER IMAGEMOVERS, WALT DISNEY PICTURES
  • Distribuzione: WALT DISNEY STUDIOS MOTION PICTURES, ITALIA
  • Data uscita 3 Dicembre 2009

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
Dopo gli ambiziosi esperimenti con The Polar Express e Beowulf, Robert Zemeckis utilizza la tecnica del motion capture per portare sullo schermo una nuova versione de "Il Canto di Natale" di Charles Dickens. Protagonista di questo film dalla vocazione gotica e in 3D nei panni dello spilorcio Ebenezer Scrooge è Jim Carrey che mostra, con la sua mimica facciale unica, come la tecnologia abbia fatto dei notevolissimi passi in avanti per 'catturare' le interpretazioni degli attori tradotte digitalmente poi sul grande schermo in animazioni.
Zemeckis sfrutta in pieno il talento di Jim Carrey che interpreta anche i tre spiriti venuti a visitare il vecchio Scrooge la notte della vigilia di Natale per indicargli un cammino di riscatto dalla sua vita fatta di avarizia e grettezza. Il regista, rispettoso dell'eredità letteraria, accentua gli elementi lugubri e spaventosi della novella di Dickens, discostandosi da quello che, sulla carta, si sarebbe potuto immaginare essere un film natalizio distribuito in tutto il mondo dalla Disney. I toni gelidi e le ambientazioni vittoriane contribuiscono a restituire in pieno allo spettatore il senso della redenzione e della felicità di chi riesce ad abbracciare in pieno lo spirito del Natale.

CRITICA

"Un punto altissimo nell'evoluzione tecnica del cinema. Il virtuosismo di Jim Carrey rimane intatto
e visibile, ma niente di ciò che vive in quella tumultuosa notte sarebbe possibile senza la tecnica mista di Zemeckis. A sorpresa (i precedenti 'Polar Espress' e 'Beowulf' non erano affatto convincenti) uno spettacolo assolutamente da non perdere, trionfo della fantasia e dei terrori più inesplorati di quella che un tempo si definiva la magia del cinema." (Piera Detassis, 'Panorama', 10 dicembre 2009)

"Oltre gli stupori infantili - ma attenzione che i bambini piccoli si possono spaventare per il realismo - il film non apre la cassaforte della commozione, gioca quindi contro la sua stessa ragion d'essere. Resta un caleidoscopio di immagini, un oggetto misterioso e mirabile in cui attori bravi come il multiplo Jim Carrey e Colin Firth, Bob Hoskins (che aveva iniziato con Roger Rabbit), Gary Oldman, Robin Wright Penn, carbonizzati con tute sintetiche e computer, si lasciano scie digitali, mentre altrettanto inattendibile sarebbe l'attualizzazione dell'avidità bancaria di oggi a confronto col buon vecchio Dickens. E Bocelli sui titoli di coda, nulla può di più." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 04 dicembre 2009)

"E tuttavia è uno spavento a fin di bene: e forse necessario; considerato che i mostri dell'ignoranza e della cupidigia nascosti fra le vesti del Natale 1843 sono tuttora fra noi". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 04 dicembre 2009)

"Sarà animazione, signori, ma tutto si sente come fossimo lì: il rumore di ogni singola giuntura del segaligno Scrooge, la penna d'oca sui libri, il legno che scricchiola, i morsi della fame e la cera delle candele che cade sul tappeto. Il ricco finanziere riceve la visita dei tre spiriti del Natale (passato, presente, futuro), ricorda i propri errori (siamo dalle parti dell'Eric di Ken Loach), incontra la morte, fronteggia se stesso (grazie al fatto che Carrey è anche due dei tre spiriti: questo è il Dickens più moderno e psicanalitico), urla e scappa: cade e infine piange. E se all'uomo senza cuore rivenisse voglia di attaccarsi a una carrozza per scivolare sulla strada ghiacciata come un bambino povero ma felice? E' il miglior 'Christmas Carol' visto al cinema. Bellissima edizione italiana. A Roberio Morville, Maura Vespini e Roberto Pedicini (Scrooge) scriviamo in anticipo: 'Grazie del regalo di Natale'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 04 dicembre 2009)

"Robert Zemeckis riprende con fedeltà il 'Canto di Natale' di Dickens (1843) vulcanizzandolo in 3D: dopo i titoli, un avanzo di cucina è 'lanciato' in platea. E con la motion capture di 'Polar Express' e 'Beowulf': movimenti di attori veri 'catturati' in una loro immagine digitale, così sembrano falsi. Funziona per Gollum, meno nel replicare espressioni reali: la frenetica bravura di un plurimo Jim Carrey qui si intuisce soltanto. I meriti sono altri: un tocco Disney che sa di libro delle fiabe, effetti speciali che si spengono di fronte alla solitudine egoista e aver conservato brividi gotici che potrebbero sorprendere i nostri bimbi non abituati a buio e catene, tormenti e scheletri (ma la paura è fondamentale nella pedagogia narrativa di Dickens). Bocelli lo riconoscerete al volo, divertitevi a identificare le facce nel cast virtuale." (Alessio Guzzano, 'City', 04 dicembre 2009)
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