A cena col diavolo

Le souper

FRANCIA - 1993
A cena col diavolo
A Parigi, tre settimane dopo Waterloo; la notte del 6 luglio 1815. La Francia è invasa, Napoleone in fuga e a Parigi, il popolo è in attesa. Chi prenderà il comando e quale regime verrà instaurato? Solo due uomini sono in grado di rispondere: Talleyrand e Fouché. Quella sera del 6 Luglio 1815, mentre il popolo rumoreggia sotto le finestre, i due ingaggeranno un duello verbale violento, ironico la cui posta è il futuro della Francia. Nel corso di questo scontro, nessuno dei due dimentica di aver bisogno dell'altro: Talleyrand di Fouché, per domare il popolo minaccioso e permettere così a Luigi XVIII, di rientrare nella capitale, e Fouché di Talleyrand per ottenere dal Re il perdono per il suo voto regicida nel 1793. Tutto li oppone: origine sociale, carattere, visione della Storia, e ciò nonostante sanno di essere condannati a comprendersi. Al termine della cena, mentre si scatena un temporale, avranno raggiunto un accordo. La notte seguente Chateaubriand vedrà i due complici entrare nella camera del Re, "il Signor de Talleyrand sorretto da Fouché ... il vizio al braccio del crimine". Ristabilita la Monarchia, Talleyrand e Fouché si ritroveranno insieme al comando della Francia.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: ALLEGORICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Tratto da: DALLA COMMEDIA "LE SOUPER" DI JEAN CLAUDE BRISVILLE
  • Produzione: YVES ROUSSET- ROUARD, TRINACRA - PARMA FILMS - FRANCE 2 CINEMA
  • Distribuzione: MIKADO FILM (1994) - MONDADORI VIDEO

NOTE

ADATTAMENTO E DIALOGHI: JEAN CLAUDE BRISVILLE, YVES ROUSSET-ROUARD, EDOUARD MOLINARO
GLI INTERNI SONO STATI GIRATI A PARIGI
REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1993.

CRITICA

"Non si perde una battuta (bravissimi, lo ripeto, Tieri e Lionello), si segue sulle facce di Rich e di Brasseur l'evoluzione di quei personaggi diabolici cui danno vita con mimiche esemplari, ci si lascia coinvolgere dai ritmi ora affannosi ora glaciali di un'azione che il suo dinamismo lo trova, date le sue origini teatrali, soltanto nella parola, trasformata però in cinema da una regia che, esplorandone gli effetti su quelle due maschere, ne ottiene gli stessi risultati di vivisezione, appunto, che otteneva anni fa Ingmar Bergman dai suoi celebri testi per la tv. Non sempre i film di Molinaro convincono: questo, anche se controcorrente ed anomalo, ha una forza dirompente, e lascia il segno." ('Il Tempo', 13 febbraio 1994)

"'A cena con il diavolo' (nell'originale Le souper) è un film da camera, un kammerspiel metastorico assai ben girato, raffinatissimo nei dialoghi e, soprattutto, magistralmente interpretato da Claude Rich, ironico, seducente, misurato Talleyrand, e da Claude Brasseur, gesticolante, acceso, insaziabile Fouchè, rispettivamente doppiati dagli eccellenti Alberto Lionello e Aroldo Tieri." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 14 febbraio 1994)

"Scorrevolmente diretto da Edouard Molinaro nel rispetto della struttura teatrale e interpretato dagli stessi attori che avevano portato nell'89 sulle scene parigine la commedia, gli ottimi Claude Rich e Claude Brasseur molto ben doppiati da Alberto Lionello e Aroldo Tieri, 'A cena col diavolo' è un film intelligente che gettando uno sguardo sul passato suggerisce maliziosi paragoni col presente." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 20 marzo 1994)
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