A Beautiful Day

A Beautiful Day. You Were Never Really Here

GRAN BRETAGNA - 2017
3,5/5
A Beautiful Day
Joe è un veterano di guerra. A casa lo aspetta solo la madre anziana a malata, con cui ha un rapporto di grande affetto e pazienza. In una New York desolata e piena di segreti, Joe fa il mercenario per chi vuole liberarsi di nemici pericolosi ma non ne ha l'abilità o il coraggio. Il suo ultimo incarico è quello di sottrarre Nina, la figlia preadolescente di un politico locale, ad un giro di prostituzione minorile: una creatura abusata e offesa che fa da specchio al passato dell'uomo. Come un giustiziere, Joe appare e scompare, spesso armato di un martello, menando fendenti e scacciando i ricordi devastanti, tanto della propria infanzia in balia di un padre sadico, quanto dei crimini di guerra compiuti dietro la giustificazione di una divisa.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: DIGITALE (1:2.39)
  • Tratto da: romanzo "Non sei mai stato qui" di Jonathan Ames (ed. Baldini & Castoldi)
  • Produzione: ROSA ATTAB, PASCAL CAUCHETEUX, JAMES WILSON, LYNNE RAMSAY PER WHY NOT PRODUCTIONS, IN ASSOCIAZIONE CON FILM4, BFI, AMAZON STUDIOS, SIXTEEN FILMS, JWFILMS
  • Distribuzione: EUROPICTURES (2018)
  • Data uscita 1 Maggio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
La performance di Joaquin Phoenix, corpulento, barbuto, sanguinario e sanguinolento. Totalizzante. Lo score elettronico e intimidatorio di Jonny Greenwood, che fa di contrappunto musicale discernimento poetico: Dio ce lo conservi. E poi, lei, la scozzese di talento Lynne Ramsay, che dopo sei anni di digiuno – ma aveva fatto di peggio – torna alla regia e ci ricorda subito chi è: una signora regista.

Dal romanzo, 2013, di Jonathan Ames, adatta liberamente e inquadra la vendetta e la ricerca di redenzione di Joe, un sicario dannatamente letale e dannatamente disturbato: abusi infantili, FBI e marine, come non essere irrimediabilmente segnato? Il suo ultimo caso lo mette sulle tracce di Nina Votto (Ekaterina Samsonov), una delle tante ragazzine che cerca di affrancare dalla schiavitù sessuale: è figlia di un senatore newyorkese e, capirà ma mano, è una bruttissima faccenda, materia di vita o morte anche per lui.

Che, tra l’altro, tiene pure famiglia: l’anziana madre, con cui si diverte a scimmiottare la scena della doccia di Psycho. Viceversa, lui non è tipo da coltello, ma da martello: se vi vien in mente Old Boy di Park Chan-wook, aggiungete anche Taxi DriverIl cattivo tenente e alla faccia del titolo You Were Never Really Here, ora A Beautiful Day,  è proprio lì che ci troviamo.

Ingredienti aggiuntivi, il marcio multiforme e pervasivo della politica e le ossessioni fantasmatiche di Joe, il quarto lungometraggio della glaswegiana Ramsay – ben fotografato da Thomas Townend – è violento, stilizzato, corporale e fesso, ma anche sballato, errabondo, mai addomesticato. Insomma, un film a testa bassa, che carica come il toro ferito Joaquin: prendere o lascare. Due premi a Cannes 2017, script e Phoenix.

NOTE

- PREMIO PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA (EX AEQUO CON "THE KILLING OF A SACRED DEER DI YORGOS LANTHIMOS) E PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE MASCHILE (JOAQUIN PHOENIX) AL 70. FESTIVAL DI CANNES (2017).
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