50 e 50

50/50

USA - 2011
3/5
50 e 50
Adam ha quasi 30 anni e un'esistenza appagante che condivide con la bella fidanzata Rachel e l'amico Kyle. Tuttavia, la scoperta di avere una rara forma di cancro cambia la sua visione della vita: frustrato e incapace di accettare la malattia, Adam sembra aver rinunciato a combattere. Il supporto di Kyle e della famiglia e l'incontro con la terapista Katherine, aiuteranno Adam a capire che la vita può ricominciare, basta non dare nulla per scontato...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2, 35 MM/D-CINEMA (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: NICOLE BROWN, EVAN GOLDBERG, BEN KARLIN, SETH ROGEN PER IWC PRODUCTIONS, MANDATE PICTURES, POINT GRAY
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2012)
  • Data uscita 2 Marzo 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Silvio Danese
Tra l'idolatria per iPhone, iPad e iPod e la batosta della crisi economica, non è la prima cosa all'attenzione della gente che la vera rivoluzione del nuovo secolo è la rivoluzione biochimica. La crisi economica, ramo pensioni, deriva anche dalle aspettative di vita, aperte agli 80 e 90 anni. Esplode la prevenzione. Si controlla l'Aids. In ospedale si entra in genere per uscirne dopo una cura adeguata. Provate a pensarci guardando la faccia di Adam, 27 anni, vita normale e normali perplessità d'orientamento, quando il medico gli diagnostica un cancro e pochi mesi di vita. Ci sono due strade che partono da questa casella, e non è detto che l'una debba portare a Sussurri e grida e l'altra a Love Story. Nel caso di Philadelphia, le due si fondono. Nel caso di Il mio angolo di paradiso ci siamo trovati di fronte a un uccellaccio fetido, un film offensivo, per i malati, per chi muore, per chi resta, e per gli spettatori di romantic comedy.
Nel difficile surplace tra dramma e commedia, quando la morte vien col sorriso amaro e sarcastico, resta ancora un buon risultato Le invasioni barbariche. Torniamo alla faccina pulita e sana di Adam, che Gordon-Levitt riesce a mantenere fino alla fine in un esterrefatto candore. “Non è possibile, non fumo, non bevo” e, non lo dice, soprattutto non è giusto, la giovinezza è amica protettrice e generosa. La depressione di Adam, lo sconcerto e la sospensione di ogni fiducia, sono il primo passo di una educazione alla coscienza della caducità che tocca con umorismo l'incapacità del mondo circostante ad accettare il nostro morire.
Circondato da personaggi standard della commedia metropolitana indie, un amico buffo che tuttavia ha profondità e sense of humour, una fidanzata che lo tradisce e una sensibile terapeuta che potrebbe innamorarsi, Adam va alla fine, in un vero, toccante, inevitabile finale. Lo sceneggiatore è stato toccato da vicenda analoga e la regia prova a ricevere lo spirito del disincanto, iniettandolo nel film per far saltare il genere.

NOTE

- WILL REISER FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

- IN CONCORSO AL 29° TORINO FILM FESTIVAL (2011).

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2012 PER: MIGLIOR FILM (COMMEDIA/MUSICAL) E ATTORE PROTAGONISTA (JOSEPH GORDON-LEVITT).

CRITICA

"'50 e 50' di Jonathan Levine fa parte della nobile categoria commedia-con-malattia. Molto difficile da realizzare come sa chi ama 'Voglia di tenerezza' (citato nel film), chi ricorda il recente 'Funny People' di Apatow o, dalle nostre parti, l'agrodolce 'Uno su due' di Cappuccio. Furbetto? Può essere (la storia d'amore tra Adam e la sua psicologa è stucchevole). Toccante? Sicuramente. Gordon-Levitt, ancora un precisino aggredito dalla vita come in '(500) giorni insieme', è fantastico. Colonna sonora pregevole. Piccolo caso in Usa per incasso e premi vinti." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 marzo 2012)

"Spiacerà a chi sul cancro ritiene ci sia poco da scherzare. E i tentativi di humor sull'argomento non li accetterebbe nemmeno da Charlie Chaplin. Figuriamoci da Jonathan Levine che tre anni fa con 'Fa la cosa sbagliata' fece veramente la cosa sbagliata." (Giorgio Carbone, 'Libero', 2 marzo 2012)

"Quando lo spaventato protagonista della commedia autobiografica '50/50' rivela di avere il cinquanta per cento delle possibilità di sopravvivere al cancro che gli è stato diagnosticato, il suo amico del cuore gli fa notare che non è poi così male: in un casinò avrebbe sempre minori possibilità di vincere qualcosa. E anche se le probabilità che una commedia sul cancro sia realmente divertente sono a sfavore, ci sono diversi buoni motivi per vedere questo film: intanto il cast e l'audacia di una sceneggiatura che Will Reiser ha scritto partendo da una sua esperienza reale. E poi si ride, soprattutto quando le persone che incontrano il protagonista si affannano a dire o a fare la cosa giusta. In ogni caso il mio giudizio sul film si aggira intorno a '60/40'. Mi aspettavo qualcosa di più. Le parti migliori sono quelle intermedie: né quelle esageratamente comiche né quelle che dovrebbero essere strappalacrime. A Hollywood Seth Rogen è il re incontrastato dello sproloquio sboccato. E molti dei suoi interventi sono molto divertenti e sorprendenti anche perché il suo personaggio è così brillante e svelto che ci si chiede dove lo porterà la sua lingua." ('Internazionale', 2 marzo 2012)

"Opera terza di Jonathan Levine, '50 e 50' è un delicato cancer movie, con una inconfessabile speranza: essere per il cancro ciò che 'Philadelphia' è stato per l'Aids. (...) Bisogna prepararsi, insomma, e questo dramedy (dramma commedia) lo fa con emozioni controllate, battute scacciapensieri, biscotti alla marijuana e un minimalismo terapeutico che scansa il minimismo anaffettivo e sconfessa il massimalismo emotivo (mèlo). In breve, '50/50' si piazza a '65/35'. (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 1 marzo 2012)
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