22 Jump Street

USA - 2014
3/5
22 Jump Street
Dopo aver finito a modo loro le scuole superiori, gli agenti Schmidt e Jenko sono passati sotto copertura in un college locale. Quando Jenko incontra uno spirito affine nella squadra di football e Schmidt si infiltra nella scena artistica bohémien, i due cominciano a mettere in discussione la loro partnership.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA
  • Tratto da: personaggi della omonima serie TV ideata da Stephen J. Cannell e Patrick Hasburgh
  • Produzione: NEAL H. MORITZ, JONAH HILL, CHANNING TATUM PER ORIGINAL FILM, CANNELL STUDIOS, IN ASSOCIAZIONE CON 33ANDOUT PRODUCTIONS, JHF PRODUCTIONS, LSTAR CAPITAL, MEDIA RIGHTS CAPITAL (MRC)
  • Distribuzione: WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA
  • Data uscita 23 Luglio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Dal liceo al college. Sa di promozione la missione affidata all’improbabile coppia Jonah Hill/Channing Tatum, piedipiatti coi cervelli piombati di 22 Jump Street. Ancora sotto copertura, per una questione di droga, riusciranno nonostante gli sforzi profusi per fallire, o forse proprio per quelli.
Promozione che raddoppia al box office, dove il sequel di 21 Jump Street ha già incassato 269 milioni di dollari, una settantina in più del precedente.
Con questo biglietto da visita la commedia demenziale diretta da Phil Lord e Christopher Miller si appresta a sbarcare in Italia (e non solo), provando a incrementare il già lauto bottino. Ciò detto, l’America si conferma terreno d’elezione del franchise, che passa in rassegna luoghi e miti della cultura studentesca USA, demolendola.
Qui abbiamo il college à la Berkeley, le sinistre confraternite, i professori tipo Attimo fuggente, il football, la palestra, lo sballo, lo spring breakers e molto altro stupidario yankee. Tutto dentro il grande frullatore di un umorismo talmente feroce e dissacratorio, così svalvolato e ottuso, da liquidare ogni preoccupazione narrativa e stilistica. O meglio, lo stile c’è, ma è una parodia anch’esso.
L’espressività catatonica di Jonah Hill e la gommosa fisicità di Channing Tatum – il primo straordinario gaffeur alla Jerry Lewis, il secondo vacuo e palestrato Zoolander – sono al servizio di un poliziesco che si autodistrugge, un buddy movie con etichetta gay friendly a caratteri cubitali, un Miami Vice dentro Una pallottola spuntata, un American Pie dentro True Lies dentro Il ribelle dentro Spring Breakers (la parodia della parodia).
Roba da blob cinematografico che questi due ragazzacci al timone – Phil Lord e Christopher Miller sono gli stessi di Piovono polpette e The LEGO Movie – trasformano in comicità pura e gioiosa, dove la citazione va messa alla gogna, lo sberleffo in ghiacciaia, il nonsense ovunque, lo sketch dilatato e gonfiato a dismisura.Risata liberatoria come in un film di Mack Sennett. Molto si perde nella infausta traduzione italiana e il resto si dimentica. Come è giusto che sia.

NOTE

- PHIL LORD, STEPHEN J. CANNELL E CHRISTOPHER MILLER FIGURANO ANCHE COME PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"Phil Lord e Christopher Miller. I registi 39enni di 'Piovono polpette', 'The Lego Movie', e dei due 'Jump Street'. Ieri '21 Jump Street'. Oggi '22 Jump Street'. Perché in una serie bisogna pur cambiare qualcosa. Così la centrale di polizia per cui lavora questa cento-milionesima strana coppia di sbirri (l'atletico Channing Tatum e il cicciotto Jonah Hill) si sposta dall'altro lato della strada... E qui siamo già nell'autoriflessione, ovvero nella capacità di prendersi in giro mentre il film procede a tutta velocità. Perché oggi non basta più fare un sequel o un remake. Bisogna fare il sequel del remake di un serial che già a suo tempo reimpastava 'Miami Vice' e decenni di cinema e tv precedenti. Il tutto senza perdere il filo, anzi facendo in modo che questo vorticare di prestiti e citazioni diventi parte del gioco. Tanto che lo spettatore è spinto in alto dalle gag e dall'azione, ma è ancorato a terra da questo sistema di rimandi. In questo l'animazione è imbattibile, e 'The Lego Movie' resta forse il capolavoro di Lord e Miller. Ma la cosa davvero sbalorditiva è la capacità di giocare con la stessa libertà e inventiva usando attori e scene dal vero. Vedere per credere Hill e Tatum infiltrarsi al college in cerca di uno spacciatore come se fossero ragazzini. Per scoprire, orrore, che in dieci anni le mode, i gerghi, i codici giovanili sono cambiati in modo totale. E non sempre a loro sfavore, tanto che contro ogni attesa sarà il cicciotto a rimorchiare una bellissima studentessa (senza immaginare che...), mentre il bel Tatum si invischia in un'esilarante amicizia virile a un passo dalla gayezza con un biondo rugbysta che forse la sa lunga sullo spaccio... Di più non si può dire anche perché dialoghi e gag sono a prova di descrizione, ma su questi due bisnipoti di Stanlio e Olio, Starsky e Hutch, Gibson e Glover ('Arma letale') e mille altri buddy movies a tratti passa addirittura come un soffio l'ombra dei 'Blues Brothers'. E scusate se è poco." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 luglio 2014)

"Spiacerà a chi ha gradito, e parecchio il primo episodio, sempre con Hill e Tatum. I fans non debbono essere pochi dal momento che il numero uno ha fatto grossi insperati incassi e ha proiettato Tatum tra i cinque più pagati di Hollywood (nel mucchio non mancano i nostalgici che impazzirono da bambini perla serie tv con Johnny Depp)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 luglio 2014)

"Un filmino per teenager dal popcorn facile, secondo e, ahinoi, non ultimo episodio supertrash di una goliardica serie, che avanza tra vomitate, party sulla spiaggia, cazzotti alla Bud Spencer e improbabili acrobazie su elicotteri in volo." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 luglio 2014)
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