2 Fast 2 Furious

USA, GERMANIA - 2003
2 Fast 2 Furious
L'ex poliziotto Brian O'Conner recluta il suo vecchio amico d'infanzia Roman Pierce per collaborare al trasporto di una partita di denaro 'sporco' per conto del boss malavitoso Carter Verone, che come attività di copertura gestisce una ditta di import-export in Florida. Ma il nuovo lavoro di Brian, in realtà, è una copertura: Brian agisce per l'FBI accanto all'agente Monica Clemente, che si è infiltrata nell'organizzazione per tentare di smantellarla.
  • Altri titoli:
    The Fast and the Furious 2
    2 fast 2 furious. A todo gas 2
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Specifiche tecniche: MOVIECAM COMPACT, VISTAVISION (EFFETTI SPECIALI)/SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: personaggi creati da Gary Scott Thompson
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES, NEAL H. MORITZ PRODUCTIONS, ORIGINAL FILM, MIKONA PRODUCTIONS GMBH & CO. KG
  • Distribuzione: UIP - DVD E BLU-RAY: UNIVERSAL HOME VIDEO (2009); UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2011)
  • Data uscita 20 Giugno 2003

TRAILER

CRITICA

"Tornano le macchine fiammeggianti, le corse spericolate e le belle donne. Torna tutto in '2 Fast 2 Furious' tranne Vin Diesel, la star del primo episodio. Eppure il regista John Singleton ha stile e anche se non è più quello del suo lontano esordio ('Boyz'n the Hood', 1991), sposa bene testosterone e humour. La coppia di protagonisti black & white funziona. Successo di pubblico. Singleton diventa il regista nero che ha incassato di più in Usa. Tornerà il black power. Ma più come fenomeno commerciale che politico". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 giugno 2003)

"Non più il regista Rob Cohen ma John Singleton, 35 anni, nero, autore di 'Boyz'n the Hood' e de 'L'università dell'odio', impegnato qui in una direzione distratta, poco inventiva, alimentare. Non più la coppia Paul Walker/Vin Diesel, ma la coppia bianco/nero Paul Walker/Tyrese, modello e cantante di rythm'n blues. Non più Los Angeles, ma Miami. (...) Poi c'è il resto, ovviamente: la notte, i fragori delle auto e la loro mitizzazione, il rischio costante sfidato con rabbiosa allegria, gli ammiratori fanatici, le ragazze bellissime, le sfide, i vistosi premi in dollari, i tradimenti, gli infiniti luoghi comuni affastellati in un film vincente che nel suo primo week-end di programmazione negli Stati Uniti ha incassato 50 milioni di dollari. E su tutto le automobili: per chi ne ama la guida e il rombo, '2 Fast 2 Furious' è il film ideale". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 22 giugno 2003)

"I recidivi si accomodino, consapevoli che '2 Fast 2 Furious' non è che un voluminoso catalogo di luoghi comuni, dove i frammenti di storia servono solo a cucire al filo bianco una carambola con l'altra. Al confronto col secondo episodio, nella memoria Diesel diventa quasi un fine umorista; tanto il film è indigente per situazioni e battute di dialogo. Spiace un po' trovare alla regia il dotato John Singleton ('Boyz'n the Hood'); ma di una cosa bisogna dargli atto. Rinunciando a ogni ambizione impossibile, il regista si è concentrato sull'unico interesse del film - le corse - e ha costruito una serie di pezzi di bravura piuttosto impressionanti. Anche se, ormai, visti mille volte". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 luglio 2003)

"Persa la ruvidità 'coatta' dell'originale con l'ambientazione spostata da Los Angeles a Miami Beach e con il forfait del neo-divo Vin Diesel, 'Fast Furious 2x2' appare in realtà disinvolto, buffonesco nei suoi vivaci colori multietnici, sostanzialmente innocuo. Quasi come lo era negli anni '70 l''Altrimenti ci arrabbiamo' del duo Bud Spencer-Trence Hill. Anzi, il comportamento della loro Dune-Buggy, all'epoca, poteva anche apparire più trasgressivo delle accelerazioni ora impresse da Paul Walker e Tyrese a due cromatissimi modelli speciali: una Nissan e una Mitsubishi. Semmai qui è la carrozzeria delle ragazze-speedy a far sensazione. Non certamente la storia, che rispetto al primo film si ripete: di nuovo poliziotti infiltrati nelle alte sfere del crimine grazie alla terra di mezzo delle corse fuorilegge, di nuovo un'amicizia virile in competizione con un flirt 'caliente'. E qui entrano in circuito due aspiranti sex-symbol di belle speranze: Tyrese, ex modello e recente rivelazione della black music, ed Eva Mendes la risposta cubana a Jennifer Lopez. Difficile, a questo punto, leggere in filigrana qualche implicazione sociale, sebbene il nome del regista, John Sigleton, rimandi alle istanze afroamericane di 'Boyz 'N the Wood', spaccato sul ghetto delle gang giovanili di Los Angeles". (Alfredo Boccioletti, 'Il Resto del Carlino', 22 giugno 2003)
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