Mickey Rooney (Ninian Joseph Yule Jr.)

Noto anche come: Mickey McGuire, Mickey McBan, Mickey Yule

BROOKLYN, New York, (USA), 23 settembre 1920
LOS ANGELES, California (USA), 6 aprile 2014
 

BIOGRAFIA

Mickey Rooney
Attore, regista, produttore, sceneggiatore e compositore. Figlio d'arte, ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo a poco più di un anno accanto ai genitori Joe Yule e Nell Carter, attori di vaudeville che si separano quando lui ha solo 3 anni. Dopo la separazione, si trasferisce con la madre in California e ad appena sei anni appare per la prima volta sul grande schermo in "Not to Be Trusted" (1926, di Tom Buckingham) e "Il mio cuore aveva ragione" (1927, di Alfred Santell). Nello stesso periodo, cambia nome in Mickey McGuire (dal personaggio di una nota serie di fumetti di F. Fox) e inizia a interpretare la celebre serie di cortometraggi (una cinquantina, dal 1927 al 1934) oltre a piccoli ruoli in vari film. Dopo che la Fox gli vieta di usare il nuovo nome per altre produzioni, assume definitivamente il nome d'arte Mickey Rooney. Nel 1934 firma il contratto con la Metro Goldwyn Mayer (cui resterà legato per 14 anni) e ottiene il primo ruolo importante - quello del giovane Clark Gable/Blackie in "Manhattan Melodrama" cui seguono quello di Puck in "Sogno di una notte di mezza estate" (1935, di Max Reinhardt e William Dieterle) oltre a una serie di ragazzi simpatici e indisciplinati, sempre in cerca di guai, accanto ad attori-bambini di maggiore fama come Freddy Bartholomew, con cui recita anche in "Lord Fauntleroy" (1936, di John Cromwell), "Simpatica canaglia" (1936, di W.S. Van Dyke) e "Capitani coraggiosi (1937, di Victor Fleming). Nel 1937 raggiunge il successo con "Un affare di famiglia" (1937, George B. Seitz) in cui viene introdotto per la prima volta il personaggio dell'adolescente impertinente dal cuore d'oro Andy Hardy, una tipica rappresentazione del teenager americano che spinge i produttori a realizzare una ventina di film sulle sue avventure che hanno contribuito a rendere l'attore una stella in vetta al box office. E' in questo periodo che inizia anche il sodalizio con Judy Garland; i due stringono un forte legame affettivo oltre che lavorativo e insieme sono interpreti di una serie di commedie e musical (in cui Rooney dimostranotevoli attitudini per il canto e la danza) tra i più importanti del periodo: "Thoroughbreds Don't Cry" (1937, di Alfred E. Green), "L'amore trova Andy Hardy" (1938, di G.B. Seitz), "Ragazzi attori" (1939, di Busby Berkeley, con cui l'attore riceve la sua prima nomination all'Oscar), "Musica indiavolata" (1940, di B. Berkeley), "Andy Hardy incontra la debuttante" (1940, di G.B. Seitz), "I ragazzi di Broadway" (1941, di B. Berkeley), "La vita comincia per Andy Hardy" (1941, G.B. Seitz), "La parata delle stelle" (1943, di George Sidney), "Girl Crazy" (1943, di Norman Taurog e B. Berkeley), "Parole e musica" (1948, di N. Taurog). Tante sono anche le sue apparizioni sul grande schermo insieme a Spencer Tracy; oltre al già citato "Capitani coraggiosi", si ricordano "Riffraff" (1936, J. Walter Ruben), "La città dei ragazzi (1938), "Tom Edison giovane (1940), "Gli uomini della città dei ragazzi" (1941) - tutti sempre per la regia Taurog -, "Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo" (1963, di Stanley Kramer). Buone sono anche le sue prove in film di maggiore spessore e realismo: "Huckleberry Finn (1939, di Richard Thorpe), "La commedia umana" (1943, che gli vale la sua seconda candidatura all'Oscar) e "Gran premio" (1944, accanto a una giovanissima Elizabeth Taylor) diretti da Clarence Brown. Fino alla seconda metà degli anni Quaranta è uno degli attori dal cachet più alto ma, prigioniero di un'immagine in cui personaggio e interprete tendevano a confondersi, dopo aver prestato servizio nella Seconda Guerra Mondiale - si guadagna una medaglia Bronze Star per l'intrattenimento delle truppe nelle zone di guerra - il suo grande successo comincia ad affievolirsi e con "Carambola d'amore (1946, di Willis Goldbeck) la serie dedicata a Andy Hardy si conclude (riprenderà il personaggio in una serie radiofonica tra il 1949 e il 1950). Chiamato a recitare per lo più in parti secondarie, riesce comunque a far emergere il suo talento come attore drammatico, in ruoli spesso difficili e sgradevoli, con film come "Lo spaccone vagabondo" (1950, di Tay Garnett), "Il terrore corre sull'autostrada" (1954, di Richard Quine), "I ponti di Toko-Ri" (1954, di Mark Robson), "La soglia dell'inferno" (1956, di Lewis R. Foster) per cui riceve la terza nomination all'Oscar, "Faccia d'angelo (1957, di Don Siegel) in cui interpreta un memorabile killer psicopatico, "Le otto celle della morte" (1959, di Howard Koch), è lo scorbutico vicino di casa giapponese Yunioshi in "Colazione da Tiffany" (1961, di Blake Edwards), "Una faccia piena di pugni" (1962, di Ralph Nelson), "Black stallion" (1979, di Carroll Ballard) con cui riceve l'ultima candidatura all'Oscar. Sebbene sia stato più volte candidato agli Academy Award, nella sua carriera ha ottenuto la statuetta solo due volte: nel 1939 l'Oscar giovanile - condiviso con Deanna Durbin, per il "significativo contributo nel portare sullo schermo lo spirito e la personificazione della gioventù americana" - e quello alla carriera nel 1983. Tenta inoltre la strada della produzione cinematografica fondando senza successo, nel 1954, la Mickey Rooney Productions. A partire dagli anni Cinquanta inizia a cimentarsi anche con la televisione, raccogliendo notevoli consensi con "The Mickey Rooney show" (1954-55), "Mickey" (1964), "Un ragazzo come noi" (1982) e vincendo il Golden Globe come miglior attore per la sua interpretazione di un uomo con handicap mentale nel film TV "Bill" (1981). Nel 1979 debutta a Broadway con un nostalgico omaggio al burlesque, "Sugar Babies", che gli vale anche una candidatura ai Tony Awards e che vanta migliaia di repliche. Tra le altre produzioni teatrali degne di nota c'è un adattamento del "Mago di Oz" presentato nel 1998 al Madison Square Garden. Attivo fino alla fine, non si è mai ritirato dallo showbusiness e la sua è la più lunga carriera a Hollywood. In nove decenni ha recitato in oltre duecento film e negli ultimi anni è apparso in "Una notte al museo" (2006, di Shawn Levy), "I Muppet" (2011, di James Bobin) e "Una notte al museo 3" (2014, sempre di Levy). Si è spento all'età di 93 anni nella casa di Studio City. Vera forza della natura e del cinema, è famoso anche per il numero dei suoi matrimoni, ben otto, tra cui il primo con Ava Gardner.

FILMOGRAFIA

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