Vi presento Cinema

"L'eccellenza del cinema d'autore", dice Valerio De Paolis del suo listino. Da Toni Erdmann ai nuovi Haneke e Kaurismaki, con gli italiani L'intrusa e Cuori puri
Vi presento Cinema
Vi presento Toni Erdmann

Premiata come miglior convention alle recenti Giornate di Sorrento, quella di Cinema di Valerio De Paolis è una proposta che, come di consueto, punta sui grandi film d’autore: “Crediamo di poter dire che nel nostro listino si trovi l’eccellenza del cinema d’autore”, ha detto De Paolis durante un incontro con la stampa a Roma, rivelando tra le altre cose l’apertura al cinema italiano, con due titoli, L’intrusa di Leonardo Di Costanzo e Cuori puri di Roberto De Paolis (figlio di Valerio, con il suo film d’esordio), entrambi in attesa di risposta per essere ospitati al prossimo Festival di Cannes. Dove saranno sicuramente Happy End e Formidabile, i nuovi lavori di Michael Haneke e Michel Hazanavicius, due tra i titoli di punta del listino Cinema.

Dopo l’uscita natalizia di Paterson, il film di Jim Jarmusch che ha fatto il giro del mondo in tutti i maggiori festival, spicca tra i titoli di prossima uscita la commedia tedesca Vi presento Toni Erdmann di Maren Ade, recentemente premiata con cinque EFA (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior  Sceneggiatura, Miglior Attore, Miglior Attrice), in uscita il 23 febbraio.

A marzo CINEMA porterà poi in sala Loving di Jeff Nichols con Ruth Negga e Joel Edgerton, entrambi in odore di Oscar: la storia d’amore che ha cambiato il mondo, affermando l’amore nel suo significato universale e la libertà di amare chi si desidera senza vincoli di sesso, razza, religione. Il film racconta la storia vera della coppia dei Loving, divenuti celebri nell’America degli anni ’50.

Nei mesi successivi ci saranno poi La fine di un impero di Gurinder Chadha (la regista di Sognando Beckham), un’opera di ambientazioni, costumi e fotografia da grande film inglese, con Hugh Bonneville (Downton Abbey) e Gillian Anderson (X-Files), che racconta i tumultuosi anni della fine dell’impero britannico in India; Un appuntamento per la sposa dell’israeliana Rama Burshtein, una wedding commedy dolce-amara in cui la protagonista – una giovane ebrea ortodossa, romantica e anticonformista – anche se lo sposo ha cambiato idea non intende annullare la cerimonia nuziale, sa che Dio le manderà un nuovo sposo…

Un altro regista di culto nel listino Cinema è Aki Kaurismaki che torna, dopo Miracolo a Le Havre, con The Other Side Of Hope (sarà in concorso a Berlino), un racconto poetico e stralunato che vede incrociarsi le strade di un rifugiato siriano e di un venditore con l’hobby del gioco d’azzardo. Più giovane, ma già affermato (Orso d’Argento all’ultima Berlinale) è il polacco Tomasz Wasilewsky con il suo Quattro donne e il desiderio (United States Of Love), ambientato in Polonia dopo la caduta del Muro di Berlino, dove una ventata di libertà sociale investe la vita di quattro donne sentimentalmente insoddisfatte ma alla ricerca della felicità.

Un cast di primo livello, composto da Nicole Kidman, Elle Fanning e Ruth Wilson, dà vita invece a How to Talk to Girls at Parties: diretto da John Cameron Mitchell (Hedwig, Shortbus, Rabbit Hole), e tratto da un racconto dell’acclamato autore di Coraline Neil Gaiman, racconta una storia d’amore tra adolescenti nell’insolita cornice della Londra degli anni Settanta, tra ragazzi punk e femminili presenze aliene.
Il già citato Michel Hazanavicius (regista del film Premio Oscar The Artist), dirige Louis Garrel, Stacy Martin e Bérénice Bejo in Formidabile, ritratto affettuoso e ironico di una delle figure più importanti del cinema francese e mondiale, quella di Jean-Luc Godard, vista attraverso gli occhi dell’allora giovanissima moglie Anne Wiazemsky.

Una lunga serie di film preziosi, a cui si aggiunge come detto anche Happy End, l’ultimo lavoro del pluripremiato regista Michael Haneke con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Mathieu Kassovitz: storia di una grande famiglia altoborghese che ha ormai perso i suoi valori, specchio di una società votata alla falsità e all’egoismo.

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