Tertio Millennio, al via il concorso

Seconda giornata della XXI edizione del Festival. In cartellone Juggernaut, La Part Sauvage, One Thousand Ropes e Choeurs en Exil: quest'ultimo preceduto dal concerto "Canti dall'Armenia" in Filmoteca Vaticana
Tertio Millennio, al via il concorso

Si apre all’insegna del concorso, grande novità dell’edizione 2017, la seconda giornata del XXI Tertio Millennio Film Fest. In cartellone, mercoledì 13 dicembre, i primi quattro titoli in gara per il “Premio Tertio Millennio – Un film per il dialogo interreligioso”: “Juggernaut” di Daniel DiMarco (ore 16.00 al Cinema Trevi, Vicolo del Puttarello 25), “La Part Sauvage” di Guérin van de Vorst (ore 18.30 al Cinema Trevi), “One Thousand Ropes” di Tusi Tamasese (ore 20.30 al Cinema Trevi) e “Choeurs en Exil” di Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro (ore 17.30 in Filmoteca Vaticana, Palazzo San Carlo, Città del Vaticano). Quest’ultima anteprima sarà preceduta dal concerto “Canti dall’Armenia” di Aram Kerovpyan e Virginia Pattie Kerovpyan.

Sono in tutto 9 i titoli tra i quali una giura interreligiosa presieduta da Mons. Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e composta da Tiago Branchini, Delegato italiano dell’Associazione Internazionale Protestante Cinema INTERFILM, Sira Fatucci, Delegato per Il Pitigliani – Centro Ebraico Italiano, Zanolo Yahya Abd al-Ahad, Delegato della Comunità Religiosa Islamica Italiana CO.RE.IS, dovrà selezionare il vincitore del prestigioso riconoscimento. La cerimonia di consegna, condotta da Francesca Fialdini, si terrà sabato 16 dicembre alle ore 17.30 alla Filmoteca Vaticana e sarà preceduta dal monologo teatrale “Fare un’anima” scritto e interpretato da Giacomo Poretti.

Dedicato quest’anno al tema “È tempo di migrare. Memoria, identità, relazioni”, il XXI Tertio Millennio Film Fest è organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS), presieduta da Mons. Davide Milani, con il patrocinio della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, del Pontificio Consiglio della Cultura, dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali CEI, della Direzione Generale Cinema MiBACT e dell’Assessorato alla Crescita Culturale del Comune di Roma e si propone come luogo di dialogo interreligioso e interculturale tra le comunità cattolica, protestante, ebraica e islamica.

 

Programma di mercoledì 13 dicembre 2017

Ore 16.00 CINEMA TREVI

CONCORSO – JUGGERNAUT (2017, Canada – Drammatico – 115’)

di Daniel DiMarco

con Jack Kesy, Amanda Crew, David Cubitt

Dopo aver ricevuto la notizia che sua madre si è tolta la vita, Saxon Gamble decide di tornare a casa, irrazionalmente convinto che in realtà non si tratti di un suicidio. Saxon è un uomo violento e vuole mettere in atto una vendetta che sconvolgerà la tranquillità della sua cittadina natale. La sua missione, infatti, risveglia l’antica rivalità con il fratello Dean. Una faida fratricida che sfocia in una sanguinosa rotta di collisione in cui resta intrappolato anche il padre dei due, Leonard, ora Ministro di Dio. Il ritorno di Saxon suscita in lui una profonda crisi di coscienza, mentre i suoi figli si battono per conquistare la sua approvazione e il suo affetto. Juggernaut è una storia di vendetta, di ossessione e di rivalità tra fratelli. Un’esplorazione nei luoghi più oscuri della disfunzione familiare.

Dal Canada un’opera prima che lavora dentro il perimetro del revenge movie con uno stile e una scrittura (nei personaggi più che nella storia) decisamente sopra la media. Tra fratelli coltelli, madri suicide e padri “in missione per conto di Dio” la temperatura morale e sentimentale non è delle migliori e anche il paesaggio, pur nella sua panoramica bellezza formato western, rivela oscuri presagi.

Ore 17.30       FILMOTECA VATICANA

CANTI DALL’ARMENIA (ingresso su invito)

Concerto di Aram Kerovpyan e Virginia Pattie Kerovpyan

a seguire:

CONCORSO – CHOEURS EN EXIL (2015, Francia/Polonia/Belgio – Documentario – 77’)

di Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro

Incontro con i registi

Per tramandare un’antichissima tradizione di canto che rischia di scomparire, Aram e Virginia Kerovpyan, una coppia di Armeni della diaspora, conducono un gruppo di attori europei del Grotowski Institute di Wroclaw in un viaggio in Anatolia, sui luoghi dove quest’arte è fiorita in passato. Durante il viaggio, le domande degli attori fanno riemergere la ricchezza di questa cultura: il canto e la recitazione diventano lingua di creazione e di condivisione, soffio di vita.

Raccontare il genocidio armeno con il canto: Choeurs en exil (Cori in esilio) mostra che è possibile ricordare, curare e superare i traumi della storia attraverso un’esperienza estetica totale.

Il film è un viaggio iniziatico sulle tracce di una tradizione culturale che rischia di scomparire. Con pudore, con canti, con parole e nel silenzio dei corpi che abitano resti di chiese e campi di villaggi fantasmi, questo documentario offre uno sguardo pieno di speranza: il canto può nuovamente salire verso il cielo, far risuonare lo spazio, ridare al tempo umano senso e bellezza. «I registi ritrovano il Paradiso perduto degli Armeni e fanno del loro film solare e ombroso un Tempo ritrovato.» (Grégoire Jakhian, Presidente dell’Assemblea dei rappresentanti della comunità armena del Belgio). Vincitore del Prix Farel 2016.

ORE 18.30      CINEMA TREVI

CONCORSOLA PART SAUVAGE (2017, Belgio – Drammatico – 80’)

di Guérin van de Vorst

con Vincent Rottiers, Sébastien Houbani, Johan Libéreau

Uscito di prigione dopo aver scontato una pena di 3 anni, Ben vuole riunirsi con suo figlio e trovare il proprio posto nella società. Tra lavoretti e piccoli crimini, amicizie sincere e tentazioni fondamentaliste, Ben combatterà per resistere all’odio e conquistare la propria dignità di uomo libero.

Finalmente il cinema europeo inizia a guardare dentro gli armadi del Vecchio Continente, agli scheletri del radicalismo islamista ‘di origine’ locale. Quest’opera prima belga sceglie un approccio frontale – il processo di conversione di un reietto qualunque (giustamente biondo con gli occhi chiari, per togliere ogni dubbio sulla porosità del sistema di fronte alle sirene del califfato) – e dichiaratamente esemplare (d’altra parte, assolutamente credibile a leggere le biografie di questi tagliagole in erba) che ha il coraggio di guardare uno dei temi tabù della società europea finalmente negli occhi. Con una tensione psicologica e una compattezza narrativa sorprendenti in un esordio.

ORE 20.30      CINEMA TREVI

CONCORSO – ONE THOUSAND ROPES (2017, Nuova Zelanda – Drammatico – 98’)

di Tusi Tamasese

con Frankie Adams, Uelese Petaia, Sima Urale

È la storia di un padre deciso a recuperare il rapporto con la più piccola dei suoi figli e al contempo mettere a riposo i fantasmi che li perseguitano. Quando la ragazza torna a casa ferita e incinta, il padre è chiamato a resistere contro la tentazione e l’incoraggiamento da parte degli altri uomini che lo circondano di andare in cerca di vendetta nell’unico modo che conosce, mosso anche dal desiderio di costruire una nuova famiglia e di avere finalmente la compagnia che tanto è mancata nella sua vita. Un film profondamente commovente che racconta di legami, redenzione e di un nuovo inizio.

Legami familiari, desiderio di riconciliazione, nascita e rinascita. Ma anche la violenza che ha costretto un uomo a isolarsi lontano dalla sua famiglia. Questi sono gli elementi cardine del secondo lungometraggio del regista neozelandese Tusi Tamasese. Sentimenti raccontati attraverso immagini evocative ed emozionanti, a tratti persino sconvolgenti. La pratica ostetrica tradizionale, diventa qui simbolo di un rinnovamento, di un percorso spirituale che coinvolge un padre, una figlia, una comunità, quella del popolo Samoano. Una storia geograficamente lontana dalla nostra Europa, i cui elementi, però, sono comuni a storie a noi ben più vicine, riscontrabili nelle opere dei fratelli Dardenne o di Micheael Haneke. Un cinema del reale, profondamente spirituale, sul potere del cambiamento.

 

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