Un americano a Roma

ITALIA - 1954
Nando Moriconi è un giovanotto di Trastevere così infatuato dell'America e degli americani che trasferirsi negli Stati Uniti è ormai la sua suprema aspirazione, la sua idea fissa. Intanto, per appagare come può la sua mania, cerca d'imitare gli usi e gli atteggiamenti americani, ripetendo frasi sentite nei film: si rende così supremamente ridicolo, mettendosi spesso nei guai. Durante l'occupazione tedesca le sue stravaganze hanno provocato il suo internamento in un campo di lavoro e persino una condanna a morte; e non sono stati più fortunati i primi contatti con gli americani, che l'avevano scambiato per un sabotatore. In un club di soldati americani Nando conosce una giovane pittrice di New York, che lo invita a casa sua, volendo ritrarlo nel costume di un romano antico. Nando crede che lei sia innamorata di lui; ma l'equivoco viene chiarito ben presto e gli frutta alcuni sonori pugni. Un giorno, suggestionato da un film americano, Nando sale sulla più alta parete del Colosseo e dichiara che si lancerà nel vuoto se non gli promettono di mandarlo in America. Un funzionario dell'ambasciata americana gli fa questa promessa: ma poi, avendo riconosciuto in lui l'incosciente che con false indicazioni ha fatto finire in un fosso lui e la sua macchina, gli somministra una severa lezione.

CAST

CRITICA

"In 'Un americano a Roma' lo sforzo prodotto per costringere il personaggio ad alimentare da solo un intero spettacolo si denuncia presto e innanzi tutto nello scenario, che manca di unitarietà ed ha nette soluzioni di continuità a scadenze fisse, risultando una collana di comiche legate tra loro dalla costante 'amerecano' (...). Ma non abbiamo difficoltà a riconoscere che le intenzioni erano più ambiziose. Il film (...) passa in rassegna gli ultimi quindici anni, dalla guerra a oggi, infilando uno dopo l'altro tutti i motivi di americanesimo sviluppatisi nel costume italiano (...). La recitazione di Sordi è sovrabbondante". (Anonimo 'Cinema Nuovo', 53, 25 febbraio 1955)
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