Mistero a Crooked House

Crooked House

GRAN BRETAGNA - 2017
inghilterra, fine ammi Cinquanta. Quando il ricco patriarca greco Aristides Leonides muore in circostanze misteriose, la nipote Sophia chiede all'investigatore privato Charles Hayward, suo ex amante, di stabilirsi nella tenuta di famiglia per indagare sulla vicenda. Una volta lì, Charles fa la conoscenza delle tre generazioni della dinastia Leonides trovando un'atmosfera velenosa, piena di risentimenti e gelosie. Tra i tanti moventi, indizi e sospetti, riuscirà a trovare l'assassino prima che colpisca di nuovo?

CAST

CRITICA

"Giallo classico (...) è vintage nella forma e nella sostanza; garante della scrittura 50 è l'esperto in suspense Gilles Paquet-Brenner, ma il vero autore è Julian Fellowes, creatore dell'impagabile 'Downton Abbey', che porta come credenziali l'Oscar per 'Gosford Park'. Quindi tutto a posto e niente in ordine: perfidi segreti e grovigli di vipere con l'aiuto di un cast ben pettinato e truccato, anche nei sentimenti. Spiccano Glenn Close e Terence Stamp, tutti sospetti del detective Max Irons al posto di Poirot o miss Marple." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 novembre 2017)

"(... ) un mystery-murder diligente ma non memorabile, dove il solo grande assente è il senso dello humour." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 2 novembre 2017)

"Lo considerava il suo capolavoro, ma 'Crooked House' (...) non ha mai avuto il successo che meritava. Oggi Agatha Christie, forse, sarebbe felice di vederne una buona trasposizione per il cinema (...). Uscito dunque nel 1949, il romanzo è diventato un mistery giallo-noir fra il classico e il sofisticato, intriso di star ben dirette, e a priori bene sceneggiate da Julian Fellowes (...). Fra un tè e uno whisky da camino, implodono coscienze ed esplodono segreti che rimandano all'Impero britannico in disgrazia, con una Londra post war fra il tradizionale e le avanguardie rock." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 2 novembre 2017)

"Il francese Gilles Paquet-Brenner dirige un cast niente male per il più classico dei gialli tratti dalla bibliografia di Agatha Christie, con un pizzico in più di nichilismo giovanile e perversione sessuale rispetto ai toni più morigerati della grande scrittrice inglese. Stupenda la scenografia di Simon Bowles, capace di ricreare un ambiente liberty ricco di passaggi segreti e corridoi misteriosi. Mancano i classici segugi letterari Hercule Poirot o Miss Marple (il giovane Hayward è una figura di virile detective ex spia ispirato all'Humphrey Bogart di 'Casablanca'). Svetta su tutti i bravi attori della pellicola la splendida settantenne Glenn Close nei panni della matrona Lady Edith de Havilland, pronta alla battuta salace così come a sparare alle talpe della tenuta." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 novembre 2017)

"Piacerà a una schiera di spettatori più folta di quella che di solito si mette davanti a uno schermo per vedere una trasposizione di Agatha Christie. (...) 'Mistero a Crooked House' ha (...) un'evidente marcia in più della media di Agatha. E siccome il regista Gilles Paquet-Brenner è solo un buon artigiano (i suoi titoli sono La chiave di Sara, Dark Places e non sono riferimenti esaltanti) la decisa riuscita di 'Crooked' sarei propenso ad attribuirla a Julian Fellowes. Fellowes è quello di 'Gosford Park'. Quando si tratta di descrivere i privilegiati inglesi d'antan nessuno è meglio di lui. I produttori inglesi l'hanno capito e dopo averlo tenuto in sottordine per anni (anche come attore) ricorrono a lui ogni volta che la paura sullo schermo deve bussare alla porta di qualche ex allievo di Cambridge. Con il Fellowes treatment i personaggi assumono un colore, uno spessore che i libri della Christie non si sognano. Per Agatha si sa sono solo statuine, scompagnate inopinatamente da un delitto in attesa che il solito Poirot le rimetta al posto giusto. Qui abbiamo un convincente nido di serpenti, ognuno dei quali potrebbe suggerire un film a parte (chissà perché Agatha non ha mai pensato a un libro sul personaggio della spettacolosa Glenn Close, indubbiamente l'apparizione più viva nel mazzo dei possibili omicidi?)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 2 novembre 2017)

"Dalle parole e immagini cinetv di Poirot e Marple che abbiamo in testa qui si cerca di estrarne un'efficace pozione stilizzata da relax, per dimenticarci perfino che l'intrigo di famiglia è di casa (nostra). E un 'giallo' che sa delle stoffe dei costumi retrò indossati dal cast, controllato nei particolari (brilla l'inossidabile Close)." ('Nazione-Carlino-Giorno', 2 novembre 2017)
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