Loveless

Nelyubov

RUSSIA, FRANCIA, BELGIO, GERMANIA - 2017
Boris e Zhenya stanno divorziando e litigano in continuazione, schiavi delle visite al loro appartamento messo in vendita. Entrambi stanno già pensando al futuro: Boris ha una relazione con una giovane donna che aspetta un bambino da lui e Zhenya sta uscendo con un uomo ricco che sembra pronto a sposarla. Nessuno dei due, però, sembra avere alcun interesse per il futuro di Alyosha, il loro figlio di 12 anni. Fino a quando quest'ultimo scompare...

CAST

NOTE

- PREMIO DELLA GIURIA AL 70. FESTIVAL DI CANNES (2017).

- PREMIO EFA 2017 PER FOTOGRAFIA E MUSICHE ORIGINALI.

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2018 COME MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA.

CRITICA

"(...) il film sprofonda sempre più in un'angoscia senza soluzioni, tra boschi deserti, casermoni anonimi e vecchi edifici brezneviani in rovina, eloquente ritratto di una Russia senza futuro, dove le generazioni giovani sono 'sparite' e quelle adulte sono schiave del loro egoismo. Che Zvjagincev filma con una distanza glaciale e disperata." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 19 maggio 2017)

"Un vero e proprio pugno nello stomaco è arrivato con 'Loveless' del russo Andrey Zvjaginsev che già tre anni fa aveva lasciato un segno profondo con il magnifico 'Leviathan' (...) il regista prosegue la sua lucida e spietata analisi di una società disumana, incapace di provare amore, pietà, compassione e pronta a sacrificare i più deboli, come il piccolo Aleksey, totalmente ignorato dai genitori in procinto di divorziare. (...) Ambientato in una Mosca tetra, grigia e nebbiosa, il film fotografa senza sconti la corruzione del moderno tessuto sociale e della famiglia in Russia mostrando come la mancanza di amore sia un cancro capace di distruggere la vita di tutti i personaggi. Dietro l'apparenza di un thriller, 'Loveless' è dunque la cronaca di una catastrofe spirituale dalle conseguenze imprevedibili. Il film si sofferma a osservare il crollo di un nucleo, quello familiare, dove l'amore dovrebbe essere di casa, ma è invece cancellato dalla brama di agio, status, libertà individuale (soprattutto dalle proprie responsabilità), sesso e soldi. E quello che inizia come il racconto di una crisi coniugale diventa l'angosciante affresco del fallimento di una società dove neppure la tenerezza di una madre per il figlio trova terreno fertile." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 19 maggio 2017)

"Zvyagintsev (...) negli anni ha imparato a mettere il proprio estetismo al servizio di una visione più controllata, e dirige con grande sapienza: piani-sequenza implacabili, una fotografia espressiva che si ferma a un passo dalla ricercatezza, set di grande forza. Il film tiene alta una tensione angosciante e la visione del mondo che esprime è nerissima, perfino un po' nichilista (...). A non renderlo gratuito è anche (come nel precedente 'Leviathan') l'esplicito intento di metafora, più morale che politica, dell'assenza di speranze nella Russia di Putin." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 19 maggio 2017)

"Benvenuti nell'inferno di 'Loveless' (Senza amore), diretto dal grande Andrey Zvyagintsev di 'Il ritorno' e di 'Leviathan', un nipotino di Bergman e di Antonioni che ci prende alla gola dalle prime scene e non ci lascia più. Passando ai raggi X la tragedia di una coppia per alludere alla catastrofe di un impero. La Russia di Putin, che peraltro qui somiglia come un doppio diabolico agli Usa più opulenti e svuotati. (...) Un film dalla drammaturgia implacabile, popolato di attori grandiosi e personaggi meschini, in cui tutto è metafora e insieme spietato referto di un corpo in decomposizione." (Fabio Ferzetti, 'Il Fatto Quotidiano, 19 maggio 2017)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy