Il diritto di contare

Hidden Figures

USA - 2017
L'incredibile storia, mai raccontata, di Katherine G. Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afro-americane che hanno lavorato alla NASA e che hanno collaborato a una delle più grandi operazioni della storia: il lancio in orbita dell'astronauta John Glenn, un risultato sorprendente che ha riportato fiducia alla nazione statunitense e ha segnato una svolta nella corsa verso la conquista dello spazio, galvanizzando il mondo intero. Un trio visionario che ha attraversato tutte le barriere di genere e razza ispirando le future generazioni a sognare in grande.

CAST

NOTE

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2017 PER: MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (OCTAVIA SPENCER) E COLONNA SONORA.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2017 PER: MIGLIOR FILM, ATTRICE NON PROTAGONISTA(OCTAVIA SPENCER) E SCENEGGIATURA NON ORIGINALE.

CRITICA

"Film tradizionale, didascalico, interessante perché apre una pagina di storia non nota, il film anche se pare ogni tanto un déjà vu (...) nella lotta al razzismo, vale nel racconto della vita di tutti i giorni, il genio che sfida l'idiozia. Tre grandi attrici compagne ci rendono ogni sfumatura vicina, Taraji P. Henson, Janelle Monae, Octavia Spencer." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 marzo 2017)

"(...) nonostante le migliori intenzioni e le tre candidature all'Oscar non è un titolo che resterà negli annali Ci hanno fatto capire in tutti i modi che oggi contro Trump tutto fa brodo al Hollywood, però l'overdose di dolcificante, didascalismo e farragine normalizza lo spunto antirazzista e lascia solo qualche briciola all'appello in favore delle pari opportunità. Cercando, per di più, di ricreare adeguatamente l'atmosfera dell'era Kennedy in cui le tensioni covano sotto l'apparente stato di grazia psicologico e materiale del paese, la fotografia spalma sull'intero percorso del film una patina alquanto posticcia e ovattata come per rendere deglutibile il messaggio anche allo spettatore meno interessato all'argomento. (...) La chiave narrativa prescelta dal regista (...) è priva purtroppo di qualsivoglia sorpresa: prima il tratteggio delle diverse personalità delle tre protagoniste e poi il puntuale pedinamento del percorso compiuto sulla non agevole strada del riconoscimento dei rispettivi e cruciali ruoli. (...) Nonostante l'indubbia bravura delle attrici calate nelle parti delle combattenti Katharine (Henson), Mary (Monáe) e Dorothy (Spencer), risulta, così, piuttosto arduo appassionarsi alle indegne discriminazioni che continuano lungo tutta la proiezione a subire sia sul piano logistico, sia su quello esistenziale, sia su quello scientifico proprio perché le eccessive prevedibilità ed esemplarità drammaturgiche sono persino capaci di appiattire i clou emotivi come quello dedicato all'exploit di Dorothy che riesce a fare funzionare il primo monumentale computer IBM oppure quello della sospirata partenza da Cape Canaveral di John Glenn." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 9 marzo 2017)

"(...) storia vera edificante, raccontata senza svolazzi puntando sul semplice fascino della realtà (...)." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 9 marzo 2017)

"Donne, nere e nella Virginia razzista fra gli anni 50 e 60. (...) Tanto affascinante quanto pressoché sconosciuta, la loro storia ha preso luce meritata prima nel libro di Margot Lee Shetterly (...) e successivamente in un biopic dal segno hollywoodiano. (...) Film luminoso e illuminante nella sua lineare classicità, è impreziosito da tre attrici in perfetta sintonia con i personaggi rivoluzionari loro assegnati." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 9 marzo 2017)

"Cinema 'obamiano': pellicole prodotte durante i due mandati del primo presidente nero Barack Obama, tra il 2009 e 2017, concentrate sui progressi sociali degli afroamericani in Usa. Alcuni esempi: '12 anni schiavo' (2013), 'The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca' (2013), 'Selma' (2014). Rientra nella categoria 'Il diritto di contare', storia vera di tre afroamericane degli anni 60 impiegate dalla NASA nella cosiddetta corsa allo spazio contro gli agguerriti sovietici. (...) Il senso del film è la condivisione patriottica della sfida spaziale all'URSS in cui i neri scattarono in alto insieme a tutte le altre etnie. Non potrebbe esserci concetto più 'obamiano', e distensivo, di questo. Ispirato dalle pagine del libro di Margot Lee Shetterly, il bravo regista Melfi (...) adatta, comprime e drammatizza come è necessario nel grande cinema popolare americano. Ne esce fuori un film compatto, piacevole e concreto nella sua missione. Divine le tre interpreti tra cui spicca la Henson di una Katherine adorabile nel suo zelo leggermente autistico (umilierà, alla lunga, un odioso nerd razzista) affiancata dalla matronale Spencer e dalla vivace Monáe (lei l'abbiamo ammirata anche nel Miglior Film agli Oscar 2017 'Moonlight')." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 marzo 2017)

"(...) 'Hidden Figures' risulta, a schermo acceso, uno di quei film che ti fanno riempire bene la serata. Per merito di tutti gli addetti: dalla regia (con annessa sceneggiatura) agli attori (Octavia Spencer, ma anche incredibilmente Kirsten Dunst) alla struggente colonna sonora. Theodore Melfi per noi era fin d'ora nessuno, ma siamo sicuri che volerà alto. Perché è un gran ruffiano. Prende personaggi di mezzo secolo fa (incredibile che siano esistiti) e ce le fa sembrare le ragazze della porta accanto. Da seguire (e da indignarsi) quando sono messe in croce da razzisti sessisti. E da giubilare in coro quando la favola (perché favola non è, ma lo sembra) si compie: quella di tre ragazze nere che raggiungono lo scopo della vita mandando tra le stelle un ragazzo bianco." (Giorgio Carbone, 'Libero', 9 marzo 2017)

"E' stato uno dei grandi sconfitti nella notte degli Oscar. Un peccato, perché la storia vera delle tre donne di colore Katherine Johnson, Dorothy Vaughn (Octavia Spencer, bravissima) e Mary Jackson (Janelle Monae) (...) meritava almeno un riconoscimento. Un film dalla narrazione lineare, semplice, che limita la retorica, puntando sui fatti e su un ben ritrovato Kevin Costner." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale' 9 marzo 2017)

"Biopic standard, ma preciso, studiato per segnare le offese tremende dei diritti salvando la lungimiranza dei bianchi buoni (il boss Costner), lascia intuire che fu anche peggio di quanto si possa immaginare. Premio simpatia alla Spencer, però la solista del trio è la Henson (...). Emoziona." ('Nazione-Carlino-Giorno', 9 marzo 2017)

"Il regista (...) racconta un doppio percorso di emancipazione che vede queste donne decise sia a dimostrare le proprie competenze in un mondo al maschile, sia a rivendicare i propri diritti civili, ristabilendo l'eguaglianza tra bianchi e neri." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 3 marzo 2017)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy