Showing Up

Lasciate ogni speranza voi ch'entrate: il nono di Kelly Reichardt è un film sciatto, gramo e mesto come non se ne vedevano da tempo

27 Maggio 2022
1/5
Showing Up
ShowingUp Allyson Riggs/Courtesy of A24

Un fratello fuori di testa, un padre che ci fa e ci è, una madre che (si) nega, un’affittuaria che le nega l’acqua calda, un piccione menomato dal proprio gatto, portato dal veterinario (150 dollari per la mera indicazione della boule d’acqua calda) e quindi amorevolmente accudito e, sopra tutto, un’esibizione imminente, dove mostrare le proprie sculture di variopinte, e all’occasione ustionate, donnine. L’arte-vita di Lizzy Carr, incarnata da Michelle Williams, protagonista dell’ultimo lavoro della regista americana Kelly Reichardt: Showing Up, che le vale per la prima volta il Concorso di Cannes.

A tredici anni di distanza da Wendy e Lucy, Un Certain Regard, il suo nono lungometraggio travasa il consueto minimalismo analitico, di volta in volta applicato al contesto politico, socioeconomico e culturale americano senza eludere la natura, nella routine quotidiana di Lizzie, cartina al tornasole del mondo dell’arte contemporaneo, in chiaroscuro – nelle intenzioni – divertente e aspro.

È  la quarta collaborazione di Williams con Reichardt, dopo Wendy e Lucy (2008), Meek’s Cutoff (2010) e Certain Women (2016), è stato girato stato girato nell’estate del 2021 a Portland, Oregon, location abituale per la regista, annovera nel cast John Magaro e André Benjamin, e non è un film riuscito, di più, rischia di tenere alla larga lo spettatore con una teoria di personaggi, diremmo persone, imballati tra nevrosi e psicosi, che mangiano male, pensano boh e vivono peggio.

Un disagio contagioso, per cui peraltro non empatizzi, ma ti discosti: il piccione, pur insopportabile, è forse l’unico personaggio degno, per dire di come siamo messi. Basso continuo artistoide, con qualche opera d’arte al più carina in una teoria di ciofeche, richiami hippie, vocazione alternativa, post-grunge invasivo, è un film di colori nocciola pastello, croc’s d’ordinanza, dimesso, sciatto, depresso e mesto come non se ne vedevano da tempo. Per carità, meglio darsela a gambe che t’attacca il disagio. Anzi, la sfiga.

Non te ne frega mai nulla della nona di Reichardt, ti puoi preoccupare solo delle sorti, invero poco, magnifiche e progressive del cinema qui e ora: Showing Up è il bacio della morte.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy