Pesaro 53: Drôles d’oiseaux (Strange Birds)

Parigi è la metropoli dove anche i romanzi possono diventare realtà. Commedia delicata, più vicina alla fantasia che alla realtà

23 Giugno 2017
3/5
Pesaro 53: Drôles d’oiseaux (Strange Birds)
Drôles d’oiseaux (Strange Birds)

All’ombra della Tour Eiffel sbocciano amori impossibili, e gli incontri casuali si trasformano in magiche avventure.  Già Woody Allen, nel suo Midnight in Paris, raccontava l’anima onirica di una capitale che non dorme mai. Dopo la mezzanotte, Owen Wilson si trovava paracadutato negli anni Venti e, prima di tornare a casa, beveva una birra con Hemingway e discorreva di arte e donne con Picasso.

In Drôles d’oiseaux (Strange Birds), la giovane Mavie scopre che Parigi è la metropoli dove anche i romanzi possono diventare realtà. La sua passione per la scrittura e per i libri si trasforma in una relazione intellettuale con un uomo molto più grande di lei, dove l’intimità la si raggiunge con carta e penna e non tra le lenzuola.

 

Tutti e due sanno di amarsi, ma non c’è bisogno di parlare per comprendersi: i silenzi, i gesti e uno sguardo fugace bastano per trasmettere l’emozione, mentre la città scorre romantica sullo sfondo. Le musiche di Bertrand Burgalat accompagnano le uscite appassionate ed esaltano la quiete dei loro sentimenti.

Mavie ha ventisette anni ed è appena arrivata a Parigi dalla provincia. Una sua amica d’infanzia le ha offerto un divano in soggiorno, ma le sue rumorose “attività notturne” col fidanzato non la lasciano dormire. Una mattina, mentre fa colazione in un bar, legge un annuncio che può aiutarla: un certo George offre una mansarda in cambio di un lavoro in una libreria del Quartiere Latino.

Mavie accetta e così conosce George, un redivivo Jean Sorel ancora in gran forma che, a quasi ottant’anni, gestisce un negozio di libri in cui non entra mai nessuno. Lui è cinico e solitario, ma il suo fascino tenebroso colpisce la ragazza. Inizia un rapporto particolare, in cui non si sfiorano neanche con un dito. La pace finisce fin troppo presto, quando il passato di George bussa su una pila di volumi per entrare.

La regista Elise Girard, che con i suoi sentimenti tormentati aveva già commosso in Belleville Tokyo, gira una commedia delicata, più vicina alla fantasia che alla realtà, dove anche l’ecologia si ritaglia una parte. Sui giornali si legge di un attacco hacker irlandese e di una perdita di scorie radioattive, che forse sono legate ai gabbiani kamikaze che si schiantano davanti a Mavie mentre cammina sul marciapiede. Intanto gli attivisti alzano la voce e protestano.

 

La finzione prende il sopravvento e, come in una favola, tutto sembra possibile. Uno sconosciuto muore sull’uscio del negozio e la coppia fa sparire il cadavere. Follia, fantasia, tenerezza e mistero sono gli ingredienti di questo Drôles d’oiseaux (Strange Birds), un film leggero, fuori dai canoni, sulla voglia di non invecchiare mai e di continuare a sognare come bambini. Per parafrasare il titolo, non sono solo gli uccelli a essere bizzarri, anche noi umani siamo strani e preferiamo il blu dell’inchiostro al grigiore di ogni giorno.

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