Per Lucio

Mai parafrasi, ma poesia per poesia: Pietro Marcello evoca l'umanità di Dalla, e dell'Italia tutta, facendo di archivio ritorno al futuro. In prima mondiale a Berlinale Special

3 Marzo 2021
4/5
Per Lucio
Per Lucio - © Teche RAI

La grandezza del film documentario di Pietro Marcello non su, ma con Lucio Dalla – e, da titolo, Per Lucio – sta nell’esaudire le parole di Stefano Bonaga, talking head al pari del produttore Umberto Righi (Tobia): “Curiosamente fra gli amici parliamo sempre di Lucio al presente. Perché è una presenza fuori tempo, anche il suo corpo, la sua voce è lì, c’è”.

Non curiosamente, viceversa, Marcello riesce a fare di Dalla un nostro contemporaneo, qui e ora, con l’archivio, del cui impiego si conferma maestro: il pastiche di oggi, le due talking heads, e ieri, l’archivio di Lucio e gli archivi (da AAMOD al Luce, da CSC a Home Movies, e l’esordio La bocca del lupo dello stesso Marcello) porta il film fuori dal tempo epperò dentro, dentrissimo allo stesso, facendo risuonare nell’uomo Lucio la nostra comune umanità.

In prima mondiale nella sezione Berlinale Special della 71ª edizione del Festival di Berlino, Per Lucio è prodotto da IBC Movie con Rai Cinema in collaborazione con Avventurosa e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, e per volontà esplicita del regista, anche sceneggiatore con  Marcello Anselmo, “non è il ritratto puntuale di un famoso cantante e nemmeno la sua celebrazione”, bensì “un’evocazione attraverso la voce di qualcuno che lo ha conosciuto dapprima come uomo, amico, e poi artista al servizio della poesia”, ovvero Bonaga e Tobia.

Entrambi ci aiutano dicendo di Lucio a dire del film, perché Marcello gioca consapevolmente a specchio: “Era uno dei pochi creativi che sapeva vivere”, dice Tobia, e il regista associa alle creazioni di Lucio, da Lunedì film a Itaca, da Quale allegria a Futura, la vita del Paese, dalla Millemiglia (sequenza splendida) alla strage di Bologna, passando per l’Avvocato; “nasce come sedotto, poi diventa seduttore”, dice Stefano, e così è per il film, prima conquistato da Lucio, poi conquistante, lui e noi spettatori.

Bisogna guardarsi a ritroso (archivio) per concedersi al futuro, cantando il presente: Per Lucio tratta la poesia di Dalla con poesia, senza mai ridursi a parafrasi.

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